A fianco dei giovani calabresi

«Estremo lembo della penisola italiana, in Calabria, la Locride si delinea sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria. Visita la Locride! Scoprirai i tesori di civiltà ed insediamenti che da tre millenni sono ospitati nel nostro territorio; dai greci ai romani, dai bizantini agli spagnoli, un intreccio di culture che hanno formato la cultura mediterranea. La Locride non è solo arte, cultura, storia, ma anche sport, natura, avventura. Visita il nostro sito e le strutture rappresentate, sono garanzia di vacanze e soggiorni da sogno». Il testo è tratto da www.locride.net, sito di promozione turistica della regione. Un vanto, per i cittadini della Calabria. Un giusto vanto. Ma dall’anno di grazia 2004, la Locride è diventata più il simbolo per eccellenza della lotta alla mafia (a tutte le mafie) che l’area assolata e rilassante dell’estremo sud calabrese. Dopo l’omicidio di Francesco Fortugno, vicepresidente della Regione (ammazzato davanti al seggio per le elezioni “primarie” dell’Unione), l’attività dell’associazionismo locale, fomentato dalla passione dei giovani, ha iniziato ad affrontare a viso aperto la ‘Ndrangheta. Grazie al lavoro di un coraggioso sacerdote, monsignor Giancarlo Maria Bregantini che, arrivato nel 1994 alla guida della diocesi di Locride, ha lavorato duramente per infondere la cultura della legalità. È così nato “Progetto Policoro”, la proposta della Chiesa cattolica per combattere la disoccupazione nel Sud Italia che prende nome dalla località vicino a Matera dove, nel 1995, si tenne il primo incontro preparativo. Le attività della società civile che ha intenzione di non piegarsi alla mafia sono state appoggiate apertamente dalla Federazione calabrese del Credito Cooperativo. In seguito al danneggiamento di oltre 10mila piantine da frutto piantate dai ragazzi della cooperativa Valle del Bonamico. Un vile attentato criminoso che ha provocato oltre 200mila euro di danni. Le banche di Credito Cooperativo calabresi hanno aperto un conto corrente (202020 – abi: 08492 – cab: 81350 – cin: w) intestato alla Federazione delle Bcc per la diocesi di Locri-Gerace cui è seguito un primo contributo di 50mila euro consegnato a monsignor Bregantini dal presidente di Federcasse, Alessandro Azzi, e da Flavio Talarico, presidente della locale Federazione. L’obiettivo è di raggiungere nel breve termine la somma di 200mila euro per ripristinare le serre e ripartire con la coltivazione delle piante, ma soprattutto per rispondere, apertamente e con chiarezza, alla viltà dei mafiosi.

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