I numeri del sistema

Crescita e stato di salute del Credito Cooperativo e della nostra Bcc
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Due momenti del tradizionale scambio di auguri tra i dipendenti della nostra Bcc. L’occasione è stata propizia per presentare l’andamento della nostra Banca e del sistema Cooperativo lombardo durante il 2006

Conoscere per condividere: costruiamo il futuro della nostra Banca. È questo il titolo della relazione che il nostro direttore generale, Paolo Innocenti, ha illustrato a tutti i dipendenti durante il tradizionale scambio degli auguri natalizi. Numeri e analisi che hanno messo nero su bianco il lavoro che aspetta il nostro Credito Cooperativo in questo importante 2007. «Il sistema del Credito Cooperativo -ha esordito Innocenti- sta dimostrando tutta la forza dei propri valori e della propria organizzazione. In Italia, le Bcc sono il primo gruppo bancario per crescita dimensionale, il quarto per ammontare della raccolta, il sesto per gli impie- ghi, il secondo per l’ammontare del patrimonio. E la nostra Bcc, con i suoi numeri e il suo dinamismo, sta affron- tando un brillante sviluppo con la giu- sta coerenza e coordinazione». I numeri. I dati 2006, presentati da Innocenti riferiti al Sistema del Credito Cooperativo sono serviti per introdur- re la relazione e per meglio esplicitare le politiche di sviluppo territoriali intraprese dalla nostra Bcc. In Italia, sono 438 le Casse Rurali/Banche di Credito Cooperativo (48 in Lombardia); 3.700 gli sportelli con una presenza diretta in 2.400 comuni -che operano su 4mila e 500 municipalità- e in 98 province; i Soci complessivi sono 850mila (114 mila in Lombardia); i clienti sono 5 milioni (1 milione in Lombardia), i dipendenti 30mila (5mila 500 in Lombardia); la raccolta diretta ammonta a 107 miliardi di euro (22 miliardi nella nostra regione), la raccolta indiretta si è assestata ai 27 miliardi di 21euro (9 tra le Bcc della Lombardia), gli impieghi hanno fatto registrate la cifra di 90 miliardi di euro (19 in Lombardia) mentre il patrimo- nio è di 14 miliardi di euro (4 miliardi in Lombardia). Cifre, come detto, che hanno portato il sistema del Credito Cooperativo ad essere uno dei più dinamici nel panorama creditizio ita- liano e nel quale, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, sta dimostrando la propria intraprendenza e laborio- sità. A fine 2006, i numeri della nostra Bcc sono: 16 sportelli, 2.537 Soci, 23mila clienti, 141 dipendenti, 414 milioni di raccolta diretta, 424 milioni di raccolta indiretta, 428 milioni di euro di impieghi, 93 milioni di patri- monio, 8,7 milioni di euro l’utile lordo di gestione e 6,9 milioni l’utile netto. Al 31 dicembre 2006, il saldo di fine perio- do ha registrato un incremento, rispet- to al 2005, del 10,5% nella raccolta diretta, del 32% degli impieghi e dell’9,1% nella raccolta indiretta. Numeri che, ha continuato Innocenti, «devono essere tenuti in considerazione in vista della nostra strategia geo-economica sul territorio. Il nostro obiettivo più immediato -ha continuato il direttore- è quello di unificare le aree di Busto Garolfo e Buguggiate, mentre, nel lungo periodo, la nostra missione è di divenire la banca di riferimento per tutto l’Altomilanese e il Varesotto». Le tappe che stanno portando al compimento di questi obiettivi sono ormai note: nell’autunno del 2005 ha aperto lo sportello di Castellanza, nel 2006 sono state inaugurate le filiali di Buscate e Castano Primo, entro il 2008, saranno aperti altri due sportelli (Samarate e Somma Lombardo) che porteranno all’unificazione delle due zone di competenza del nostro Credito Cooperativo. L’analisi. I numeri, è noto, non sono fini a se stessi. La domanda basilare che ha posto il nostro direttore generale è proprio questa: «Siamo di fronte a una crescita dimensionale fine a se stessa?». Lo sviluppo, è stato sottolineato durante l’incontro con i dipendenti nell’auditorium Don Besana, è sussidiario alla 18 “cos2320truzione” della banca locale al servizio delle comunità e del territorio. Un territorio che, data l’espansione di questi ultimi anni, è da riconsiderare in una logica geografiaeconomica che prevede delle azioni fondamentali perché si concretizzi la visione strategica della banca. «Essere banca locale del territorio -ha commentato Innocenti- significa saper mettere in campo una strategia che parte dalla comunicazione e l’ascolto, passando per la comprensione e l’azione, per approdare al sostegno e alla fiducia reciproca». Azioni che non possono prescindere: dal “rispetto” che deve caratterizzare il rapporto (nella parole e nei fatti) fra il personale della Banca, i Soci e i clienti; dalla “trasparenza” nei rapporti di lavoro (obiettivi chiari, condivisi, comunicati); dalla “coerenza” delle azioni rispetto alle norme (generali e interne) che regolano l’operatività aziendale; dalla “consapevolezza” dell’agire, considerando che le azioni e le operazioni eseguite con superficialità e senza adeguato approfondimento hanno impatti negativi sulla persona, 19sull’immagine aziendale e sull’economia del territorio; dalla “risposta” corretta, tempestiva e qualificata sia ai Soci, clienti, comunità sia nei confronti dei propri colleghi di lavoro; sulla “riservatezza” per tutto ciò che riguarda l’operatività della banca, la posizione dei Soci e dei clienti. Valori e regole. Quella del direttore generale è stata, dunque, un’analisi economica incentrata su dati e percentuali, ma soprattutto, una rivisitazione sociale di come deve porsi la nostra BCC sul territorio e dell’attività che deve intraprendere per raggiungere gli obiettivi dei piano strategico approvati dall’Assemblea dei Soci. Un modus operandi che deve aprire le porte all’etica attraverso valori e regole di comportamento che diventino un «contributo per riflettere sul nostro operare giornaliero». Deontologia che esiste e va ulteriormente valorizzata attraverso lo strumento fondante di cui il Sistema del Credito Cooperativo e la nostra Bcc si sono dotati proprio per fare fronte alle sfide del nostro tempo: la carta dei valori. «Da questi pochi, ma precisi principi -ha concluso Innocentiderivano tutte le regole del nostro lavoro quotidiano: la correttezza, la coerenza, l’onestà e la disponibilità. Qualità che portano al rispetto continuo proprio per i valori e le doti di cui siamo portatori». Lavorare, insomma, tenendo sempre presente il rispetto per la dignità nostra e degli altri.

 

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