L’assemblea della Federazione Lombarda dà le strategie per la crescita del movimento

Meeting delle 49 banche di Credito Cooperativo della Lombardia. Confermato Alessandro Azzi alla guida del movimento. Nominato Ignazio Parrinello, vicepresidente vicario della nostra Bcc, alla presidenza del Collegio Sindacale: «Un onore»

32Uno stato patrimoniale attivo di poco più di 28,5 milioni di euro; un conto economico che vede il valore totale della produzione superare i 13 milioni di euro; un utile prima delle imposte di 847.029 euro, che si trasforma in un utile netto di esercizio di 347.273 euro, di cui il 3% (10.418 euro) destinato al fondo sviluppo per la cooperazione, il 30% (104.455 euro) alla riserva legale e la restante parte (232.400 euro) alla riserva indivisibile. Queste, in sintesi, le cifre del bilancio 2005 della Federazione regionale lombarda delle Bcc, così come sono state presentate all’assemblea annuale, che si è tenuta a Lecco l’11 giugno, e che ha visto tenersi anche le votazioni per il rinnovo dei vertici lombardi. Riconfermato il presidente, Alessandro Azzi, e tutto il Consiglio di amministrazione. E nomina a presidente del collegio sindacale del vice presidente vicario della nostra Bcc, Ignazio Parrinello (di cui più diffusamente parliamo nel box a fianco). La federazione lombarda conta 49 Bcc (11 in provincia di Milano), per un totale di 614 filiali (134 in provincia di Milano), cresciute di 25 unità rispetto alle 589 che si contavano al 31 dicembre 2004. «Il 2005 è stato un intenso anno di lavoro per le nostre Bcc –ha detto il presidente Azzi- e le nostre banche, ancora una volta, hanno dimostrato nei fatti il valore della mutualità reciproca e la fiducia nelle strutture del gruppo, veri presupposti per un consolidamento ed una crescita di ampio respiro. E, proprio in quest’ottica, non appare di poca rilevanza che, se la scorsa assemblea aveva visto le associate lombarde strette attorno alla federazione regionale per assicurare il sostegno alla consorella del Credicoop Lombardo, che stava attraversando un momento difficile, l’odierna assemblea di Lecco può invece celebrare la completa e piena riconsegna di questa banca alla comunità locale, con il nome di Bcc di Cernusco sul Naviglio». Un caso, quello del Credicoop Lombardo, significativo del modo di fare banca e dei valori che esprime il movimento del Credito Cooperativo. Valori che sono alla base della strategia, passata e futura, della Federazione lombarda, che si articola su cinque direttrici. Innanzitutto riaffermare la specificità del Credito Cooperativo nel quadro normativo, riaffermata anche nella riforma del diritto societario, che ha riconosciuto le Bcc come «cooperative a mutualità prevalente». Quindi rafforzare la stabilità delle Bcc, «perché –ha spiegato Azzi- per la crescente necessità di governare i cambiamenti in atto, il tema dei “controlli” è ormai diventato centrale». A questa considerazione si ricollega la terza direttrice, ovvero sviluppare le competenze: “La formazione –sono ancora parole del presidente Azzi- è indispensabile leva per competere ed è sempre più importante per il nostro futuro investire nello sviluppo professionale di tutti coloro che, ai diversi livelli di responsabilità, sono impegnati nel Credito Cooperativo». Altro pilastro sta nel valorizzare l’identità differente, «che va comunicata perché possa essere correttamente percepita dal pubblico», sottolinea il Consiglio di amministrazione della Federazione Lombarda nella relazione al bilancio. E, da ultimo, rafforzare la coesione, onde rendere la rete delle Banche di Credito Cooperativo e delle Casse Rurali un vero “sistema”. Da ultimo gli impegni per il futuro, presi dal presidente Azzi che, ha detto, «si basano su tre pilastri: l’efficienza e l’economicità delle strutture di servizio della nostra categoria; le condizioni normative e regolamentari di quello che si può definire il terreno di gioco all’interno del quale dobbiamo confrontarci con i clienti; infine la cultura aziendale, ovvero quel patrimonio distintivo di valori, stili, storia, norme, saperi condivisi cui si fa riferimento per sviluppare la strategia dell’impresa, per aggregare e motivare le persone, per gestire le relazioni con l’esterno, per valutare i risultati, e che dà la misura dell’efficacia dell’impresa. Dobbiamo perciò dotarci di strumenti sempre più efficienti ed efficaci, ma che abbiano anche una qualità aggiuntiva: siano coerenti con lo stile differente del Credito Cooperativo, ne parlino il linguaggio, ne condividano i valori, ne interpretino le logiche operative ed organizzative. Il che è indubbiamente più difficile, perché significa sommare ai tradizionali criteri di mercato un impegno in più. Ma è questa la sfida nella sfida che le Bcc non possono non affrontare».

 

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