Migliorando la propria comunicazione si vincono le nuove sfide del mercato

In una logica di mutuo soccorso, la nostra Bcc ha progettato un corso di formazione e specializzazione per identificare il proprio cliente ideale e raggiungerlo con una comunicazione davvero efficace. Per partecipare basta una piccola donazione a una onlus territoriale

Lo scrivevamo su queste colonne a febbraio, «Piangendosi addosso non si esce da questa crisi. Ci vuole coraggio, grande inventiva e preparazione per affrontare la nuova normalità», dando conto dello sforzo di tante micro, piccole e medie imprese e di tantissime aziende artigiane per innovarsi, aumentare la digitalizzazione e, soprattutto, comunicare con efficacia i propri prodotti e servizi per vincere la sfida di un mercato bloccato nella pandemia. Quanto è successo in questi sette mesi è sotto agli occhi di tutti e, oggi più che mai, è proprio necessario che le imprese, specie quelle di minori dimensioni, a fianco del rafforzamento patrimoniale (di cui abbiamo a lungo parlato negli ultimi due numeri della Voce, suggerendo anche tutte le opportunità offerte dai ostri prestiti a tasso zero e dalla rivalutazione dei beni d’impresa prevista nel cosiddetto “Decreto Agosto”) migliorino le competenze interne per meglio posizionarsi e farsi conoscere, traendo dalle strategie di marketing e di comunicazione quella spinta in più per dare vigore ai propri progetti di rilancio. In questo scenario, come banca locale del nostro territorio abbiamo sentito il bisogno di mettere in campo progetti che siano di aiuto ai nostri soci e clienti, offrendo loro strumenti che siamo sicuri rappresentare un vantaggio competitivo e che sovente vengono sottovalutati, vuoi per gli alti costi, oppure per il lungo impegno che richiedono o, diciamocelo, per quella patina di scetticismo che spesso portano con sé i corsi teorici. Così, in una logica di mutuo soccorso, abbiamo chiesto ai nostri partner storici di mettersi volontariamente in gioco, progettando per noi un corso di formazione/specializzazione il più sintetico e operativo possibile, che fornisca strumenti utili, di immediato utilizzo e di applicazione diretta, con quel “fai-da-te” che se ben impostato e strutturato sappiamo essere in grado di dare ottimi risultati, per capire meglio le potenzialità del proprio prodotto/servizio, identificare il proprio cliente ideale e raggiungerlo con una comunicazione davvero efficace. Il risultato è stato il corso che vi proponiamo e di cui parliamo nelle pagine che seguono, concentrato in 4 incontri per un totale di “sole” sei ore di impegno: una vera full immersion che, siamo certi, sarà utile tanto agli imprenditori quanto ai loro più stretti collaboratori.

Abbiamo deciso di non regalarlo, ma di offrirlo nella logica solidale e di mutuo soccorso che caratterizza la nostra banca, costruendoci attorno un’operazione di charity. In pratica, stimato il valore medio sul mercato di un corso di questo genere, lo offriamo ai soci ad un ventesimo e ai clienti a un decimo del suo costo, cioè cento euro per i soci e duecento per i clienti.
E questi soldi non andranno né alla banca né al partner che terrà gli incontri: la piccola quota di partecipazione individuata, infatti, sarà accreditata dai partecipanti direttamente sul conto corrente di una Onlus che opera sul nostro territorio. Ne abbiamo scelte due, una per ognuna delle due province che costituiscono il territorio di competenza della nostra Bcc, e ogni partecipante al corso potrà liberamente scegliere a chi destinare il proprio contributo, che sarà versata come erogazione liberale e che, come tale, darà diritto anche ad una detrazione di imposta. Abbiamo, insomma, voluto creare un circolo virtuoso, per aiutarci l’un l’altro e sostenere la nostra “casa comune”: il nostro territorio.
Siamo certi che soci e clienti sapranno cogliere al meglio questa opportunità che offriamo loro e che, in caso di richieste maggiori rispetto alla disponibilità dei trenta posti che sono stati stabiliti per questa prima edizione, senz’altro saremo pronti a ripetere, anche nel brevissimo periodo.
Perché, come scrivevo nel mio editoriale di febbraio: come banca locale avvertiamo la necessità di stringere con le “nostre” imprese un patto per il futuro del nostro territorio, delle nostre comunità, dei nostri figli, non solo facendo la nostra parte garantendo credito e liquidità ma anche sostenendo fattivamente le imprese che credono nel proprio futuro.