Quattro contromosse alla crisi

Il direttore Luca Barni
L'editoriale del direttore della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

I tempi del lavoro quotidiano e quelli dei passaggi istituzionali non sempre coincidono. Ecco perché nel terzo numero della Voce 2010 diamo ampio spazio all’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio 2009. Del resto così è, né altrimenti può essere: il 23 maggio i soci si sono riuniti per discutere ed esprimersi sul documento che racchiude l’esercizio dell’anno precedente. Ma non può essere neppure che il 2010 cominci soltanto una volta approvato il bilancio. Ogni azienda, quindi anche la nostra Bcc, ha e deve avere una strategia di lungo corso, tracciata da indirizzi e linee guida su cui lavorare con congruo anticipo. E così abbiamo fatto; per un’azienda il futuro è adesso. Così, al 2010, pensiamo in termini operativi dall’anno scorso e ci pensiamo partendo dallo scenario in cui la nostra Bcc, come tutto il sistema bancario del resto, si trova e troverà ad agire nel futuro prossimo venturo. Partiamo da quella situazione descritta nel bilancio approvato dai soci, partiamo dalla realtà che, ci piaccia o meno, è quello che è e che descriverei con quattro coordinate fondamentali. Prima: la forte incertezza che permane sui tempi della ripresa, che, se è vero che comincia a mandare qualche timido segnale positivo, lo fa a macchia di leopardo e non uniformemente, quindi incidendo solo a tratti sul trend di crescita di investimenti e consumi. Ergo: il vero motore delle ripresa è, nella migliore delle ipotesi, in fase di accensione. Seconda: la bassa redditività dell’attività peculiare di una vera banca commerciale, ossia di una banca che fa leva, in prevalenza, sul margine di interesse, causata dal riallineamento lento dei tassi di mercato ai tassi di policy della Bce e dalla forte concorrenza che, con la crisi, ha aumentato la pressione sulla clientela. Terza: l’aumento deciso, per tutto il triennio, del rischio associato al credito e del costo relativo che scremerà ulteriormente la redditività più bassa prodotta rispetto al passato recente. Quarta e ultima: la maggiore concorrenza per acquisire raccolta diretta, già di suo ai minimi storici di redditività. Dall’analisi delle difficoltà alle contromisure da adottare non siamo rimasti con le mani in mano. Per stimolare la ripresa abbiamo attivato sinergie con gli attori economici del territorio (Confidi, Bond Univa, nuovi prodotti e mutui 1ª casa) senza mai dimenticare la coesione sociale (Cigs a costo zero). Per ovviare alla bassa redditività del margine d’interesse, stiamo agendo sulla struttura dei tassi e sulla ricomposizione del portafoglio prodotti. Sul rischio credito siamo attivi dalla fine del 2008: gli eccellenti tempi di reazione alle situazioni di crisi sono la miglior risposta a uno dei problemi più spinosi con cui le banche sono alle prese proprio dal 2008. Per favorire la raccolta diretta, stiamo allungando le scadenze del passivo della banca in modo da compensare il crescente costo previsto per la stessa, con il risultato di fidelizzare la clientela. Questo è il nostro 2010, un anno di cui, giorno per giorno, sfogliamo le pagine del calendario insieme con i nostri soci e clienti, ossia assieme a chi lavora con noi, ma in cui ci siamo proiettati da molto tempo, come si conviene a un’attività delicata e complessa come quella di banca. Ma se noi, Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, siamo da oltre un decennio banca interprovinciale, attiva in un’area ad alta densità di concorrenti, quindi obbligata a obbedire a logiche aziendali ferree, determinate in una precisa cornice strategica, siamo anche la nostra storia. E 113 anni di Credito Cooperativo, che realizzano i valori di solidarietà e mutuo soccorso, non si mettono fra parentesi; si tengono piuttosto sempre in agenda, fra quegli appuntamenti con “il contributo fattivo e concreto” al territorio in cui abbiamo sempre lavorato e vogliamo continuare a lavorare.

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