Rigore, parola chiave contro la crisi

I n occasione dell’assemblea desidero salutare tutti i soci della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate; domenica 29 maggio sarà il giorno dell’incontro fra chi vive e lavora con la banca e chi ha la responsabilità di amministrarla. Si tratta di un momento determinante per la vita della banca, che cade in una congiuntura economica caratterizzata dalla cronicizzazione della crisi. È una crisi –si è detto– dopo la quale nulla sarà come prima, e io sono convinto che una condotta improntata al rigore sarà la via maestra anche per il futuro. Credo che a tutti i livelli il rigore sarà la parola chiave, dall’economia domestica alla macroeconomia. Una volta l’acquisto di un elettrodomestico era salutato come un evento; poi, per troppo tempo siamo vissuti in una realtà gonfiata, fatta di comportamenti che hanno concorso alla crisi. Una lezione, questa, di cui fare tesoro perché la crisi da sola non passa. Chi ha passato la crisi, probabilmente, si presenta più solido sul mercato, ma da qui a parlare di crescita, di creazione di posti di lavoro ne passa. È chiaro che a questo concorre la stabilità interna, la cornice internazionale, ma il nostro territorio può contare su realtà di eccellenza, su un capitale umano in grado di risollevarsi dopo il “lutto” della crisi. È nel nostro Dna. È importante, poi, che a questa naturale inclinazione a intraprendere, si aggiunga la presenza di una banca locale come la Bcc. La mia esperienza è più che positiva. Quando un imprenditore chiede un finanziamento, dalla Bcc non arriva semplicemente una risposta. La Bcc è un vero e proprio partner delle aziende.

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