Bilancio: numeri e salute dell’economia locale

Il direttore Luca Barni
L'editoriale del direttore della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

Tempo di assemblea, tempo di bilancio. Bilancio come noi lo intendiamo, ossia resoconto puntuale, in numeri, di un anno di lavoro della struttura, ma anche spaccato dello stato di salute dell’economia locale. Perché se i numeri sono fatti, questi vanno letti e compresi alla luce del mondo che ci gira intorno. Chiudere il 2010 in attivo, con un utile lordo superiore al risultato del 2009, ci deve invitare a qualche riflessione. La chiusura dell’esercizio 2010 ci pone in controtendenza rispetto a molte banche, e anche alcune del Credito Cooperativo, per le quali l’anno alle spalle segna una prima volta sgradita; il rosso in bilancio. Del resto, su cosa poggiano le performance delle banche commerciali come la nostra e come tutte quelle del nostro movimento? A fare la differenza è il margine d’interesse, e con l’euribor più basso di sempre il margine si è ridotto di conseguenza. Cosa si poteva fare in attesa di tempi migliori? Essere realisti: non vivere nella speranza di una pronta risalita dell’euribor; piuttosto attivarsi su altri fronti, che noi abbiamo individuato nei margini dati dalla vendita dei servizi bancari. Questa è la strada imboccata per limitare l’impatto dei tassi “rasoterra”; questa è stata la scelta per meglio attrezzarsi alla ripartenza. Ma il bilancio in attivo che sarà presentato all’assemblea dei soci del 29 maggio è frutto anche di altre scelte operate nel biennio precedente; su tutti la grande attenzione posta al monitoraggio del credito e agli interventi tempestivi in materia. Poi, se i numeri non sono quelli di qualche anno fa, vale il sano principio del guardarsi intorno: come poteva essere altrimenti? Per tutte le Bcc è stato un biennio durissimo perché per le aziende, cui abbiamo continuato a dare credito, lo è stato: noi lavoriamo e prosperiamo con loro, non con l’ingegneria finanziaria. E nonostante gli effetti della crisi sull’economia reale, presentiamo un bilancio con il segno più, che è frutto di scelte lungimiranti del CdA tradotte nel lavoro di un’azienda di oltre 160 dipendenti. Ho usato il termine azienda, perché bisogna riconoscere la professionalità di chi, in tempi complessi come quelli che stiamo attraversando, ha ottenuto risultati importanti nel 2010 e, alla luce dei primi riscontri del 2011, interessanti in proiezione. Bastino due elementi: il + 1,8% di impieghi a marzo rispetto al dicembre 2010 e l’andamento impieghi-raccolta, sempre nel primo trimestre, che ha visto aprirsi la forbice e che quindi registra una disponibilità di risorse per alimentare la ripartenza. Anche questo è il risultato di una scelta ben precisa, perché nulla è per caso o figlio dell’improvvisazione. Ormai, e sempre più in futuro vista la complessità dei problemi che affrontiamo, per produrre un risultato è necessaria una visione strategica. E per questo sempre più noi, banca locale, siamo chiamati a essere azienda; un percorso necessario e fondamentale che abbiamo ribadito e condiviso nella convention dei dipendenti. Anche questa consapevolezza fa il bilancio di una Bcc. Che vuole crescere.

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