Un cambiamento sostenibile

Carlo Crugnola, direttore generale

Una crescita per dirsi sostenibile deve fare i conti almeno con tre fattori: innanzitutto, vi deve essere una sostenibilità economica, fondamentale per un’impresa privata ma altrettanto importante anche per una realtà no profit chiamata a raggiungere quantomeno il pareggio di bilancio. Non certo seconda, soprattutto oggi, è la sostenibilità ambientale: non possiamo pensare di continuare a “consumare” più di quanto la natura ci offre; un tema, questo, che abbiamo affrontato ampiamente nel numero di settembre 2019 della nostra Voce. Terza: la sostenibilità sociale. Ovvero, quell’equilibrio che permette di avere l’incontro tra un bisogno e la sua soluzione o meglio, la sua risposta. Qualora dovesse abbondare il primo ci sarebbe una situazione di profondo malessere; nel caso sopravanzasse la seconda, si creerebbe una sorta di cortocircuito destinato a far implodere tutto il sistema. Il concetto di sostenibilità è legato profondamente a quello di relazione; un rapporto continuo biunivoco di interscambio e di conoscenza.
In un mondo bancario che sta vivendo una profonda trasformazione, la sostenibilità è quell’equilibrio che ci permette di mantenere fede ai nostri valori e alla nostra storia pur muovendoci per restare al passo con i tempi.
Gli scenari che vengono delineati per il prossimo futuro vedrebbero la creazione di maxi gruppi quasi totalitari. Sono notizie di poche settimane fa nuove aggregazioni e drastici tagli di filiali. La direzione è quella di una spersonalizzazione dell’istituto bancario con una politica di accentramento solo sul “brand”. Ma se si parla di marchio, il nostro è capace di fare la differenza in termini di sostenibilità. Il Credito Cooperativo, ancora una volta, si è mosso in una logica di gruppo – come dimostra la nostra scelta di poco più di un anno fa di aderire al Gruppo bancario cooperativo Iccrea – vocata al consolidamento, alla creazione di un sistema di scala e di miglior risposta al mercato. Ma non ha rinunciato al presidio del territorio.
A fronte di una sempre più spinta verso la digitalizzazione, la vicinanza alla propria comunità è fondamentale. Operazioni che solamente pochi anni fa ci costringevano ad andare necessariamente in filiale, oggi si possono fare comodamente da casa con un pc o uno smartphone. Ma la formulazione di un piano di risparmio o la rimodulazione di una serie di investimenti, non possono essere ridotti in una chat. Il Credito Cooperativo è cambiato e sta ancora cambiando. Ma la sua forza è nella sua sostenibilità: nell’alimentare un processo di crescita legato all’artigiano e alle piccole e medie imprese, nel sostegno delle famiglie e nel dare supporto ad una serie di progetti capaci di dare valore aggiunto ad una comunità.
La nostra banca sta vivendo questi processi potendo offrire il meglio della tecnologia senza rinunciare alla relazione. Il cambiamento è inevitabile, la sostenibilità è irrinunciabile.