Primo semestre 2008: l’utile netto cresce del 13%

Buoni i risultati ottenuti dall’analisi della semestrale Raccolta diretta +16%, impieghi vivi a +14,3%, nonostante lo stallo dell’economia locale

Una crescita continua che lascia intravedere un altro anno importante per la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Il trend positivo già annunciato con la prima trimestrale di quest’anno è stato confermato anche dalla semestrale 2008. Un solo dato su tutti: l’utile netto della prima metà d’anno è cresciuto del 13 per cento rispetto al 2007, superando la quota dei 4 milioni di euro. La nostra banca gode di ottima salute, anche se il quadro più generale dà segni di stagnazione, e in alcuni casi, anche di flessione. Concretamente i numeri nel loro complesso parlano di risultati che, ancora una volta, si stanno concretizzando e di una banca che giorno dopo giorno sta diventando sempre più punto di riferimento dei territori dell’Altomilanese e del Varesotto. La raccolta diretta è aumentata di oltre il 16 per cento in ragione dell’anno e del 9,6 per cento rispetto al dicembre scorso. Gli incrementi più importanti sono ancora riconducibili alle obbligazioni e ai pronti contro termine, preferiti dalla clientela per la tranquillità dei rendimenti, data la volatilità attuale e attesa dei mercati finanziari. Nonostante questa situazione più generale, ha tenuto anche il risparmio gestito. Sono aumentati inoltre i conti correnti passivi, anche a motivo della necessità della clientela di parcheggiare liquidità in attesa di migliori investimenti o per far fronte ad improvvise esigenze di cassa: quest’ultima è un’esigenza che viene manifestata in particolare dalle imprese. Gli impieghi vivi sono saliti del 14,3 per cento in ragione d’anno (+7,7 per cento su dicembre 2007), trainati ancora dai mutui. È opportuno sottolineare che l’incremento si riferisce in particolar modo ai mutui ipotecari, mentre l’esposizione della banca nel settore edilizia ed immobiliare è in diminuzione. In questo comparto infatti è stata registrata una fase di stasi che, in alcune zone, è diventata addirittura di recessione. Parliamo però di una situazione che è differenziata territorialmente e per dimensione dei centri urbani. Peraltro, negli ultimi mesi è stato osservato un certo peggioramento della situazione economica del nostro territorio, l’Altomilanese in particolar modo, che ha un tessuto produttivo meno differenziato rispetto al Varesotto. La scarsa differenziazione comporta del resto una minore capacità di reazione all’andamento dei mercati. Questo peggioramento riguarda sia le imprese che le famiglie. Rispetto al passato, un numero maggiore di persone comincia a denunciare delle difficoltà a far fronte ai debiti contratti. La banca, per tradizione e per volontà dei dirigenti e del Consiglio di Amministrazione, è sempre al loro fianco per cercare di trovare una soluzione che permetta di passare i periodi di difficoltà. Il Sistema Bancario in generale sta vivendo una fase di rallentamento dal punto di vista economico; la nostra banca però mostra un conto economico, sia pur provvisorio, positivo. Nel primo semestre lo spread a clientela si è mantenuto sui livelli di fine anno (4,4 per cento), ma il continuo aumento degli impieghi ha consentito di arrivare a giugno con risultati migliori di quelli, già favorevoli, dello scorso anno. Il margine d’interesse è cresciuto infatti del 13,8 per cento, le commissioni nette del 27,5 per cento e nonostante le negatività derivanti dall’attività di negoziazione titoli, il margine d’intermediazione è aumentato di quasi il 10 per cento. Il risultato della gestione ordinaria è cresciuto quindi del 5,9 per cento e i costi operativi sono aumentati del 7,4 per cento; su questa voce pesa il rinnovo del contratto del personale. Non ultimo l’utile netto della semestrale 2008: «Un valore degno di attenzione -commenta il direttore generale Luca Barni- che supera i 4 milioni di euro, il 13 per cento il più rispetto all’anno scorso. Il grado di patrimonializzazione aziendale rimane dunque elevato con un coefficiente di solvibilità stimato superiore al 19 per cento e un patrimonio di vigilanza di oltre 105 milioni di euro».

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