Obiettivi del corso: conoscere i mezzi le regole di utilizzo e qualche segreto

Tutti (ma proprio tutti) sono concordi. Al pari della digitalizzazione, una maggiore attenzione alla creazione di una comunicazione di qualità verso l’interno e verso l’esterno è indicata tra gli insegnamenti che micro, piccole e medie imprese devono cogliere dallo stato di emergenza creato dalla pandemia da Covid-19. Ed è soprattutto il ruolo strategico della comunicazione interna ad essere cresciuto durante la pandemia, al pari dell’attaccamento e del senso di appartenenza dei collaboratori. Oggi più che mai, la comunicazione interna e quella delle attività di marketing è diventata parte integrante delle strategie di risposta alla crisi adottate dalle aziende che più delle altre mostrano concreti segnali di ripartenza.

Ma come fare?

Laddove non ci sono problemi di risorse economiche (ma qui stiamo parlando di poche, e spesso grandi, aziende), ci si affida a dei professionisti e, con un lavoro comune, normalmente si trovano le migliori soluzioni. Ma anche questo approccio a volte fatica a decollare. E sempre per un problema di comunicazione, perché capita che gli “interni” non riescano a far comprendere appieno agli “esterni” i propri valori, la propria identità e le peculiarità che differenziano la propria azienda dalle altre.
Ecco, quindi, che in qualche misura il “fai-da-te” è sempre proprio e assolutamente necessario, finanche a poter diventare esaustivo, laddove si riescano a imparare e a mettere in pratica da soli i segreti e le strategie di un’attività di comunicazione. Che, per essere efficace, parte sempre dalla conoscenza di sé e dei cosiddetti competitor. Per questo il corso proposto dalla nostra Bcc, ideato con l’obiettivo primario di essere il più operativo possibile, prende il via offrendo a tutti uno strumento essenziale di autoanalisi, perché per cambiare e progredire è necessario non limitarsi alla competizione continua con i concorrenti, ma è necessario sapere chi sono, come lavorano e in che cosa ci si differenzia da loro. Ma, soprattutto, occorre avere una chiara comprensione degli obiettivi principali della propria attività e delle azioni da intraprendere per raggiungerli, perché la comunicazione, interna ed esterna, prende le mosse dalla propria visione aziendale, che raggruppa in sé i valori, le aspirazioni e gli ideali di un’impresa, non in modo astratto o “idealistico”, ma con la capacità di focalizzare (e quindi di descrivere ad altri e, appunto, di comunicare) gli obiettivi in modo specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante e temporalmente collocabile. Da lì a costruire il proprio percorso di comunicazione il passo è relativamente breve. E richiede la conoscenza dei mezzi (interni, digitali e tradizionali) che si possono utilizzare, le regole (spesso non scritte) di come utilizzarli al meglio così che i mezzi risultino efficaci e l’acquisizione delle competenze per comunicare in modo semplice e sintetico, sia quando si scrive sia quando si parla.
Tutte cose che la prima edizione di «Abc comunicazione» della nostra Bcc è davvero in grado di spiegare, così da rendere i partecipanti il più autonomi possibile e fornendo gli strumenti per evitare gli errori che si celano nella sperimentazione disinformata.

HANNO DETTO:

Mauro Colombo
Vice Presidente vicario
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Gli interventi che presentiamo in questo numero della nostra rivista vanno nella direzione di ciò che rimarcavo all’indomani della mia rielezione: aiutare al meglio il nostro territorio, diventando un elemento di ulteriore valore per le nostre imprese e le nostre famiglie socie e clienti. Proposte, le nostre, che sono state pensate come risposte alle esigenze emerse nel confronto quotidiano con chi si affida alla nostra banca e che ci chiede, innanzi tutto, di sostenere con il credito i suoi piani di rilancio e i suoi progetti. Ma che si aspetta anche un fattivo supporto operativo, che sappia andare oltre il solo sostegno economico, perché la nostra banca locale è sempre più avvertita come un partner affidabile che si affianca al socio e al cliente dimostrando di avere davvero a cuore la realizzazione dei suoi sogni. Comportarsi in questo modo non è per un istituto finanziario una cosa scontata e anche in questo sta la vera differenza del movimento della cooperazione del credito.

 

Diego Trogher
Vice Presidente
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

In visita a Bratislava a metà settembre, Papa Francesco ha detto: «In un momento nel quale, dopo durissimi mesi di pandemia, si prospetta, insieme a molte difficoltà, una sospirata ripartenza economica, è di fraternità che abbiamo bisogno. Essa urge e l’ingrediente che manca è la cura degli altri. Sentirsi responsabili per qualcuno dà gusto alla vita e permette di scoprire che quanto diamo è in realtà un dono che facciamo a noi stessi». E ascoltando questo discorso ho ritrovato tutta la bontà e l’importanza delle scelte che come banca locale abbiamo compiuto in questi mesi complicati, dalle operazioni “tipiche” del credito, al sostegno ai medici di base, ai pediatri, agli ospedali e ai tanti nuovi poveri del nostro territorio, e che sono culminate nella decisione di trasformare anche l’importante e bella celebrazione delle benemerenze dei nostri soci in un ulteriore gesto di sostegno al nostro territorio, arricchendola così di un contenuto di vera e reale fraternità.

 

Giuseppe Barni
Presidente Comitato esecutivo
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Anche se tutte le ricerche e i sondaggi danno come palpabile e in crescita l’ottimismo per l’avvicinarsi della fine del tunnel, le ferite fisiche e mentali della pandemia restano e sono profonde, con ancora troppe famiglie e imprese costrette a rinunce e a disagi quotidiani, anche nella seconda parte di questo 2021. Al crescente ottimismo di molti si oppongono i tanti che temono il protrarsi dei sacrifici: i dati dell’estate appena trascorsa ci dicono che la ripresa dei consumi non si prospetta particolarmente rapida e pur se ci sono previsioni migliorative, nel primo semestre 2021 l’occupazione è rimasta al palo, con una crescita inferiore al 2%. In questo clima, quindi, come scrivevo nello scorso numero della Voce, è fin troppo serpeggiante la tentazione di darsi per vinti. Per questo abbiamo voluto mettere in campo, in un’ottica di mutuo soccorso, iniziative che vanno oltre l’operatività tipica di una banca e che, ne siamo certi, potranno contribuire a sostenere la ripartenza.