Salva insegna l’Abc del soccorso

La nostra Banca ha raddoppiato il contributo di 50mila euro in 5 anni concesso dal Pirellone per insegnare agli studenti delle superiori l’ABC del primo soccorso. Obiettivo: salvare vite umane

La Regione Lombardia e la nostra Bcc uniscono le forse per salvare delle vite. Assieme, infatti, finanziano il progetto dell’Ospedale di Legnano “Salva”: acronimo di Save All Lives Via ABC (Salva tutte le vite con l’ABC), che si propone di incrementare il numero di vite umane salvate attraverso la diffusione dei concetti fondamentali del primo soccorso, l’ABC per l’appunto. Ideatori del progetto sono i medici Sergio Morra, responsabile della Struttura semplice coordinamento emergenza territoriale, e Danilo Radrizzani, direttore dell’Unità operativa rianimazione: entrambi dell’ospedale di Legnano, che ha competenza su un vasto territorio che, oltre a quello della città del Carroccio, comprende i presidi ospedalieri di Magenta, Cuggiono e Abbiategrasso. Il progetto vanta il patrocinio dell’Ufficio scolastico regionale e dell’Asl Milano 1. «Diffondere l’Abc del primo soccorso per salvare le vite umane significa portare l’alfabetizzazione nelle scuole -spiegano gli ideatori del progetto- Abc, infatti, è un altro acronimo: “Airways, Breathing, Circulation”. La pervietà delle vie aeree, la respirazione e la circolazione rappresentano i fondamenti del pronto soccorso». L’idea è che l’insegnamento di queste tematiche agli studenti delle medie superiori del territorio consentirà di formare, nel tempo, una percentuale sempre più alta di popolazione. Chi è testimone di un malore o di un incidente, infatti, in troppi casi non sa cosa fare e si limita a chiamare i soccorso. Purtroppo la corretta applicazione delle semplici manovre di primo soccorso e di quelle appena più complesse di sostegno dei parametri vitali (BLS), non sono patrimonio della gran parte dei cittadini. In molti Paesi stranieri, le nozioni di quella che potremmo definire la “cultura dell’emergenza” vengono impartite a scuola: in Italia no. Eppure, un’adeguata comunicazione costituisce la base per un appropriato utilizzo delle risorse, mentre la messa in atto delle prime manovre di soccorso permette al paziente di superare indenne il periodo di attesa del soccorso qualificato: periodo che, per quanto breve, può essere di vitale importanza. «L’attivazione dai primi anni Novanta di un numero unico nazionale per l’emergenza territoriale, il “118”, ha consentito di migliorare notevolmente il coordinamento del soccorso -riprendono gli ideatori del progetto Salva-. Al 118 si è aggiunta la defibrillazione semiautomatica sul territorio da parte di personale non medico, per ridurre l’incidenza di morte improvvisa, l’istituzione di una rete telematica tra auto mediche dotate di supporto vitale avanzato, centrali operative 118 ed unità di cure intensive coronariche, per il rapido trattamento dell’infarto miocardico acuto o sindrome coronarica acuta. 23Ma tutto questo non basta ancora. Eppure ulteriori passi in avanti sono possibili, ma solo con l’intervento della popolazione: fatto, questo, che richiede la diffusione di un’adeguata cultura dell’emergenza ». E si torna al progetto, che la Regione Lombardia ha riconosciuto come prioritario, arrivando a destinargli i primi fondi (50mila euro in cinque anni) per la sperimentazione. Coinvolta dai medici del 118, ai quali la nostra Banca si era già in passato affiancata, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha riconosciuto immediatamente l’importanza sociale del progetto, e ha così raddoppiato il contributo del Pirellone. Tutto pronto, dunque, o quasi, e il progetto prenderà le mosse nei prossimi mesi, con un «corso formativo di promozione della cultura del primo soccorso nell’emergenza extraospedaliera -spiegano gli organizzatori- da effettuare gradualmente, nel corso di un quadriennio, in tutte le scuole secondarie del bacino di utenza dell’azienda ospedaliera di Legnano ed indirizzato a docenti e allievi. In un periodo successivo -se i risultati saranno stati positivi- il progetto potrà essere proposto su più larga scala. Per ogni anno scolastico si prevede di formare un migliaio studenti dello stesso anno/classe, identificati in base alla adesione delle scuole e con criterio di copertura territoriale (bacino diretto d’utenza dell’ospedale di Legnano). A questi studenti sarà proposto un corso di 6 ore (4 teoriche e 2 pratiche). Dall’analisi delle cartelle 118 sarà possibile valutare l’impatto di questi corsi sul riconoscimento gravità/urgenza dell’evento acuto e l’adeguatezza dell’intervento dei testimoni». E la speranza, ovviamente, è che la qualità del primo soccorso migliori decisamente.

PER APPROFONDIRE

 Il precedente

24Era il mese di marzo di quattro anni fa quando i soccorritori del 118 di Legnano, di stanza all’ospedale Civile di via Canazza, indossarono per la prima volta le nuove tute sponsorizzate dalla nostra Bcc (nella foto, l’immagine apparsa sul numero di maggio ‘04 de «La Voce» in cui ne davamo notizia). All’epoca, la Regione Lombardia non poteva garantire la copertura dei costi per le 70 tute speciali che servivano ai volontari e agli operatori sanitari (medici rianimatori e infermieri professionali) che, tutti i giorni, saltavano a borde dell’automedica e si recavano nei luoghi dove erano accaduti gli incidenti più gravi. Il 118 di Varese, cui fa capo Legnano, diede il benestare alla delegazione cittadina che, in breve tempo, inoltrò la richiesta alla nostra Bcc per la fornitura delle speciali divise. Nell’arco di tre mesi, era il maggio del 2004, la nostra Bcc erogò il contributo necessario e le divise furono “logate” con il simbolo, creato ad hoc, della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

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