Sempre e comunque per il territorio

Il direttore Luca Barni
L'editoriale del direttore della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

“Aiutare le imprese in bonis e senza alcun problema di finanziamento lo sanno fare tutti”. Riparto citando un passo del mio editoriale di dicembre, perché le parole di Marino Bergamaschi, a pochi giorni dalla sua prematura scomparsa, mantengono invariata la loro valenza. Marino aveva perfettamente centrato il punto, alzato il velo su quello che è il problema di questi mesi: il sostegno alle imprese è come l’alleato. Si vede nel momento del bisogno, ossia oggi. Marino Bergamaschi era un vero amico di questo territorio e riconosceva chi stava dalla parte del territorio e dell’economia reale. Noi seguiamo anche oggi, con la crisi che continua a mordere il sistema produttivo, quella linea, rispetto ad altri istituti bancari. Noi siamo sempre stati e continueremo a essere dalla parte dell’economia reale, quelle delle imprese che producono e danno lavoro. Altri si sono dati alla finanza e i risultati, ancora oggi, li scontiamo tutti. Li scontiamo noi Bcc che, continuando a fare banca, cioè dando ancor più credito alle imprese meritevoli e con idee, eravamo consapevoli delle difficoltà oggettive in cui versa il sistema. Abbiamo fatto la banca consapevoli che, in termini di redditività, questa missione non avrebbe pagato come in passato, come accadeva soltanto un anno fa. Il risultato è quello previsto: nel momento di fare i conti i risultati sono quelli che un territorio in sofferenza poteva dare. Risultati che -è bene chiarirlo- non sono soltanto figli della crisi internazionale, ma anche dell’operato di soggetti spregiudicati che hanno agito al limite della legalità, andando a creare a noi perdite e quindi togliendo risorse alla nostra clientela virtuosa, impedendoci, in parte, di essere quel volano che la nostra mission ci richiede. Già nel maggio dell’anno scorso sapevamo come si sarebbe evoluta la situazione, sapevamo che l’uscita da questa crisi non sarebbe stata una passeggiata, tanto in profondità aveva colpito da intaccare produzione e posti di lavoro, le unità di misura di un sistema sano. Abbiamo fatto quindi una scelta consapevole, una scelta che andava nel solco della continuità delle nostra banca. Una scelta da Bcc. Abbiamo potuto farlo in forza della nostra storia, di un lavoro di oltre 110 anni, di quanto accumulato da parte dei soci, della sana e prudente gestione che, anche in tempi più felici di questi, ha sempre segnato la nostra condotta. Continuiamo a fare banca nell’unico modo che sappiamo fare e che è giusto fare, ossia schierati dalla parte delle imprese, delle famiglie e del territorio, che è quello che si declina nel Piano Strategico triennale recentemente approvato. Per questo 2010, che ancora non mostra di essere l’anno della svolta tanto auspicata, noi confermiamo quindi la nostra missione di credito cooperativo. Lo facciamo alzando bene le antenne, perché oggi più che mai l’attenzione al rischio correlato all’attività di intermediazione deve essere forte. Per centrare questo obiettivo non dobbiamo stravolgere alcunché nel nostro modus operandi: lavoriamo ancora a più stretto contatto con i nostri soci e con i clienti acquisiti. Ci siamo sviluppati sul territorio negli anni in cui esistevano le condizioni per farlo, adesso irrobustiamoci. Aiutiamoci a crescere, adesso più che mai.

 

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