Confindustria contro il caro libri: spot nei testi

Secco il "no" dei genitori: scuola senza pubblicità

«Inserire pubblicità nei libri di testo, qualora la legge lo consentisse, potrebbe essere un veicolo molto interessante, peraltro già praticato in Paesi come gli Stati Uniti». Questa la ricetta di Maurizio Beretta, direttore generale di Confindustria, per arginare il “caro libri”. «L’ingresso delle imprese nelle scuole non deve essere un tabù -ha aggiunto-, a patto che l’obiettivo sia quello di far emergere i migliori talenti. L’impresa può aiutare le scuole in difficoltà, ma non deve essere un meccanismo sostitutivo dei compiti che spettano al pubblico. Deve, invece, essere un meccanismo che aiuta ad avere risultati migliori. Negli Usa è culturalmente normale usare sponsor per costruire un campo da basket o una palestra, in Italia no. Se la legge dovesse permetterlo, siamo pronti a fare la nostra parte». Secco il “no” dei genitori. Per Angelo Nava, presidente del Coordinamento dei genitori democratici, la proposta «deve essere bloccata sul nascere» poiché «per quello che concerne la scuola è opportuno erigere una barriera a difesa dei bambini contro l’invadenza pubblicitaria». Secondo Maria Rita Munizzi, presidente del Movimento italiano genitori, «introdurre gli spot nei testi non può essere un compromesso accettabile, perché i nostri figli sono già sufficientemente esposti a messaggi commerciali».

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