I valori del nostro Credito Cooperativo

L'editoriale del presidente del Consiglio di Amministrazione

Con la sincerità e la schiettezza che hanno sempre contraddistinto i miei rapporti con la compagine sociale e i “colleghi” del consiglio di amministrazione, apro questo mio primo editoriale de «La Voce» non senza provare emozione. In primo luogo perché, da vicepresidente, ho sempre letto -apprezzandoli- gli interventi di chi ha ricoperto la carica prima di me, Silvano Caglio. A lui, naturalmente, va il mio primo pensiero. L’eredità che raccolgo -di cui ringrazio sentitamente tutto il CdA per la fiducia accordatami- è lusinghiera, ma al tempo stesso impegnativa. Sono consapevole del lavoro che mi attende e degli impegni che ho di fronte, ma ho la certezza di poter contare su persone che hanno stilato un progetto condiviso, con idee e programmi ben delineati e limpidi. L’opera di un presidente, infatti, è figlia della partecipazione, e il consiglio di amministrazione che guida la nostra Bcc dal 2003 ha sempre avuto nel suo dna una straordinaria comunanza d’intenti. Sarebbe illogico il contrario: siamo un “consiglio” e come tale abbiamo sempre lavorato e operato. Il mio ruolo istituzionale, ora, diventa quello di essere portatore dei valori del nostro Credito Cooperativo, anche e soprattutto al di fuori della nostra Banca. Naturalmente, il mio sarà un impegno nella continuità, come ho spesso ripetuto da quando mi hanno chiamato a ricoprire il ruolo di presidente. Il tutto nel segno di un’eredità che ha il dolce sapore della scoperta, ma, al tempo stesso, il radicato impegno della programmazione.

di Lidio Clementi

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