L’azienda agricola Sonzogni dice addio al riso naturale

I cambiamenti climatici e il mercato hanno costretto l’azienda agricola Sonzogni Paolo Gabriele di Busto Garolfo a fare un passo indietro. La splendida avventura avviata esattamente 10 anni fa non sarà ripetuta. «Da quest’anno abbiamo deciso di non continuare a produrre il nostro riso», annuncia il titolare e socio della nostra Bcc, Paolo Sonzogni. Una scelta che, per quanto sofferta, era necessaria. «La produzione, e quindi la resa, negli ultimi anni si è estremamente ridotta e le vendite si sono di molto ridimensionate. Una decisione doveva essere presa ed è stata quella di interrompere la coltivazione -aggiunge-. Per il tipo di coltivazione scelto, le primavere fredde e le estati troppo calde mettono a dura a prova le piante: la produzione si è più che dimezzata negli ultimi tre anni. E la resa si è ridotta ad un terzo». Eppure quando l’azienda agricola decise di diversificare la propria produzione introducendo la coltivazione del riso, le prospettive erano buone, come di elevata qualità era il prodotto finale. Spiega: «La coltivazione del riso c’è sempre stata nella nostra zona almeno fino agli anni Sessanta. Avevamo voluto quindi tornare alle origini, cambiando però metodo di coltivazione: non in acqua, ma in asciutta. Un metodo che ha i suoi pro e i suoi contro: permette un notevole risparmio di acqua, ma ha anche una resa diversa, più bassa. Il tutto facendo ricorso il meno possibile all’utilizzo di diserbanti. Il risultato era quindi un riso più naturale, con delle proprietà specifiche: una maggior tenuta di cottura e un gusto migliore». Qualità che nel tempo hanno permesso all’azienda agricola di “firmare” un “riso da chef”, come hanno indicato alcuni rinomati cuochi. Anche la nostra Bcc lo aveva scelto, inserendolo quale prodotto a km Zero nel pacco per i soci anziani. «Essendo una realtà piccola, non abbiamo fatto leva su una struttura commerciale. Ma anche qui, all’entusiasmo iniziale dei clienti è seguito un calo», anche per un prezzo che, nel rispetto della qualità offerta, non poteva competere con la grande distribuzione. «Non abbiamo voluto scendere a compromessi», afferma Sonzogni. Il futuro? L’azienda prosegue nella cerealicoltura e nell’allevamento di bovini. Forse l’apertura di un orto con prodotti naturali. «Ma è tutto ancora da valutare».