Bilancio in utile di oltre cinque milioni CET1 che cresce ancora e arriva al 17,9%

L'indicatore sintetico della solidità di un istituto di credito posiziona la nostra Bcc ben al di sopra della media nazionale (15,1%). In crescita la raccolta, in diminuzione il credito deteriorato e accelera il margine dei servizi da consulenze erogate a soci e clienti

Il bilancio approvato dall’assemblea vede la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate chiudere il 2020 con un utile di oltre 5 milioni di euro e una crescita a doppia cifra nella raccolta e presentarsi come un istituto ancora più solido, più moderno e soprattutto più vicino al proprio territorio di riferimento. Nonostante l’emergenza sanitaria che ha pesantemente contraddistinto l’anno scorso, la nostra banca è infatti rimasta fedele ai valori del Credito Cooperativo, innestando nel proprio operato il fondamentale elemento della fiducia. «Solamente con la fiducia possiamo guardare al futuro e alla fine di questa crisi sanitaria ed economica -commenta il presidente, Roberto Scazzosi-. Solamente con la fiducia è possibile diventare punto di riferimento di un territorio, vicini alle famiglie e alle imprese che lo abitano. E la fiducia è l’elemento che contraddistingue il bilancio 2020 della nostra Bcc: l’attenzione dimostrata con le moratorie sui mutui, non solamente per quanti previsti dal decreto “Cura Italia” e i finanziamenti erogati ci hanno permesso di sostenere le situazioni maggiormente colpite dalle chiusure. Inoltre, la significativa risposta in termini di raccolta è indice di una fiducia reciproca che c’è tra una banca e il suo territorio: un legame forte capace di fare la differenza per ripartire insieme». Sono tre i principali numeri che spiccano dal bilancio: l’utile che arriva a 5 milioni e 144mila euro e doppia il risultato del 2019; il tasso di crescita della raccolta (tra diretta e indiretta) che sfiora il 12,5% e il CET1 che passa dal 16,7% dello scorso anno al 17,9%: si tratta dell’indicatore che, in modo sintetico, descrive la solidità di un istituto di credito, la cui soglia minima per le banche italiane è stata indicata dalla Bce al 10,5% (la media nazionale è del 15,1%).
«Sono numeri che descrivono una banca in piena salute, anche al termine di un 2020 che per noi, come per qualsiasi società ed istituzione, è stato un anno particolarmente sfidante, dal momento che una variabile a noi sconosciuta ci ha costretto ad adeguare il nostro modo di lavorare e, soprattutto, di vivere -ha detto in assemblea il direttore generale, Carlo Crugnola-. L’esercizio 2020 ha quindi rappresentato un ulteriore sfida per il nostro istituto, già ingaggiato dall’adesione al Gruppo bancario cooperativo Iccrea iniziata nel 2019, che sta modificando molte dinamiche consolidate, oltre a porre dei limiti all’attività volta a salvaguardare il patrimonio del Gruppo. Nonostante queste variabili siano di enorme impatto, la banca è riuscita a traguardare un risultato di rilievo, il migliore degli ultimi 10 anni, con un utile di oltre 5 milioni di euro e sacrificando una parte importante dei margini che riesce a generare accelerando la dinamica di copertura e dismissione dei crediti deteriorati. Il ristringimento dello spread e la relativa diminuzione dei tassi nel nostro paese ha da una parte ridotto il tasso di remunerazione degli impieghi, parzialmente compensato dalla riduzione del costo della raccolta grazie ad una diversa composizione sia della durata che della forma di raccolta, ma ha favorito la possibilità di approfittare delle plusvalenze generate dal portafoglio d’investimento, che anche nel corso di quest’anno ha dato un contributo importante al risultato finale».
«Nel bilancio d’esercizio -ha proseguito Crugnola- si può notare come le variazioni delle voci più esposte al blocco delle attività dovute alla pandemia siano state più che compensate sia da un’accelerazione del margine dei servizi legati alla consulenza agli investimenti dei nostri clienti, sia approfittando delle opportunità ideate dalle banche centrali per diminuire gli impatti della pandemia. A livello dei costi, resta ancora rilevante l’impatto dell’adesione al Gruppo che, a fronte di attività promosse dalla capogruppo per l’avvio ed il coordinamento del gruppo stesso, hanno neutralizzato gli sforzi fatti nella riduzione degli altri costi amministrativi. Grazie alla cessione di un pacchetto di crediti deteriorati, tramite l’operazione coordinata dalla capogruppo, e soprattutto grazie a quanto disposto dal cosiddetto decreto Cura Italia, che ha permesso alle banche che cedevano crediti deteriorati di trasformare in crediti d’imposta parte delle imposte anticipate, la componente fiscale, oltre a non aver pesato nella determinazione dell’utile, ha contribuito positivamente. La banca, grazie alle scelte effettuate circa gli accantonamenti e le cessioni del credito deteriorato, si è preparata per meglio gestire l’effetto che inevitabilmente avranno nel futuro le manovre messe in atto dai governi nazionali volte a salvaguardare le aziende e ad agevolare le famiglie dopo l’avvento della pandemia, raggiungendo tutti gli obiettivi che si era prefissata nel piano strategico».
Parere favorevole al bilancio sia da parte del collegio sindacale sia della società di revisione Ernst & Young Spa, «che sul bilancio nel suo complesso ha rilasciato un giudizio senza rilievi», ha riferito all’assemblea il presidente del collegio sindacale, Gian Mario Marnati; che ha aggiunto: «Il bilancio è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate».
«Siamo rimasti vicini alle nostre comunità nell’anno segnato dalla pandemia e dalla più grave crisi che abbia colpito l’Italia dal dopoguerra -ha detto il presidente, Roberto Scazzosi-. Una crisi sanitaria, economica e sociale che, nella sua drammaticità, ha evidenziato quanto sia urgente ripensare l’attuale sistema economico sulla base di quei principi di cooperazione e mutualismo che da sempre sono la ragion d’essere della nostra banca che, da subito, ha ribadito la propria vicinanza a imprese, artigiani e commercianti garantendo loro, fin dalla fine di febbraio 2020, la liquidità necessaria a far fronte alle difficoltà dovute al primo, improvviso, lockdown, con un primo plafond di 10 milioni di euro per prestiti a tassi e condizioni agevolate per le aziende socie e clienti. E se siamo intervenuti anche laddove non è stato previsto dai decreti del governo, abbiamo fatto la nostra parte per il territorio anche in risposta a questi ultimi, concedendo 1.650 moratorie dei mutui, per 174 milioni di euro, e circa 1.200 finanziamenti erogati secondo il decreto “Liquidità”, per un totale di 50 milioni di euro. La ripartizione della quota parte dell’utile destinata a sostenere l’attività di enti, amministratori locali e associazioni del territorio è stata rivista nel corso dell’ultimo anno per adattarla alle nuove priorità ed esigenze emerse a seguito dell’impatto della pandemia. Prima di tutto, quindi, è stato necessario affrontare l’emergenza sanitaria: la parte più cospicua dei fondi destinati nel 2020 all’attività sociale, oltre centomila euro sui 375mila complessivi, non poteva che andare alle strutture e agli operatori impegnati in prima linea nella lotta al Coronavirus. La nostra Bcc ha giocato un ruolo fondamentale nel mantenere alto il flusso di aiuti verso gli ospedali del territorio -Varese, Busto Arsizio e Legnano-: grazie al contributo della nostra Banca queste tre realtà hanno potuto acquistare, nel momento più difficile della prima ondata, attrezzature, strumentazioni e dotazioni monouso indispensabili per salvare tante vite umane. Inoltre, la Bcc si è fatta collettore, attraverso l’apertura di un conto corrente dedicato, delle donazioni di soci, clienti e famiglie che hanno voluto contribuire, anche con una piccolissima somma, a questa necessaria cordata di solidarietà a sostegno degli ospedali. Non solo: con due successivi interventi, ad aprile e fine anno, abbiamo sostenuto l’operato dei medici di base e dei pediatri, prima linea di difesa delle famiglie contro il virus, donando loro fondi per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale. E uno specifico intervento è stato riservato ai soci della nostra mutua sanitaria, con la distribuzione di saturimetri».
«L’emergenza Covid-19, però, non è stata solo sanitaria, ma anche sociale -ha sottolineato Scazzosi-. Una delle conseguenze nefaste delle restrizioni agli spostamenti è stato l’aumento dei casi di violenza domestica: nel 2020 sono cresciute del 30% le segnalazioni di situazioni di abuso al centro antiviolenza E.Va Onlus attivo nel territorio della Valle Olona e a cui abbiamo destinato un contributo straordinario. Altra iniziativa di solidarietà è stata a favore delle mense dei poveri, sostenendo i costi dei pasti erogati nelle feste di fine d’anno da Il Pane di Sant’Antonio a Varese e dalla Casa della Carità di Legnano, e destinando contributi ad altre quattro realtà. Infine, numerose sono state le realtà del terzo settore che hanno beneficiato del sostegno della nostra banca per portare avanti la propria attività e rispondere così ai bisogni che sono emersi in quest’anno difficile; fra queste realtà, una parte importante l’hanno giocata, come sempre, le parrocchie, che spesso sono il primo -e a volte l’unico- presidio sul territorio nell’individuare e gestire situazioni di povertà o fragilità».