I germogli della ripresa vanno difesi e nutriti

Il presidente Roberto Scazzosi

Scrivo questo mio editoriale proprio nei giorni in cui da un lato l’ufficio studi di Confindustria rivela come i consumi delle famiglie siano in forte risalita e come l’industria stia cedendo il passo ai servizi nel trascinare la crescita del Paese, così che, anche secondo l’associazione delle imprese, il 2021 dovrebbe chiudersi con un forte recupero, probabilmente vicino a quel più 5,8 – 5,9% stimati recentemente dal Mef e dall’Ocse; e dall’altro il report di Sace illustra come l’export italiano stia volando e stia facendo segnare un vero e proprio “ritorno al futuro”, in particolare con un rimbalzo dell’11,3% dell’export di beni, che dovrebbe permettere all’Italia un pieno ritorno ai livelli pre-pandemia già nel corso di questo 2021.
Si tratta di ottime notizie, mi pare ovvio. Ma da lì a gioire o a lasciarsi andare a facili entusiasmi, ce ne passa. E non solo per scaramanzia.
Infatti, nonostante i dati, le stime e gli studi sugli scenari macroeconomici, quotidianamente ci troviamo di fronte ad una realtà che ci parla della fatica della ripartenza, di una situazione a macchia di leopardo che lascia intravedere tante e continue difficoltà soprattutto per le piccole imprese e per i nostri artigiani, dell’infruttuosa ricerca del posto di lavoro che vivono tantissime persone, del timore per il proprio futuro di chi si trova in cassa integrazione e guarda all’imminente fine del blocco dei licenziamenti e di un autunno che si appresta a diventare bollente sul fronte dei prezzi, con rincari importanti per luce, gas e benzina e bollette elettriche che marciano verso il 40% in più nel prossimo trimestre, tanto per le famiglie quanto per le imprese.
Ecco perché titoliamo il giornale dicendo che questa è «una ripresa da sostenere». Perché noi che la vediamo dal basso, che la viviamo giorno dopo giorno a fianco del nostro territorio, tra speranze e paure, tra progetti e accadimenti avversi, sappiamo bene quanto siano ancora fragili la fiammella e il germoglio, che da un lato vanno tenuti al riparo dalle folate del vento e dall’altro vanno nutriti. Non facendo mancare il credito -compito specifico della nostra Bcc-, ovviamente, come ripetiamo da tempo; ma non fermandoci a questo.
Perché -e anche questo lo diciamo da sempre- tutti devono dare un contributo in più, perché da soli non si esce e non si riparte: così la nostra Bcc si mette in gioco anche su piani diversi, per costruire la rete e offrire occasioni di crescita sia al sistema economico sia al sistema sociale. Allora, ecco le iniziative di cui parliamo diffusamente nelle pagine che seguono: dal corso per offrire alle imprese l’occasione per rafforzare i fondamentali sulla comunicazione, alle iniziative di welfare per i nostri soci, che saranno ulteriormente potenziate con il percorso che porterà la nostra mutua ad unirsi con il Ccr. E, ancora, con la volontà di mettere ancora più risorse a disposizione del territorio: perché ogni azienda, ogni famiglia, ogni associazione prospera solo se il territorio è prospero.