San Remigio, altri fondi in favore degli anziani

E’ stata una sorpresa. Una piacevole sorpresa che ci permetterà di potenziare ulteriormente i progetti di animazione per i nostri ospiti». Con queste parole Pompea Ruggia (nella foto), presidente della fondazione “Il Cerchio”, ente che gestisce la residenza sanitaria per anziani “San Remigio” a Busto Garolfo commenta il nuovo contributo che la Bcc ha deciso di dare alla casa di riposo. Un aiuto che, insieme a quello concesso all’inizio dell’anno, è finalizzato a migliorare la qualità della vita degli anziani che sono ospiti nella Rsa di via Alfredo di Dio. Del resto il presidente della Bcc, Lidio Clementi, era stato chiaro: «La San Remigio è una realtà importante per i comuni di Busto Garolfo e Canegrate; una struttura che si caratterizza per i servizi di elevata qualità e attenzione verso il singolo ospite; un modello e un servizio indispensabile per la comunità che va sostenuto il più possibile». E il contributo è arrivato: 50mila euro per «un progetto corposo che abbiamo iniziato l’anno scorso e che stiamo attuando a passi graduali», spiega Ruggia.
ruggia
«Una delle priorità di intervento è il miglioramento della qualità della vita dell’ospite uscito dalla famiglia per fragilità riferita a stato di salute o a bisogno sociale. Occorre agire su due fronti: innanzitutto ci deve essere l’impegno degli operatori per ridurre le eventuali difficoltà di vita in comunità. Inoltre, si devono individuare tutte le attività che contribuiscono a rendere familiare l’ambiente e il clima di vita nella residenza». L’approccio all’anziano non deve essere solamente sanitario, «occorre sostenere la persona nel riconoscimento e nel mantenimento del proprio ruolo sociale», precisa Ruggia. E qui arriva il contributo della nostra Bcc: un contribuito che verrà utilizzato su due fronti. Innanzitutto, «un progetto di animazione specifico, attraverso attività a carattere generale e attività individuali », continua Ruggia. In secondo luogo c’è la volontà di metter mano all’area esterna della struttura. «È un’area importante, che rappresenta il biglietto da visita della nostra casa -continua la presidente della Fondazione-. Dà il benvenuto ai famigliari e agli ospiti; quindi deve essere gradevole anche dal punto di vista estetico». Non solo. La direzione della Rsa ha in previsione di trasformare gli spazi esterni alla struttura anche in luoghi per fare delle attività che, oltre ad essere finalizzate ad un utilizzo estetico, potranno essere fatte con un volontario del territorio o con il coinvolgimento di istituti agrari della zona.

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