Santa Maria Assunta un tesoro da salvare

La Bcc di Busto Garolfo e Buggiate scende nuovamente in campo a tutela del patrimonio artistico del nostro territorio. E se lo scorso anno era stato caratterizzato dagli interventi in quel di Cazzago Brabbia, i prossimi mesi ci vedranno all’opera a Gazzada. Non è infatti stato lasciato inascoltato l’appello lanciato al Progetto Soci dal parroco di Gazzada, don Giuseppe Ornaghi, per finanziare i lavori di risanamento di un piccolo tesoro del 1400: la chiesa di Santa Maria Assunta. Alla parrocchia sono quindi arrivati un finanziamento ed un mutuo a tasso agevolato, che permetteranno di 19 risanare i muri dell’edificio, dove ormai da tempo sono presenti delle notevoli tracce di umidità, che, se trascurate, rischiano di compromettere la struttura e gli affreschi dell’abside. Si tratta di veri e propri piccoli tesori, probabilmente da attribuire a Galdino da Varese, un artista lombardo che operò nella provincia tra il 1400 e il 1500. Voluta da Antoniotto Ghiringhelli, dopo la metà del XV secolo, per dotare l’allora villaggio di Gazzada di un tempio sacro, risparmiando così ai fedeli il disagio di spostarsi fino alla vicina Schianno per assistere alla messa festiva, la chiesa di Santa Maria è stata consacrata dal vescovo Carlo Borromeo, il 26 giugno 1574, e dedicata a San Carlo. Per secoli è stata il luogo di ritrovo dei fedeli locali, poi, durante gli anni della peste, fu trasformata in lazzaretto e, dopo la metà del XIX secolo, utilizzata come legnaia. Solo agli inizi del Novecento, l’edificio di Gazzada è tornato alla destinazione per cui era stato edificato: quella di sacro luogo di culto. Purtroppo, per le peripezie dei secoli, gran parte degli affreschi dell’epoca presenta ampie lacune. La rappresentazione resta leggibile, ma si sono verificate cadute di colore e si sono create alcune crepe nella muratura che hanno lesionato i dipinti. 20La zona in cui si riscontrano i danni più ingenti è sicuramente quella del cilindro dell’abside, dove la crocifissione e i dipinti circostanti presentano ampie lacune. Si tratta dell’area che maggiormente risente dell’umidità, assieme alla parte bassa in corrispondenza dello zoccolo, dove è visibile una parte di muratura scoperta. Le infiltrazioni di umidità arrivano dalla confinante scalinata del Mugello, che passa accanto all’edificio e che funziona come canale di scolo per l’acqua piovana che si raccoglie nella sovrastante zona di Villa Cagnola. Sulla parete che affianca la scalinata, infatti, sono presenti problemi di efflorescenza di sale, e gli effetti di questa “umidità di risalita” si sono allargati anche alla zona absidale affrescata, dove si nota un affievolimento dei colori, soprattutto nella parte inferiore. Già negli anni scorsi ha preso il via un’importante opera di restauro, che ha interessato il tetto e gli affreschi, ma ora c’è da mettere mano alla muratura, per evitare che questo piccolo capolavoro lombardo vada perduto. Per questo don Giuseppe Ornaghi si è rivolto in cerca di un sostegno economico alla nostra Banca. Per questo la Bcc ha risposto all’appello.

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