Sì al bilancio della trasparenza

Disco verde al bilancio: i soci hanno detto sì al documento dell’esercizio 2011, il primo nella storia della Bcc che registra un passivo ante tasse di 3 milioni 53mila 578 euro. Risultato figlio della congiuntura: così prima dell’assemblea era stato presentato il risultato e così è stato letto dal corpo sociale della Bcc, che, consapevole delle difficile congiuntura che sta interessando il territorio, ha tratto coerentemente le conclusioni, approvando il documento. Chi è stato vicino all’economia locale ha risentito delle sue dinamiche, quindi l’impegno della Bcc ha avuto un costo. Un impegno assunto con convinzione e di cui il presidente Roberto Scazzosi ha rivendicato la bontà: «Mentre tutti parlano di credit crunch e di banche che guardano dall’altra parte, la nostra Bcc nel 2011 ha aumentato gli impieghi del 6%, a conferma del ruolo anticiclico che svolgiamo per il territorio». Ma oltre al presente, a convincere la platea di soci presente a Malpensafiere, c’è anche la storia, ossia il percorso di coerenza su cui la Bcc si è incamminata all’indomani della fusione del 1999, e illustrata dal direttore generale Luca Barni. Da banca salvadanaio quale è stata per la maggior parte della sua storia a banca del territorio, quella che è diventata in poco più di un decennio, accelerando le sue cadenze per adeguarsi alle esigenze più dinamiche delle comunità di riferimento e ampliando il suo raggio d’azione sino ad abbracciare un’area a cavallo di due province fra i confini della Svizzera e Parabiago. E poi ci sono i fondamenti della Bcc che, ora più che mai, è il caso di ricordare. Ci ha pensato il presidente della Fondazione Ferrazzi Cova, Bruno Dell’Acqua: «noi non dobbiamo fare utile a tutti i costi, ma realizzare l’oggetto sociale. Sarebbe stato facile chiudere meglio il bilancio diminuendo l’indirizzo sociale e giocando sulla finanza, ma in quel caso presidente e direttore avrebbero perseguito le finalità del credito cooperativo?». Anche da Giancarlo Piatti, General Manager di Ensinger Italia Srl, oltre che presidente della Bustese, è arrivato un plauso per il coraggio dell’onestà dimostrato nella chiusura del bilancio: «quando un credito è inesigibile bisogna considerarlo tale, come correttamente ha fatto la Bcc».

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