Ripartire dal consiglio dei nonni

I nostri vecchi dicevano: «Risparmia prima di spendere il denaro». Per le generazioni passate, risparmiare era la consuetudine e si dormivano sonni tranquilli solo quando si era riusciti a mettere da parte un “gruzzolo” su cui contare come riserva di emergenza. Certo, in passato era tutto più complicato e l’incertezza per il domani veniva avvertita maggiormente, forse per il vivido ricordo delle pene patite durante i conflitti mondiali. Inoltre, idealizzare il passato è spesso un errore, tipico di chi vive con disagio il presente e ha paura del futuro Ma anche oggi, nella società del benessere, caratterizzata da una sfrenata propensione al consumo che porta sovente a indebitarsi per il superfluo, risparmiare prima di spendere il denaro è ancora una regola attuale. Non fosse altro perché consente di garantirci una buona qualità della vita anche in futuro.
Il “gruzzolo”, però, non va considerato come un obiettivo, ma come un mezzo per raggiungere il nostro fine, quale che sia, come un progetto, una necessità o un desiderio futuro. In altre parole, dobbiamo dare un senso alla necessità del risparmio e degli investimenti ad esso collegati, così che non diventi un’attività fine a se stessa, ma ci aiuti a pianificare tutta la nostra vita. Perché la stabilità economica non è soltanto una questione finanziaria e sono davvero tanti i fattori che hanno un ruolo decisivo, a partire dall’avere saldamente in mano il controllo delle uscite e la gestione dei debiti, attraverso un’adeguata tutela contro i rischi della vita, fino alla rendita per il tempo della pensione.
Ecco perché, quando aiutiamo i nostri soci e clienti sulle questioni finanziarie, a cui dedichiamo ampio spazio in questo numero della Voce, non iniziamo mai la nostra analisi dal denaro, ma dai progetti di vita, così da poter valutare al meglio le esigenze e identificare le soluzioni migliori per soddisfarle. Perché la finanza ci insegna che esistono due tipi di rischio: quello speculativo, caro a chi ha solo l’obiettivo del “gruzzolo” e da cui i risparmiatori dovrebbero tenersi alla larga, e quello corretto, che remunera il capitale di chi diversifica e investe in base al proprio orizzonte temporale. Magari avendo ben chiaro che il maggior rischio per il nostro futuro è soprattutto legato al calo delle rendite da lavoro e dell’importo medio delle pensioni statali.
Vi lascio alle riflessioni delle pagine che seguono, con i miei migliori auguri di un buon Natale e di un sereno futuro, a cominciare dal 2022.