Mensa dei poveri a Legnano: pasti all’aperto perché in troppi non hanno il green pass

La mensa è sempre alla ricerca di contributi, basta anche un poco del proprio tempo. 

Dal 2003 sono in campo per aiutare le persone, dando a chi ne ha bisogno un pasto caldo. Dall’inizio di agosto, oltre alle normali problematiche, si è aggiunto il green pass. Sono solo il 40% delle persone che lo frequentano ad averlo. Per non discriminare nessuno la mensa si è trasferita all’esterno, in modo da non discriminare nessuno. L’80% sono italiani. Gli stranieri con la pandemia sono diminuiti, in molti sono rientrati nel loro paese di origine.

La parrocchia di cui fa parte si è caratterizzata per una spiccata propensione alla carità, oltre alla presenza di Caritas e san Vincenzo da sempre i carmelitani, per chi lo necessitava, davano la possibilità di pranzare presso il convento. Tale azione si è poi fortificata grazie alla volontà di padre Gabriele Mattavelli, che nel 2003 inaugurò la mensa dei poveri, denominata “Casa della Carità”, che ogni giorno, grazie all’aiuto di molti volontari fornisce pasti caldi.

L’accesso all’interno della mensa dal 6 agosto di quest’anno è riservato alle sole persone vaccinate contro il covid e quindi in possesso di green pass, per gli altri il servizio continua all’esterno. Qui si servono giornalmente tra i 50 e i 60 pasti.

La mensa è sempre alla ricerca di contributi, basta anche un poco del proprio tempo.