«La bulimia pubblica, il dramma italiano»

Confartigianato Altomilanese contro la bulimia del pubblico impiego. Un rapporto dell’Ufficio studi dell’associazione degli artigiani, diramato all’inizio dell’anno, punta il dito sugli stipendi dei dipendenti statali confrontati a quelli del settore privato. «Tra il 1999 ed il 2006 -si legge nella nota-, la retribuzione procapite nel pubblico è aumentata del 56%, più del doppio rispetto alla crescita nel privato, fermo al + 23,8%». Ma non solo: «Se è vero, poi, che i dipendenti pubblici arrivano a rappresentare il 19,9% sul totale degli occupati in Italia, nel Mezzogiorno la pubblica amministrazione dà lavoro addirittura ad un dipendente su quattro, con il picco raggiunto in Calabria, dove il 29% del totale degli occupati è un dipendente pubblico, seguita dal Molise, con il 28,8%, la Campania, con il 27,1%, e la Sicilia, dove lo Stato è il datore di lavoro del 26,9% dei lavoratori dipendenti». Parole come crescita, innovazione, competitività, tanto (troppo) spesso citate da illustri rappresentanti delle categorie industriali, artigianali e del commercio, si capisce perché non trovino nessuna corrispondenza nel Dizionario Italia. «Nonostante l’aumento della spesa pubblica -rincarano la dose gli artigiani dell’Altomilanese- la voce degli investimenti statali nell’Information e communication technology (Ict), una spinta significativa per aumentare la produttività, non ha fatto registrare cifre importanti. Infatti, per ogni 100 euro spesi per il pubblico impiego, soltanto 2,6 euro vengono destinati all’Ict, contro i 3,5 euro della Germania». Anche la burocrazia relativa al settore economico italiano finisce nel mirino dell’analisi che, stando alle stime dell’associazione, costa alle tasche delle imprese italiche quasi 15 milioni di euro all’anno (oltre 11 milioni ricadono sui bilanci delle piccole e medie imprese). «Una montagna di soldi – conclude la nota- che le micro imprese italiane sono costrette a buttare via, mentre l’Unione Europea ed alcuni Paesi comunitari, come Francia, Spagna e Germania, si stanno impegnando già da tempo a limare gli oneri amministrativi recuperando produttività e punti di Pil».

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