L’orgoglio delle scelte

L'editoriale del presidente del Consiglio di Amministrazione

Quello che si sta per chiudere è stato un anno complicato, per certi versi difficile. Ma alla fine di una marcia durata dodici mesi, ci ritroviamo rinforzati nel nostro ruolo e nel nostro convincimento. Quello di essere un solido punto di riferimento per i territori dell’Altomilanese e del Varesotto e, come scrivevo esattamente un anno fa, per la voglia di intraprendere e di fare impresa delle nostre aziende e dei nostri imprenditori. Oltre, naturalmente, ad essere una risoluzione ai problemi delle nostre famiglie. Il 2009 sarà ricordato come l’anno della grande crisi e in questo 2009, sono gli altri a riconoscercelo, solo le Bcc non hanno stretto il credito, ma continuato a svolgere il loro ruolo a sostegno dei propri territori. Scelte precise, come quelle che abbiamo fatto noi a Busto Garolfo, insomma, assunte ampiamente nei limiti della sana e prudente gestione, ma ben sapendo quale sarà il rovescio della medaglia: un utile di bilancio che a fine anno sarà decisamente più basso rispetto a quello cui ci siamo abituati negli ultimi tempi. Ma tra avere l’utile alto negando il credito ai nostri soci e clienti e giocare fino in fondo il ruolo per cui siamo nati, secondo me la scelta era obbligata. Così come obbligata – dai valori che professiamo, ovviamente- è stata la scelta di essere vicini ai lavoratori in difficoltà, anticipando a tasso e costo zero -e quindi assumendocene gli oneri- la cassaintegrazione. In questo 2009 abbiamo quindi fatto delle scelte, di cui non siamo solo certi, ma anche orgogliosi. Come lo siamo stati in passato per i piani di sviluppo che ci hanno portato all’unificazione delle due aree storiche di Busto Garolfo e Buguggiate. Ed è stato un bene che proprio in questo 2009 di scelte tattiche e strategiche sia giunta il periodico controllo di Banca d’Italia, i cui ispettori hanno lavorato presso la nostra sede da settembre a novembre. Adesso guardiamo all’anno nuovo, al nuovo piano strategico, alle future scelte di sviluppo, tutte nel segno della continuità con quanto fatto negli ultimi anni.

di Lidio Clementi

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