Continuiamo a sanare le fratture per generare valore per tutti noi

Il presidente Roberto Scazzosi

Il 9 dicembre di un anno fa abbiamo approvato in assemblea il nuovo statuto sociale e il nuovo regolamento elettorale con cui, formalmente, siamo entrati a far parte del Gruppo bancario cooperativo Iccrea dopo un percorso preparatorio durato oltre tre anni. E a dodici mesi di distanza dal “grande passo”, con grande soddisfazione possiamo dire di essere parte della prima banca locale del Paese, al servizio dei territori, delle famiglie e delle imprese che costituiscono il tessuto connettivo dell’economia italiana.
Il nostro cambiamento storico, da banca totalmente indipendente a banca volutamente interconnessa in un sistema, dunque, non solo non ha mutato, ma ha esaltato i valori che stanno alla base del nostro agire -solidarietà, mutualità e localismo- e che uniscono le 142 banche aderenti al Gruppo bancario cooperativo Iccrea e i loro 750 mila soci: una forza viva e vitale per l’economia dei territori italiani in cui siamo presenti e che ci permette, complessivamente, di tenere in vita 2.600 sportelli al servizio di oltre 4 milioni di clienti.
Essere radicati su un territorio -come lo siamo noi e come lo è il Gruppo- non significa non essere aperti al mondo, ma avere chiaro che in questa nostra realtà ormai globalizzata, dove le distanze e le barriere temporali sono annullate, il modello cooperativo continua e continuerà ad essere capace di dare risposte concrete, perché si basa sul valore del lavorare insieme per un vantaggio collettivo.
Un messaggio, questo, che assume ancora più forza nel trentennale della caduta del muro di Berlino -a cui in questo numero del nostro periodico abbiamo voluto dedicare un lungo approfondimento-, che ci ricorda come le divisioni portano inevitabilmente alla crisi e che il principale antidoto alle crisi è proprio il “fare rete”, ricucendo legami e partendo dai propri territori per allargarsi al mondo.
Continuare a sanare le fratture e a generare valore per la collettività, senza farsi fiaccare dal peso della quotidianità. È questo l’augurio che faccio alla nostra banca -e al nostro Gruppo- per il 2020. E a tutti noi, quotidianamente impegnati in un cammino iniziato alla fine dell’Ottocento e che oggi, dopo aver attraversato ben tre secoli, riconferma tutta la sua profetica attualità.
Sereno Natale e buon anno nuovo.