Le fattorie didattiche salgono in cattedra con l’educazione al gusto della sostenibilità

Lavorano con scuole e associazioni e per molti bambini rappresentano il primo contatto con la terra e gli animali. In Lombardia sono oltre 170 le aziende agricole accreditate

Un’opportunità in più per le aree rurali, un fattore di rilancio per il settore agricolo, un punto di riferimento per l’educazione alimentare delle giovani generazioni (ma non solo). Questo rappresentano le fattorie didattiche, ossia quelle aziende agrituristiche che all’attività principale di produzione agroalimentare affiancano anche percorsi e iniziative rivolti a scolaresche, gruppi (molto spesso associazioni che lavorano con le categorie più vulnerabili), famiglie e singoli che vogliono avvicinarsi al mondo dell’agricoltura e dell’allevamento. E non si tratta certo solo di attrezzarsi per soddisfare i requisiti di base (in fatto di sicurezza, norme igienico-sanitarie, formazione degli operatori e offerta didattica), accogliere i visitatori e ottenere un guadagno extra. Trasformare la propria azienda agricola in fattoria didattica vuol dire essere modelli di ecocompatibilità – focus sulla produzione bio o integrata e sulle produzioni tipiche di qualità – e offrire una proposta educativa di valore, che deve comprendere percorsi “attivi” sull’educazione ambientale e alimentare rivolti a tutte le età.
L’idea delle fattorie didattiche può essere fatta risalire agli inizi del Novecento, quando negli Stati Uniti si costituiscono i primi “Club 4H” (come le parole Head, Health, Heart, Hands – testa, salute, cuore, mani) con l’obiettivo di favorire lo sviluppo armonico degli individui più giovani attraverso il contatto con l’ambiente naturale, la terra e gli animali. Nel corso del Ventesimo secolo esperienze simili nascono in numerosi paesi europei, prima in Scandinavia e poi in Germania, Gran Bretagna, Belgio e Francia. In Italia è nel 1997 che la cooperativa Alimos (allora Osservatorio Agroambientale) organizza la Rete delle fattorie didattiche romagnole, primo gruppo permanente che riunisce gli imprenditori agricoli locali: l’esperienza è subito un successo e negli anni altri gruppi e reti analoghe si costituiscono un po’ in tutta Italia, fino a superare il numero di 2.600 fattorie didattiche accreditate, anche se manca a tutt’oggi un coordinamento nazionale. Sono infatti le regioni a tenere gli appositi registri e la Lombardia conta oltre 170 fattorie didattiche distribuite in tutte le province. Nel nostro territorio, in particolare, troviamo realtà accreditate a Busto Garolfo (Agriturismo Murnee e La Fattoria di Tullio), Magenta (Cascina Bullona e Cascina Salazzara), Robecchetto con Induno (Azienda Agricola Cirenaica), Robecco sul Naviglio (Azienda Agricola Salvaraja), Azzate (Fattoria Canale), Casale Litta (Fattoria Pasqué), Lonate Ceppino (La Rondine), Lonate Pozzolo (Agricola Valticino), Origgio (Agriturismo Ai Boschi) e Somma Lombardo (Azienda Agricola Scotti).

Tantissime le attività che si possono fare in questi luoghi e tantissimi i saperi che vi vengono trasmessi. Visite guidate, corsi, laboratori, percorsi rurali, pet therapy, orti didattici: le “gite” delle scolaresche in fattoria sono preziose occasioni di crescita per bambini e ragazzi sul piano cognitivo, comportamentale, sociale, affettivo ed emotivo. Gli alunni diventano veri protagonisti del processo di apprendimento, l’insegnante li prepara alle uscite e coordina il processo didattico, mentre l’agricoltore assume un ruolo di guida amica, pronta a trasmettere i segreti della campagna, nonché la memoria delle tradizioni locali.
Per molti bambini che vivono in città le fattorie didattiche rappresentano un’occasione preziosa per stare all’aria aperta, venire in contatto con gli animali, mettere le mani nella terra e, in definitiva, per capire qual è l’origine degli alimenti che vengono portati quotidianamente in tavola. Sono un presidio insostituibile per l’educazione alimentare e al gusto, e insegnano come il cibo sia indissolubilmente legato a salute e benessere. Sono custodi della memoria contadina, degli antichi mestieri e del nostro più autentico patrimonio gastronomico. Fanno conoscere il mestiere dell’agricoltore e la sua enorme valenza sociale. Non va poi dimenticato come le fattorie didattiche, nei confronti di tutto il pubblico, siano promotrici di un consumo consapevole e di uno sviluppo economico sostenibile. Molte azienda agricole hanno anche punti vendita dove è possibile fare acquisti diretti o a filiera corta – garanzia di qualità e sostenibilità –, alcune offrono alloggio e ristorazione e spesso sono fornitrici di GAS. Insomma, sono luoghi dove può attuarsi concretamente quell’alleanza tra produttori, cittadini e consumatori che mette in primo piano modelli di sviluppo rispettosi dell’ambiente e delle persone. Tutti valori da imparare e apprezzare fin da piccoli.