Buon compleanno Buguggiate

Festeggiamento nei festeggiamen- ti, le manifestazioni per i 110 anni della nostra BCC si aprono, domenica 15 aprile, con la celebrazione dei ventincinque anni della costituzione della Banca di Credito Cooperativo di Buguggiate (all’epoca Cassa rurale e artigiana). La data di nascita dice 7 aprile 1982, la paternità dell’iniziativa reca il nome dell’indimenticato Giannino Turri, allora presidente dell’Artigiancassa varesina, alla guida di un comitato promotore di dieci “pionieri”. Infatti l’apertura di uno sportello in provincia di Varese aveva autenticamente il sapore di una nuova frontiera per il movimento del credito cooperativo. Buguggiate, allora paese di poco più di duemila anime, era terra vergine, zona non ancora colonizzata dalla conquiste bancarie, dove la legge permetteva di aprire sportelli. Servirono il coraggio e la lungimiranza di 110 soci fondatori -artigiani e coltivatori diretti, soprattutto- per accumulare i 200 milioni di capitale sociale necessari alla partenza. A poco più di un anno dalla costituzione, il 9 maggio 1983, la Cassa rurale e artigiana di Buguggiate poté aprire il proprio sportello con un organico composto da un dipendente e due ispettori federali prestati per sostenerne i primi passi. Se il presidente del taglio del nastro fu Giannino Turri, dopo qualche mese, nel 1984, la guida del Cda fu assunta da Mario Pozzi, in carica sino alla fusione con la BCC di Busto Garolfo nel 1999. «L’apertura della Cassa a Buguggiate non fu una semplice operazione bancaria -ricorda Pozzi-; si trattò di portare la cultura cooperativa in un territorio che ne era geneticamente carente. Eravamo consapevoli della difficoltà del nostro compito, ma ci riuscì di influenzare il mercato con un’opera calmieratrice del sistema quasi monopolistico che vi vigeva, con effetti positivi quindi anche per chi in Bcc non avrebbe mai messo piede. Siamo riusciti a imporre un altro modo di essere banca, in cui i valori del mutualismo e della sussidiarietà erano in primo piano, assieme al rapporto umano instaurato con il cliente; non un numero di conto corrente, ma una persona con bisogni da ascoltare sempre e con attenzione». È stato un cammino graduale quello della Banca di Buguggiate (prima e unica allora come oggi nel comune): lontanissima dai modelli di impetuoso sviluppo alla ribalta di quelle cronache finanziarie che finiscono spesso per colorarsi di tinte fosche, la crescita dell’istituto è stata improntata a quella concretezza e a quel buon senso che ne hanno determinato la solidità e accresciuto nei suoi confronti la fiducia dei risparmiatori. «Ho sempre paragonato il cammino della banca alla cadenza dell’alpino -continua Pozzi-, costante e in ascesa; una crescita senza far rumore ma duratura, perchè figlia di radici robuste». Negli anni alla “casa madre” di Buguggiate, che trasferì i propri uffici da via XXV Aprile alla sede di via Cavour nel 1993, si aggiunsero gli sportelli di Varese, Bizzozzero e Bodio Lomnago. I dati economici più di qualunque discorso possono illustrare i progressi della banca: i depositi passarono dai quasi 20 miliardi di lire del 1988 agli oltre 44 del 1993. Accanto al quotidiano, come in ogni Bcc che si rispetti, figurano le iniziative benefiche: dalla donazione di un’ambulanza alla sponsorizzazione di attività sportive, dall’organizzazione di viaggi per anziani al contributo per il restauro del cinquecentesco oratorio di Santa Caterina di Erbamolle sino al mutuo a condizioni particolarmente agevolate all’amministrazione comunale per la costruzione di una scuola materna. Nel 1999, con la fusione, nasce la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, ma della storia della banca sorta alle porte di Varese nulla si perde, anzi. Quell’avamposto del credito cooperativo è stato il primo tassello di un mosaico che si completerà quest’anno, l’unione di Altomilanese e Varesotto, un ulteriore motivo di festa in un 2007 tutto da celebrare.

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