Rsi nel dna delle Bcc

Banca etica “striglia” il sistema creditizio e la nostra Bcc risponde. Lo scorso 20 ottobre, a Varese, Fabi, la Federazione autonoma bancari italiani, ha organizzato in collaborazione con l’Università dell’Insubria un convegno dal titolo “Politiche di responsabilità sociale e relazioni industriali nelle banche”. Tema centrale del convegno, il confronto fra i direttori generali delle principali realtà creditizie italiane. Paolo Innocenti, nostro direttore generale, ha partecipato e presentato i valori del Credito Cooperativo sotto un profilo squisitamente etico e sociale. La sfida lanciata dal meeting, tra l’altro, è stata chiara sin dal suo esordio: «Se esiste una banca etica che funziona a pieno regime, significa che gli altri istituti di credito che lavorano sul territorio nazionale hanno ancora difficoltà sul fronte della responsabilità sociale» ha esordito, provocatorio, Riccardo Milano, responsabile relazioni culturali di Banca Etica. Il nostro direttore generale ha presentato la filosofia del Credito Cooperativo, alla luce della responsabilità sociale d’impresa, partendo dai tre valori fondamentali: mutualità, solidarietà, sussidiarietà. «Le banche di Credito Cooperativo -ha detto Innocenti-, un sistema che ormai conta 120 anni di età, hanno costruito e formalizzato la propria Carta dei Valori. Il primo “comandamento” della Carta scandisce il tema del primato e centralità della persona». 27La Carta dei Valori, infatti, recita al primo punto: «Il Credito Cooperativo ispira la propria attività all’attenzione e alla promozione della persona. Il Credito Cooperativo è un sistema di banche costituito da persone che lavorano per le persone. Il Credito Cooperativo investe sul capitale umano -costituito dai Soci e dai collaboratori- per valorizzarlo stabilmente ». In seguito, la discussione si è spostata sulla reale adesione della nostra Bcc alla Carta de Valori. Ancora Innocenti: «Operiamo nell’Altomilanese e in provincia di Varese. Stiamo crescendo in modo significativo per poter coprire tutte le piazze principali e divenire progressivamente la banca locale di riferimento dell’intera zona. Il 65% dei nostri crediti sono erogati agli artigiani e alle Pmi, di cui buona parte per progetti innovativi a sostegno alle imprese in difficoltà. Il 30% degli impieghi totali è verso le famiglie. L’80% della raccolta ritorna dal segmento famiglie. Il 25% del nostro utile lordo è reinvestito sul territorio attraverso migliori condizioni ai soci, elargizioni alle comunità locali, investimenti in progetti di miglioramento della qualità della vita (progetto salute, progetto giovani, eventi culturali e di ristrutturazione di importanti opere del territorio, eventi sportivi e ludici, mutuo verde). Il resto è allocato a patrimonio per consentire il consolidamento futuro della banca. Il 7% del risultato lordo di gestione è investito in formazione, piani di sviluppo professionali, sistema incentivante ed elargizioni per il personale». Punto per punto, dunque, il nostro direttore ha illustrato ai “colleghi” presenti a Varese quanto il Credito Cooperativo, da anni, sia responsabilmente impegnato nei confronti della società ben prima che la Rsi (la Responsabilità sociale d’impresa) entrasse dall’ingresso principale delle realtà imprenditoriali italiane. Infatti, Innocenti ha chiuso così il suo intervento: «Lavorare con responsabilità sociale è dunque il nostro modo abituale di agire. Per la nostra banca non è una moda da seguire e neppure una cultura aziendale da acquisire. È il nostro modo di essere. Siamo estremamente orgogliosi dei nostri valori, che perseguiamo fermamente, e della missione di servizio alla “nostra” gente».

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