Le benemerenze ai soci si trasformano in interventi di sostegno e solidarietà

Durante l'annuale assemblea di approvazione del bilancio resterà viva la cerimonia di celebrazione e festeggiamento dei soci benemeriti, a nome dei quali verranno realizzate azioni concrete di sostegno al territorio o di solidarietà verso famiglie e persone in difficoltà

Lo ha certificato l’Istat e ne parliamo più diffusamente in altra parte del giornale: negli ultimi due anni oltre una persona su cinque ha avuto difficoltà nel fronteggiare impegni economici e nove persone su dieci si sono rivolti a un parente, un amico o un vicino per ricevere un aiuto durante la pandemia. «Quella degli ultimi mesi è stata una situazione limite, questo è certo. Ma è altrettanto certo che sono destinate a proseguire le difficoltà che le famiglie e le imprese del nostro territorio dovranno affrontare negli anni a venire -osserva il presidente della nostra Bcc, Roberto Scazzosi-. In questo clima, che richiede alla nostra banca il massimo sforzo per sostenere le nostre comunità di riferimento, è giunto il momento di eliminare situazioni anacronistiche e destinare al territorio quante più risorse siamo in grado di mettere in campo». È tutta qui la logica che ha portato il consiglio di amministrazione della nostra banca a decidere di trasferire il budget annuale che veniva destinato all’acquisto di medaglie celebrative per i soci benemeriti (ovvero coloro che hanno raggiunto i 25 o i 50 anni di militanza nella nostra cooperativa) in azioni concrete di sostegno al territorio e di solidarietà verso le famiglie e le persone in difficoltà, che saranno annualmente realizzati proprio a nome dei soci che diventano benemeriti in quello stesso anno. «Sia chiaro, questo non significa che rinunceremo a festeggiare i nostri soci durante l’annuale assemblea di approvazione del bilancio, durante la quale consegneremo loro una pergamena per attestare il traguardo raggiunto nell’ambito della nostra banca -spiega Scazzosi-. Con questo gesto di solidarietà dimostreremo una volta di più il senso vero che ha portato ognuno dei nostri soci a diventare parte del movimento della cooperazione del credito: operare con spirito mutualistico per il miglioramento comune, per crescere insieme, aiutandosi a vicenda e ottenere così qualcosa che, altrimenti, non si potrebbe raggiungere da soli. In altre parole, lo spirito che ha portato ognuno di noi ad entrare a far parte di una cooperativa discende dalla scelta di donare una parte del proprio tempo, del proprio impegno, di se stessi agli altri. E donare significa dare spontaneamente, senza attendersi una contropartita ulteriore rispetto al patto sancito sull’oggetto del mutuo soccorso. Che nel nostro caso è quello di un accesso al credito giusto ed equilibrato, di un sostegno allo sviluppo del territorio e delle nostre comunità. Ecco allora che, a ben pensarci, la scelta di eliminare una medaglia che rappresenta un costo per la nostra cooperativa, per poter utilizzare le risorse così risparmiate per perseguire con ancor più forza lo scopo del nostro stare assieme, non significa niente più che eliminare un anacronismo ormai indifendibile, specie con la situazione sociale che stiamo affrontando, e ridare dignità e slancio all’annuale cerimonia di ringraziamento per i soci benemeriti, che tra l’altro legheranno per sempre il loro nome anche ad uno specifico intervento di sostegno al territorio oppure ad un gesto concreto di solidarietà».
Del resto, tutta la storia della nostra Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate è una testimonianza, più ancora che un percorso, che l’ha sempre portata a superare lo stretto concetto di mutualità definito dalla dottrina della giurisprudenza (per la quale la mutualità significa “fornire beni o servizi o occasioni di lavoro direttamente ai membri dell’organizzazione a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato”), «cercando di adottare soluzioni organizzative e gestionali ispirate ad una nuova dimensione e ad un nuovo significato di mutualità, molto più vicini al significato attribuitole dai nostri padri costituenti a fine Ottocento, estendendo gli effetti interni della mutualità al mondo esterno, con un ritorno alle origini dell’idea cooperativa, in cui la cooperazione era al servizio dell’intera comunità -osserva il nostro presidente, Roberto Scazzosi-. E proprio in questo senso tutte le Bcc, la nostra Bcc, sono prima di tutto cooperative, cioè società di persone costituite da soci che partecipano al capitale e che non hanno l’obiettivo di distribuire un guadagno sotto forma di dividendo, ma piuttosto quello di offrire agli stessi soci il proprio prodotto o il proprio servizio a “condizioni” migliori in base al principio di mutualità. E creando, in questo senso, “vantaggi” per le comunità locali di cui sono, proprio attraverso i soci, espressione diretta. La nostra cooperativa è quindi una società che persegue obiettivi di natura economica, dal momento che è sul mercato, e vi rimarrà se sarà in grado di competere con gli altri player. Miriamo a raggiungere il massimo livello di produttività e di redditività per assicurare, come obiettivo a lungo termine, la continuità della cooperativa, con una differenza sostanziale rispetto alle altre forme societarie: gli scopi che ci prefiggiamo sono di vantaggio collettivo, rispetto al lucro individuale, e di attenzione ai bisogni delle persone attraverso legami di solidarietà e partecipazione democratica alla vita della cooperativa bancaria. Legami che, certamente, non possono venire rafforzati da una medaglia, ma che lo possono essere da un gesto concreto di solidarietà e di aiuto al proprio territorio. Ed ecco l’altro perché della scelta che è stata presa, di cui abbiamo fin qui parlato e che diventa ulteriore testimonianza tangibile del nostro agire mutualistico. Per cui grazie a tutti i nostri soci, prima ancora che a tutto il consiglio di amministrazione, perché i nostri valori si esprimono e prendono vita ogni giorno attraverso le nostre scelte e all’impegno di ognuno dei nostri soci, che hanno contribuito alla nostra crescita e lo continuano a fare giorno dopo giorno».

SONO 181 I SOCI CHE NEL 2020 FESTEGGIANO LE NOZZE D’ARGENTO CON LA NOSTRA BCC

Davvero nutrito l’elenco dei soci che sono entrati a far parte della nostra compagine sociale nel corso del 1995 e di cui, quindi, quest’anno festeggiamo le “nozze d’argento”. Al momento ne pubblichiamo l’elenco, in rigoroso ordine alfabetico; nelle prossime settimane daremo comunicazione sia dell’intervento sul territorio che verrà fatto a loro nome, sia delle modalità della celebrazione che, a causa delle restrizioni sanitarie, non si è potuta tenere nella scorsa assemblea di approvazione del bilancio. Luigi Airoldi; Roberto Airoldi; Fausto Albizzati; Elvio Almasio; Costante Antonetti; Alfredo Avaldi; Raffaele Bacelliere; Fabrizio Balanzoni; Giulio Balanzoni; Roberto Bandera; Giuliano Banfi; Sabina Bassi; Luigi Battaini; Antonio Battioli; Guerino Bazzan; Paolo Berra; Giovanni Bertoni; Giuseppe Bienati; Libero Binaghi; Marino Binaghi; Enrico Mario Bistoletti; Camillo Bonacina; Erminia Bonza; Roberto Borsani; Flavio Brambilla; Dario Giovanni Brignoli; Giovanni Broggini; Paolo Broggini; Andrea Brosca; Giorgio Bugatti; Elio Busatto; Alfredo Businaro; Pier Luigi Busti; Vittorino Caccia; Antonio Caielli; Mauro Camplani; Alessio Caramella; Alessandro Caretti; Albertino Carlessi; Armando Castoldi; Ferdinando Castoldi; Riccardo Castoldi; Carla Ceriotti; Ersilio Ceriotti; Giampaolo Ceriotti; Osvaldo Ceriotti; Valerio Ceriotti; Andrea Cerreto; Roberto Chemello; Livio Chiari; Sandro Chiari; Luigi Clementi; Roberto Clementi; Paolo Clivio; Matteo Colacicco; Vincenzo Colacicco; Angelo Paolo Colombo; Mauro Colombo; Airaldo Cova; Maurizio Cova; Silvano Cova; Piero Cresta; Diego De Castro; Ivano De Luca; Giuseppe De Privitellio; Antonella Dell’acqua; Luigi Dindo; Mario D’ovidio; Giuliano Farroni; Fabio Fasola; Carla Ferrario; Erasmo Ferrario; Fiorenzo Ferrario; Antonio Forni; Daniele Frattolillo; Anacleto Fresca Fantoni; Ido Furini; Sergio Fusè; Domenico Gadda; Lorenzo Gaio; Enrico Galli; Giuseppe Galli; Mario Garegnani; Luigi Gensi; Marco Giannotti; Cesarino Giola; Vittorio Giola; Angelo Gorla; Mario Greco; Mansueto Grimi; Gaetano Lampugnani; Aurelio Landi; Luigi Lattanzio; Carlo Liborio; Pietro Lisi; Gioacchino Lodato; Pietro Luoni; Ambrogio Macchi; Antonio Maifredi; Giuseppe Martignoni; Riccardo Masini; Anna Maria Merlotti; Giuseppe Merlotti; Francesco Mignoli; Vito Michele Minervino; Massimo Mondellini; Rosella Maria Monti; Gabriele Morazzoni; Antonio Nebuloni; Attilio Giovanni Oldani; Paola Oldani; Emilietto Olgiati; Ugo Ossola; Luigi Paganini; Piero Mario Paganini; Sergio Paganini; Giancarlo Pala; Renato Panzarea; Angelo Parotti; Franco Parotti; Daniele Pedroni; Mario Perego; Mario Perotta; Abramo Pesaresi; Battista Pinciroli; Giuseppe Pinciroli; Lorenza Pinciroli; Luigi Pinciroli; Marino Pinciroli; Vittorio Pinciroli; Silvana Pirletti; Mario Alberto Pisoni; Tarcisio Pisoni; Maria Grazia Platto; Alessandro Plebani; Giuseppe Plebani; Ernestina Porta; Simone Pozzi; Giancarlo Prandoni; Anna Maria Radaelli; Angelo Raimondi; Antonio Raimondi; Giuseppe Raimondi; Raffaele Raimondi; Enrico Giovanni Ranghetti; Angela Ravarotto; Umberto Re; Liborio Rinaldi; Vera Rivetti; Celeste Rondanini; Marco Alberto Rondanini; Luigi Rottondi; Fulvia Salini; Franco Sandonati; Elia Santambrogio; Gabriella Savelli; Antonello Scazzosi; Giovanni Selmo; Pierangelo Selmo; Calogero Settembrino; Alfeo Simonetto; Giuseppe Spriano; Marco Stefani; Claudio Tagliapietra; Davide Triacca; Roberto Triacca; Luigi Trogher; Vittorio Trogher; Adriano Tunici; Angelo Turconi; Mario Vanetti; Giovanni Vernia; Giancarlo Vignati; Luciano Vismara; Arialdo Volpato; Bruno Zanzottera; Giovanna Zanzottera; Giuseppe Zanzottera; Giuseppe Zanzottera; Ortensio Zanzottera; Roberto Zanzottera.