Da 130 anni fiducia e cooperazione sostengono l’economia dei territori

Nell'assemblea di Federcasse dello scorso novembre è stata ricordata la costituzione della prima Cassa Rurale italiana a Loreggia (PD); il presidente Napolitano nel suo messaggio ha sottolineato l'importanza delle Bcc per le esigenze delle comunità

«130 anni di Credito Cooperativo. Per un’Italia più fiduciosa e un’Europa più cooperativa». Questo il tema dell’Assemblea 2013 di Federcasse del 22 novembre scorso. Dal ricordo della costituzione, nel 1883, della prima Cassa Rurale italiana a Loreggia (Padova) è giunta l’occasione per ribadire il ruolo che le Bcc hanno svolto e svolgono nel nostro Paese: creatrici di benessere diffuso ed educatrici a un uso responsabile del denaro e alla democrazia partecipativa. Lo ha riconosciuto anche il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che con un messaggio indirizzato all’Assemblea ha sottolineato che: «Anche nell’attuale difficile situazione economicofinanziaria, l’adesione al principio mutualistico e il radicamento territoriale hanno consentito alle Banche di Credito Cooperativo di essere interpreti attente delle esigenze delle comunità nelle quali operano, con particolare riguardo alle famiglie e alle piccole imprese, pur introducendo le necessarie innovazioni sul piano organizzativo e operativo». A farsi portavoce della gratitudine del Paese verso l’operato delle Bcc è stato poi il Presidente del Consiglio Enrico Letta (vedi box), presente in assemblea per lodare una concezione della finanza che sostiene i territori e crea le basi per la ripresa economica. Voglia di essere ottimisti, di reagire, traspare anche dalla relazione del presidente di Federcasse Alessandro Azzi. «L’anniversario dei 130 anni –ha dichiarato– si colloca in una fase storica complessa per l’Italia, ma le storie di reazione, le manifestazioni della voglia di tenere duro, la volontà di rimboccarsi le maniche costituiscono fatti e antidoti a un pessimismo inconcludente». Fu così anche 130 anni fa, quando a Loreggia, in provincia di Padova, il ventiquattrenne Leone Wollemborg diede vita ad un’impresa cooperativa, fatta di persone diverse per storia e destini, come risposta ad una situazione di povertà diffusa e di esclusione. Un’intuizione rivoluzionaria: puntare sull’inclusione come principio e sulla cooperazione come metodo. «Dilatare la speranza, promuovere l’equità, rilanciare l’intrapresa, favorire la cooperazione: i bisogni di ieri sono straordinariamente vicini a quelli attuali» ha sottolineato Azzi. Se nel momento della loro nascita le Bcc e le Casse Rurali si confrontavano con i propri territori, e negli ultimi vent’anni hanno visto riconosciuto a livello nazionale il proprio ruolo al servizio dell’economia reale, oggi lo sguardo si apre anche all’Europa. Di qui il senso degli altri due interventi in Assemblea, quello del presidente dell’European Banking Authority Andrea Enria e quello del vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani. Il primo ha precisato, consapevole delle preoccupazioni del Credito Cooperativo, che le nuove regole europee in discussione garantiranno anche i piccoli operatori, perché «la diversità assicura stabilità». Il secondo ha sottolineato l’importanza di un’industria bancaria dedicata alle piccole e medie imprese: in Europa ce ne sono 23 milioni. E ha aggiunto: «Chi fa banca deve avere un particolare slancio morale, sapere che le banche lavorano anche e soprattutto al servizio delle persone».

 

PER APPROFONDIRE

«Dovete essere fieri e il Paese deve essere riconoscente»
Un segno di gratitudine del Paese per il lavoro svolto dalle Bcc ogni giorno. Questo ha voluto portare il Presidente del Consiglio Enrico Letta con la sua presenza all’Assemblea annuale di Federcasse. Letta ha insistito sul valore della solidarietà diffusa che il sistema-Bcc sa diffondere, specialmente nei momenti più difficili: 08«Il vostro lavoro -ha sottolineato- è legato al territorio ed è, per questo, prezioso per il Paese e per le piccole e medie imprese che in questi cinque anni hanno sofferto la crisi». Questo si è chiaramente evidenziato, ha riconosciuto il Presidente del Consiglio, «nell’ammontare dei prestiti indirizzati alle comunità locali e al territorio.La finanza come da voi concepita è sussidiaria al lavoro e al fare impresa e va nella direzione di abilitare i territori e creare le condizioni per la ripresa». Questo modo di operare consente di gettare le basi per guardare al futuro con fiducia. «Parola antica -ha ricordato Letta- che il mondo della finanza non dovrebbe tralasciare. La vostra forza è quella di essere da 130 anni nei territori, vicini alle comunità, e di essere generatori di fiducia diffusa». Per quanto riguarda i temi di più stretta attualità politica e istituzionale, dal premier sono arrivate parole importanti sul ruolo dell’Italia in Europa: «L’Europa dovrà essere solidale per fare le scelte giuste e per far ripartire la crescita. L’Italia ha le carte in regola affinché a livello europeo sia ascoltata. Da 1° luglio inizia il semestre europeo alla Presidenza italiana, che avvierà una legislatura improntata alla crescita e non all’austerità».