«Smobilizzate il credito alle aziende» Questo l’appello di Scazzosi ai sindaci

Il presidente della Bcc ha scritto agli amministratori locali perché sfruttino l'opportunità offerta dall'iniziativa regionale Credito InCassa, la misura per il recupero dei crediti scaduti vantati dalle imprese che è stata lanciata lo scorso mese di agosto dal Pirellone

Carta e penna per un appello a oltre sessanta sindaci del territorio Bcc: Roberto Scazzosi ha affidato a una lettera il suo messaggio ai Comuni, «smobilizzate il credito per aiutare le imprese». Lo ha fatto alla luce di una possibilità offerta dalle Regione Lombardia, misura rivolta a tutte le imprese della Lombardia che vantano crediti scaduti con gli enti locali. «I crediti delle imprese scaduti nei confronti della Pubblica Amministrazione rappresentano un problema che si è aggravato negli ultimi anni e che pesa sulle aziende già colpite dalla crisi –dice il presidente della Bcc-. Ho scritto ai primi cittadini del nostro territorio di competenza che non hanno ancora aderito a Credito InCassa per invitarli a cogliere l’occasione. Sono convinto si tratti di un’occasione da non perdere per aiutare e stimolare la ripresa».
16Una decisione, quella di Scazzosi, assunta una volta conosciuti i numeri degli enti locali del territorio Bcc che si erano attivati. All’inizio di novembre erano soltanto otto su sessantotto i Comuni che figuravano nell’elenco compilato da Finlombarda, la società finanziaria per lo sviluppo della Lombardia che, oltre ad aver strutturato, promosso e gestito Credito Incassa assistendo e seguendo il convenzionamento degli enti locali e delle società di factoring, contribuisce con un proprio fondo di garanzia al contenimento dei costi per le imprese. Una situazione numerica non diversa da quella regionale dove, sempre nella prima metà di novembre, erano meno del 10% gli enti locali aderenti all’iniziativa. All’argomento anche Luca Barni, direttore generale della Bcc, aveva dedicato un post, sul suo blog ospitato dalla testata online Linkiesta.it, dal titolo inequivocabile “Sostegno alle imprese: chi non fa sistema?”. Com’è possibile -si chiedeva il direttore- che con un bisogno così sentito di liquidità per le aziende pochissimi enti locali avessero aderito? Una lettura del problema l’ha data, in un’intervista sulla Prealpina, Attilio Fontana, sindaco di Varese, Comune che ha subito aderito alla misura: «Molti funzionari comunali temono di essere coinvolti in eventuali procedimenti che la Corte dei Conti potrebbe avviare; anch’io ho dovuto faticare per vincerne le resistenze. Ma queste paure sono infondate». Il meccanismo coinvolge tre attori: le imprese che cedono alle società di factoring il proprio credito; le società di factoring che acquistano “pro soluto” il credito e assumono il ruolo di nuovo creditore verso gli enti locali; gli enti locali che godono di condizioni molto vantaggiose nel pagamento dei debiti. Le risorse finanziarie della misura, oltre al miliardo di euro messo a disposizione dalle società di factoring convenzionate (BCC Factoring, società del Credito Cooperativo, mette a disposizione delle aziende clienti delle BCC lombarde un plafond iniziale di 50 milioni di euro), vedono un contributo di 19 milioni di euro da Regione Lombardia e 50 milioni di euro come fondo di garanzia da parte di Finlombarda.

Credito InCassa: ecco come funziona

In Credito InCassa le imprese cedono alle società di factoring i propri crediti verso gli enti locali ottenendo liquidità a condizioni competitive. Le società di factoring (finanziarie o banche) acquistano il credito “pro soluto” e diventano il nuovo creditore degli enti locali. Gli enti locali possono dilazionare i pagamenti dei debiti a costo zero sino a otto mesi per le spese di conto corrente e diciotto per le spese di parte capitale.

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