La musica ci svela la comune identità

Si è chiuso con successo il progetto MoSaIC per l’integrazione tra i popoli voluto dall'Unione Europea e che sul nostro territorio ha visto l'associazione Amadeus capofila e il sostegno della nostra Bcc

Con oltre 40 concerti e musicisti da tutto il mondo, lo scorso ottobre si è chiuso il progetto Music for Sound Integration in the Creative sector che, sul nostro territorio, ha visto capofila l’associazione musicale Ensemble Amadeus di Rescaldina, ed è stato realizzato con formazioni musicali di Belgio, Danimarca e Romania e con il sostegno anche della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e il patrocinio dei tanti comuni che sono stati interessati dai concerti, tra i quali Milano, Legnano, Gallarate, Busto Arsizio e Castellanza. «MoSaIC ha rappresentato un progetto unico che ha saputo superare confini, senza perdere identità, ma attivando confronto e dialogo. Per chi, come la nostra Bcc, ha oltre 120 anni di storia, le radici rappresentano un valore fondamentale dal quale partire per costruire il futuro. E questo progetto ha posto le basi per la crescita di tutti», commenta il presidente della nostra Bcc, Roberto Scazzosi. MoSaIC nasce dalla speranza e dalla volontà di fare della musica un potente strumento di integrazione; il progetto, voluto fortemente dall’Unione Europea, mirava a favorire l’integrazione della cultura europea attraverso la musica, con la creazione di una ‘comunità di musicisti’. Sono stati coinvolti nel progetto moltissimi giovani cittadini europei, in un percorso di reciproca conoscenza e collaborazione, che ha consentito la possibilità di condividere singole capacità e tradizioni musicali differenti, di valorizzare il proprio patrimonio personale e culturale, il proprio contesto sociale di origine, per costruire un senso comune di identità.
«In oltre due anni e mezzo, quattro formazioni musicali, tredici artisti provenienti dall’Europa e venticinque da Paesi extra UE, si sono impegnati in 40 concerti. Ma, soprattutto, in un unico, grande progetto, che ha tracciato una nuova strada in tema di integrazione tra i popoli e le culture -spiega Marco Raimondi, presidente dell’Ensemble Amadeus-. Vi è l’idea di dare vita a un laboratorio musicale per l’Europa, una sorta di incubatore che riesca a mettere insieme non solamente le nazionalità diverse, ma anche gli stili differenti che in questo progetto sono stati toccati: la musica sinfonica portata dall’Italia, quella popolare rappresentata dal Belgio, il jazz di cui si è fatta portavoce la Romania e l’avanguardia che è arrivata dalla rappresentanza della Danimarca».
MoSaIC ha dato vita anche a oltre 40 giornate di laboratorio nelle scuole per gli studenti di Italia, Belgio, Danimarca e Romania, a dieci studi riguardanti le tradizioni musicali internazionali di altrettante culture e ha attivato 11 workshop per conoscere musiche e strumenti dal mondo, chiudendosi con l’auspicio di aver ‘ben seminato’ e di aver contribuito, aggiungendo nuove influenze culturali, all’arricchimento del Patrimonio Culturale e all’integrazione delle differenze, in uno scenario musicale, sociale e culturale più inclusivo.

Simone Mantovani