Operazione di rinascita per i fari italiani

Il faro di San Domino alle Isole Tremiti, fra le strutture interessate dal bando 2015
L'Agenzia del Demanio e il Ministero della difesa presentano i primi dati del progetto Valore Paese-Fari. Messe a gara 11 strutture con ricadute per 20 milioni, entro l'estate un nuovo bando per altri fari, torri ed edifici costieri

Utilizzare un bene pubblico è il miglior modo per tutelarlo, sottrarlo al degrado e restituirlo alla comunità, attivando le economie locali, creando nuovi posti di lavoro e generando risparmi di spesa per lo Stato: questo il principio che ha guidato Valore Paese-Fari, il progetto di rinascita dei fari italiani.
L’Agenzia del Demanio e Difesa Servizi SpA, società in house del Ministero della Difesa, presentano i primi risultati di un’operazione che ha già raccolto progetti e ha avviato a nuova vita 9 bellissime strutture costiere in tutta Italia delle 11 messe a gara. La procedura di gara per l’affidamento dei fari si concluderà nelle prossime settimane con l’aggiudicazione delle concessioni, ma è già possibile fare una stima globale dei risparmi, degli investimenti e degli introiti per lo Stato che verranno generati dalla realizzazione dei progetti presentati.
Valore Paese-Fari, infatti, oltre ad assicurare un futuro a questi gioielli del mare, garantisce allo Stato un risparmio di spesa quantificabile in 210 mila euro annui di gestione ordinaria, a cui vanno aggiunti gli interventi straordinari di sicurezza e tutela stimabili in 400 mila euro medi per faro. Gli aggiudicatari investiranno circa 6 milioni di euro per riqualificare le strutture e adeguarle alla loro nuova vocazione, con una ricaduta economica complessiva di circa 20 milioni di euro e un conseguente risvolto occupazionale diretto di oltre 100 operatori. Ricaduta economica ancora più importante in quanto generata nelle piccole realtà territoriali in cui insistono i Fari.
Contestualmente, lo Stato incasserà oltre 330 mila euro di canoni annui che, in considerazione della differente durata delle concessioni, sarà complessivamente pari a circa 6,8 milioni di euro per tutto il periodo di affidamento. Altro significativo risultato che emerge dall’analisi delle 39 proposte arrivate è la qualità espressa dai progetti dei partecipanti, tutte proposte che conciliano le esigenze di recupero del patrimonio, la tutela dell’ambiente, la fruibilità pubblica dei beni e lo sviluppo economico del territorio: preziosi benefici sociali espressamente richiesti nel bando di gara pubblicato lo scorso autunno.

Entro l’estate Agenzia del Demanio e Difesa Servizi SpA avvieranno il nuovo bando di gara 2016 che metterà sul mercato 20 Fari, Torri ed edifici costieri. La lista dei fari del Bando 2015:

– Faro di Brucoli ad Augusta (SR)
– Faro di Murro di Porco a Siracusa (SR)
– Faro di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo – Favignana (TP)
– Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (PA)
– Faro di Capo d’Orso a Maiori (SA)
– Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (NA)
– Faro di San Domino alle Isole Tremiti (FG)
– Faro Punta del Fenaio sull’Isola del Giglio (GR)
– Faro di Capel Rosso sull’Isola del Giglio (GR)
– Faro Formiche di Grosseto
– Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (KR)