Sulle note di Beethoven la lirica strappa applausi

«Un’apoteosi»: dice tutto in due parole Marco Raimondi, direttore dell’orchestra Amadeus, al termine dell’esecuzione della nona sinfonia di Beethoven. Il terzo concerto della stagione lirico sinfonica della nostra Bcc va in archivio con un successo oltre ogni previsione: non entrava più uno spillo nella chiesa del Santissimo Redentore di Legnanello sabato 6 marzo. «Don Giuseppe Prina, il parroco, ha dato fondo a tutte le sedie disponibili, 1200 circa, ma non c’era più spazio nemmeno per la gente in piedi -racconta Raimondi-. Avevamo qualche timore perché questo concerto si sarebbe dovuto tenere in occasione della festa della Candelora, ma la forte nevicata del 5 febbraio ha convinto a cambiare i piani. Ci siamo chiesti se la stessa proposta, senza la spinta di una ricorrenza molto sentita in parrocchia e nella contrada Legnarello, avrebbe portato pubblico. 32La risposta è stata positiva, in termini che non potevamo neanche lontanamente immaginarci. E questo è la prova chiarissima che, dopo sole tre stagioni, abbiamo un nostro pubblico che ci segue concerto per concerto. Credo che la Bcc, che ringrazio per aver creduto in questo progetto, debba andare orgogliosa di questa scommessa culturale vinta». La nona di Beethoven ha segnato il giro di boa della stagione; tre concerti alle spalle, tre ancora da celebrare; a Gallarate, basilica Prepositurale, il 15 maggio; a Busto Arsizio, chiesa del Sacro Cuore, l’11 giugno; a San Giorgio su Legnano, nella chiesa della Beata Vergine Assunta, l’8 dicembre. In verità c’è un fuori programma, che proprio dal grande successo incontrato con questa proposta musicale nasce: il 17 aprile a San Magno a Legnano si replica la Nona in occasione della chiusura dell’anno sacerdotale; un concerto che idealmente riunirà nella basilica romana minore le diciotto parrocchie del decanato.

Nelle immagini, i primi tre concerti della rassegna dedicata a Beethoven. In apertura, il numeroso pubblico nella chiesa del Santo Redentore a Legnano. In questa pagina, in alto, il concerto di Somma Lombardo e, sotto, quello di Castellanza.

Un grande successo di pubblico si diceva, ma non solo. «A seguirci sono anche addetti ai lavori, persone che hanno fatto della musica la loro professione, e i loro riscontri sono più che positivi -riferisce Raimondi-. Dico: adesso si può fare veramente cultura, adesso c’è, grazie alla nostra crescita artistica e grazie alla sensibilità e all’impegno dimostrati dalla Bcc, un forte seguito nei nostri concerti. Se le proposte, nei primi due anni, sono state attente a disegnare programmi di sicura presa sul pubblico, quello che eseguiamo quest’anno non è così immediato: la nona di Beethoven è musica sì conosciuta ma di grande complessità; la Messe Solennelle di Rossini è grande musica, ma non certo un brano dei più semplici». È cresciuto un pubblico, insomma. Questo, oltre al successo dei singoli concerti, è il frutto più pregiato della semina fatta da Bcc e orchestra e coro Amadeus. Una stagione che è approdata il 6 marzo a Legnano dopo due tappe; a Somma Lombardo il 24 gennaio, sempre con la nona sinfonia di Beethoven, in occasione del tradizionale concerto di Sant’Agnese, e a Castellanza, sabato 27 febbraio, con la Messe Solennelle di Rossini. Successi di pubblico anche in queste due occasioni, che meritano un’analisi. Il pubblico ha due componenti, quella locale, fatta di persone che partecipano ai concerti quando questi toccano la propria parrocchia o la propria città, e quella fissa, costituita da aficionados itineranti da un concerto all’altro, volti ricorrenti che non perdono un appuntamento della stagione. Anche perché in provincia una stagione musicale così strutturata è merce abbastanza rara; è più facile a Milano, ma lì siamo in una delle capitali mondiali della cultura e le forze in campo sono altre. Volendo restare alle proposte di questa stagione lirico sinfonica, se a Busto Arsizio sarà eseguita la Messe Solennelle, a Gallarate e San Giorgio terrà banco un programma di Preghiera e melodramma, ossia un repertorio che alterna musica sacra e profana, che pendola fra le Ave Maria di Schubert e Gounod e il Vissi d’arte di Puccini, tra l’Agnus Dei di Bizet e il Va pensiero di Verdi, tra il Panis Angelicus di Frank e la sinfonia della Forza del destino. Comprensibile la soddisfazione della nostra banca per la riuscita di una stagione che, soltanto due anni fa, con i concerti d’organo nelle chiese del territorio si configurava come un esperimento, con tutte le incertezze del caso. «La risposta del pubblico ci fa piacere e ci sorprende a ogni concerto -dice il presidente Lidio Clementi- nella musica come veicolo di espressione artistica e opportunità per i giovani del nostro territorio puntiamo da anni: vedere l’entusiasmo, ricevere i complimenti per aver trascorso serate di così alto livello, come quelle che si vivono assistendo agli appuntamenti della nostra stagione è un grande piacere. Significa aver visto giusto: la cultura si dimostra, una volta di più, una leva potente per la crescita del nostro territorio».

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