La banca deve “guadagnare” fiducia

Il direttore Luca Barni
L'editoriale del direttore della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate

La BCC di Busto Garolfo e Buguggiate aveva aperto l’ultima filiale, a Gallarate, nel dicembre 2009. Inutile ricordare cosa ci separi dalla fine dello scorso decennio; un periodo eccezionalmente complicato, non soltanto per le banche, da cui lentamente stiamo uscendo. In questo mese abbiamo inaugurato la nuova filiale a San Giorgio su Legnano, che inviterei tutti a visitare per capire cosa sia diventata la banca oggi. Chi è entrato nei nuovi spazi di via Montegrappa, infatti, ha compreso che non è semplicemente mutato uno spazio fisico, un contenitore; sono intervenuti, anche e soprattutto, cambiamenti sostanziali nei contenuti di questo ambiente di lavoro. Un ambiente che c’entra poco con l’immagine della banca cui siamo abituati; l’infilata di sportelli con i relativi spazi d’attesa. La nuova filiale, con cui festeggiamo le nostre nozze d’argento con la comunità di San Giorgio su Legnano, è concepita e realizzata in base alle funzioni che qualificano una banca oggi. Perché è falso quello che, con grande approssimazione, si scrive sul futuro delle banche, per qualche sedicente esperto esclusivamente on line. Se è vero che l’internet banking assumerà un rilievo sempre più significativo in futuro, questo non toglie che la banca ci sarà ancora. Certo sarà, per forza di cose, diversa da come l’abbiamo conosciuta fino a oggi, ma è un’illusione –a mio avviso pericolosa– pensare a una banca esclusivamente via web. Cosa pensereste di parlare della vostra start up, del vostro mutuo prima casa, di un prestito, di investimenti dei vostri risparmi con uno schermo di pc o di device mobile? Non scherziamo. Automatizziamo tutto quello che è possibile, ma quando serve ponderare veramente una scelta servono un paio d’occhi con cui interloquire, servono risposte competenti alle nostre domande, serve poter chiarire tutti i dubbi prima di premere invio. La banca del futuro, quella che da anni ci stiamo impegnando a fare è banca di servizi, di valore aggiunto, e questo valore aggiunto lo può dare soltanto il fattore uomo, che è più valorizzato se studia la formula migliore per un investimento che faccia al caso vostro piuttosto che un prelievo di contanti. Dunque una banca sempre più automatizzata da un lato, ma ancora e sempre più umanizzata dall’altro. Su questo mi piace insistere: innovazione è certo sapere mettere a frutto tutto quello che la tecnologia può offrirc, ma efficacia ed efficienza derivano anche e soprattutto dal mettere a frutto le professionalità dei collaboratori. La banca del futuro non può prescindere dalla sua risorsa più importante, quella delle persone che vi lavorano. Lo fanno con strumenti diversi rispetto a quelli di soltanto dieci-quindici anni fa, ma lo dovranno fare sempre più pensando al cliente, come ci piace dire, guardandolo negli occhi. E se a San Giorgio, in venticinque anni di presenza, il nostro coefficiente di penetrazione è arrivato al 40% significa che alle persone che si sono rivolte a noi abbiamo dato e abbiamo ricevuto fiducia. Continueremo a farlo. Guardando negli occhi.

 

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