Norme e responsabilità, la 231

Sono già passati 20 anni da quando il decreto legislativo 231/2001 ha obbligato tutte le organizzazioni a dotarsi di una commissione di vigilanza (ODV) con l’obiettivo primario di escludere la responsabilità diretta della organizzazione stessa in una serie di reati. «Con quel provvedimento, infatti, è stata disciplinata la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle associazioni -spiega Gianfranco Sommaruga, (nella foto), presidente della commissione di vigilanza 231 della nostra Bcc-, introducendo una forma di responsabilità a carico delle organizzazioni -siano esse imprese, società, associazioni o, come nel nostro caso, banche-, per una lista di reati che possono essere commessi dai dipendenti a favore o nell’interesse dell’azienda».
Tali casi possono essere episodi di corruzione, riciclaggio di denaro, disastro ambientale, giusto per fare degli esempi. E, in tutte queste situazioni, la responsabilità dell’organizzazione si aggiunge a quella della persona fisica che ha materialmente realizzato materialmente il reato. «Com’è facilmente intuibile -riprende Sommaruga- la complessità dei controlli in questi vent’anni è cresciuta in misura significativa, soprattutto in ambito bancario, unitamente al lavoro che la commissione ha “messo in campo” per adempiere a quanto previsto dal dettato normativo. Perché, in base al decreto legislativo 231/2001, l’organizzazione, o l’ente, è esente da responsabilità nel momento in cui dimostra di aver adempiuto a tutto quanto previsto dalle norme». Da questo semplice passaggio si comprende come il lavoro della commissione ODV si muove in necessaria sinergia collaborativa con l’ente, nel nostro caso la nostra banca, nel doveroso e continuo rispetto dei differenti ruoli. Nei primi anni di emanazione della normativa, la commissione in ambito bancario era costituita da un pool eterogeno formato da dipendenti, amministratori e consulenti. Per consentire la massima autonomia di lavoro e di giudizio, si è arrivati, negli anni, su esplicito invito della Vigilanza, ad individuare nei membri del collegio sindacale i più consoni deputati a svolgere tale delicata mansione.
In questi anni il collegio sindacale ha svolto in misura minuziosa il proprio compito: sempre presieduta da Gianfranco Sommaruga, e coadiuvata da consulenti esterni, la commissione ODV si muove da auditor autonoma individuando il perimetro dei reati da controllare, ovviamente seguendo le indicazioni derivanti dagli aggiornamenti del legislatore.
Nel caso della nostra banca oggi il punto centrale è chiarissimo e si tratta di vigilare costantemente sull’antiriciclaggio. In tempi recenti è poi aumentata l’attenzione, in coerenza con quanto è accaduto a seguito della pandemia, ai temi della sicurezza, della salvaguardia degli ambienti di lavoro e del controllo sull’utilizzo dei soldi pubblici, vista la grande quantità di liquidità che è stata immessa nel sistema economico in questi mesi e che è coperta da garanzia statale.
«Alla fine, a fronte di una evidente complessità normativa legata al raggio d’azione, stiamo parlando di un organismo importante e con un unico decisivo scopo: essere un ulteriore organo di controllo a presidio diretto dei rischi in cui può incorrere la banca, ma che di fatto si fa strumento attivo a garanzia di una maggior sicurezza per soci e clienti», conclude Sommaruga.