Ancora distanziati per le regole Covid i soci approvano l’operato della Banca

Per la seconda volta nella storia della nostra Bcc è stata un’assemblea senza la presenza fisica dei soci quella che si è tenuta venerdì 30 aprile, in sala don Besana, e che è stata preceduta da un’importante attività di comunicazione per permettere agli oltre 4mila soci di essere puntualmente informati sui vari punti portati alla loro attenzione e approvazione. Su tutti, quello del bilancio di esercizio del 2020, di cui riferiamo più nel dettaglio in un servizio nelle pagine successive e che è stato approvato, al pari della destinazione dell’utile netto di 5 milioni e 144.120 euro, che l’assemblea ha deciso di destinare, come proposto dal consiglio di amministrazione, per 4 milioni e 709.913 euro a riserva legale indivisibile, per 154.327 euro, pari al 3% degli utili netti annuali, al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione e per 280mila euro ai fini di beneficenza e mutualità, portando così il patrimonio netto della banca a 99 milioni e 628 mila euro.
Eletti anche i nuovi amministratori per il prossimo triennio: per l’area di Busto Garolfo, Giuseppe Barni, Danila Battaglia, Rinaldo Borsa, Luca Castoldi e Roberto Scazzosi; per l’area di Buguggiate, Paolo Malnati e Diego Trogher; per l’area della provincia di Milano, Mauro Colombo; per l’area della provincia di Varese, Andrea Rinaldi. I nove componenti del consiglio di amministrazione si sono poi riuniti martedì 4 maggio per eleggere, a loro volta, le cariche esecutive: presidente del consiglio di amministrazione è stato confermato Roberto Scazzosi; nella carica di vice presidenti sono stati eletti Mauro Colombo, che ha anche il ruolo di vicario, e Diego Trogher; nel comitato esecutivo sono stati confermati Colombo, Trogher e Giuseppe Barni, quest’ultimo con la carica di presidente dell’organismo esecutivo.
Al di là dell’elezione dei candidati e del saluto a Vittorio Pinciroli, che dopo cinque mandati come consigliere non si è più potuto ricandidare per raggiunti limiti d’età (e del cui intervento in assemblea diamo conto in un servizio a pagina 8), durante il punto all’ordine del giorno sul rinnovo del consiglio di amministrazione è stata presentata la disciplina, vecchia e nuova, che regolamenta la nomina delle cariche sociali: gli amministratori, ovviamente, devono essere eletti fra i soci e devono possedere i requisiti di professionalità e onorabilità di cui al recente decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze (n° 169 del 23 novembre 2020), ma devono anche possedere gli altri requisiti definiti dalla Banca Centrale Europea, (di cui alla specifica guida aggiornata a maggio 2018), essere pienamente consapevoli dei poteri e degli obblighi connessi alle funzioni ampie e cruciali che richiede il governo societario di una banca, essendo dotati di professionalità adeguate al ruolo, con competenze diffuse ed opportunamente diversificate, con possibilità di dedicare tempo e risorse adeguate all’incarico ricoperto e che indirizzino la loro azione al perseguimento dell’interesse complessivo della banca, operando con autonomia di giudizio. Inoltre, in base alle nuove norme e nel rispetto delle disposizioni di vigilanza della Banca d’Italia in materia di governo societario delle banche e della politica sull’idoneità degli esponenti delle società vigilate del gruppo bancario cooperativo Iccrea, dal prossimo rinnovo il consiglio di amministrazione della nostra Bcc dovrà garantire il rispetto dei requisiti di idoneità collettiva, «cioè la sua composizione dovrà essere adeguatamente diversificata anche in termini di età, genere e durata di permanenza nell’incarico -ha spiegato il presidente Roberto Scazzosi-, perché tale diversificazione è ritenuta un elemento fondamentale per alimentare il confronto e la dialettica interna, favorire l’emersione di una pluralità di approcci e prospettive nell’analisi dei temi e nell’assunzione delle decisioni, supportare efficacemente i processi aziendali di elaborazione delle strategie, nonché tener conto dei molteplici interessi che concorrono alla sana e prudente gestione della banca». Al fine di assicurare il perseguimento di tali obiettivi, ciascuna futura lista di candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione dovrà essere predisposta in modo tale da tenere conto, in conformità alle politiche di governo societario del Gruppo bancario cooperativo Iccrea, di cinque principi: età media dei componenti del CdA pari al massimo a 65 anni; presenza di almeno un componente con età inferiore a 45 anni al momento della candidatura; almeno il 20% dei componenti del genere meno rappresentato; anzianità di carica complessiva media dei componenti (data dal numero dei mandati già ricoperti nella Banca da ciascun componente diviso il numero degli amministratori) non superiore a 5 mandati interi; almeno un componente non precedentemente presente nel consiglio di amministrazione, ossia al suo primo mandato. «E sebbene per quest’anno la Capogruppo abbia indicato come flessibili e derogabili questi cinque specifici requisiti di idoneità collettiva -ha sottolineato Scazzosi- la lista di candidati presentata dal consiglio di amministrazione uscente già rispetta per i quattro quinti
tali requisiti».
Un altro punto centrale dell’assemblea riguardava l’adozione del nuovo regolamento elettorale e assembleare, dal momento che lo scorso 28 gennaio 2021, Iccrea Banca ha diffuso una “Direttiva di indirizzo e coordinamento della capogruppo” con cui ha richiesto alle banche affiliate, ai sensi del contratto di coesione, di sottoporre alle proprie assemblee ordinarie l’adozione integrale di un nuovo Regolamento tipo assembleare ed elettorale delle banche affiliate. E questo perché nel corso del 2020 il Gruppo bancario cooperativo Iccrea ha avviato un percorso di revisione del regolamento per rispondere ad alcune esigenze emerse nell’applicazione dello stesso. «Infatti, sia in base all’esperienza maturata dall’adozione del Regolamento (dicembre 2018), sia in base alle questioni interpretative e applicative sottoposte da parte delle banche affiliate, si è reso opportuno un intervento sul testo del regolamento, al fine di meglio adattarlo alle esigenze delle banche stesse nonché di chiarirne la portata di alcune previsioni, nella prospettiva di una maggiore accuratezza e comprensibilità dell’impianto normativo -ha spiegato Iccrea Banca-. In secondo luogo, considerato che il regolamento è stato diffuso alle banche in prossimità della nascita del Gruppo, si è reso necessario garantire la sua piena coerenza con la normativa emanata successivamente sia di fonte esterna (decreto ministeriale n° 169 del 2020 in tema di requisiti di idoneità degli esponenti) sia interna, come la politica sull’idoneità degli esponenti delle società vigilate, e anche in corso di emanazione (come la politica in materia di formazione degli esponenti)». «Detto che il Consiglio di amministrazione della nostra banca ha interamente recepito il nuovo “Regolamento tipo assembleare ed elettorale delle banche affiliate”, numerose sono le modifiche apportate agli articoli del regolamento elettorale attualmente in vigore -ha spiegato all’assemblea il presidente Scazzosi-. Senza voler qui essere esaustivi, si sappia che, con particolare riferimento al procedimento elettorale, le principali modifiche riguardano l’articolo 15 (“Ambito di applicazione”); l’articolo 17 (“Requisiti per candidarsi come amministratore e sindaco”), con la specifica dell’importanza di tenere conto, in occasione della presentazione delle candidature, anche della composizione quali-quantitativa ottimale definita dagli organi sociali; l’articolo 19 (“Presentazione degli elenchi di candidati o di singole candidature”); l’articolo 20 (“Valutazione preventiva dei candidati”), tra l’altro con riguardo ai crediti formativi necessari per le candidature». Con riferimento alla composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale per il CdA, va detto che per quanto riguarda le categorie economiche rappresentate in consiglio di amministrazione, in coerenza con la composizione della base sociale e con le principali linee di sviluppo della banca è opportuno e necessario che siano rappresentate almeno quattro principali categorie economiche, ricomprendendo in esse anche le famiglie consumatrici: commercio, piccola/media impresa, libere professioni e lavoratore dipendente/pensionato. Per quanto invece riguarda le disponibilità delle persone, ciascun candidato alla carica di amministratore deve possedere tempo e risorse da dedicare allo svolgimento dell’incarico, anche in relazione alle attività derivanti dalla partecipazione ai lavori degli eventuali comitati, con un impegno minimo richiesto per la funzione di presidente del consiglio di amministrazione di 40 giorni l’anno, per la funzione di amministratore esecutivo di 35 giorni l’anno e per la funzione di amministratore non esecutivo di 30 giorni l’anno. L’assemblea ha quindi approvato il nuovo regolamento elettorale che, come precisato da Iccrea Banca nella sua direttiva del 28 gennaio 2021, disciplinerà le future adunanze assembleari e i
relativi procedimenti.
E se in chiusura d’assemblea Gianfranco Sommaruga, a nome del collegio sindacale, ha espresso un ringraziamento all’intero consiglio di amministrazione «per la qualità e la quantità del lavoro fatto in un triennio non certo facile e che ha visto grandi cambiamenti» e a Vittorio Pinciroli «per la dedizione sempre dimostrata negli anni», richiamando tutti all’importanza del lavoro futuro «in un triennio che sarà sicuramente impegnativo, con potenziali trasformazioni e sviluppi a sostegno di un territorio sempre più vasto»; nel corso dell’assise sono stati approvati anche tutti gli altri punti all’ordine del giorno, tra cui la determinazione, ai sensi dell’articolo 30 dello statuto sociale, dell’ammontare massimo delle posizioni di rischio che possono essere assunte nei confronti dei soci, dei clienti e degli esponenti aziendali, fissati nel 15% del patrimonio di vigilanza per i soci e i clienti e nel 5% per gli esponenti, ancorché non soci, e le politiche in materia di remunerazione e incentivazione, comprensive dei criteri per la determinazione dei compensi in caso di conclusione anticipata del rapporto di lavoro o cessazione anticipata della carica. Riguardo alle politiche di remunerazione, il presidente Scazzosi ha informato l’assemblea del fatto che «la funzione compliance di capogruppo ha espresso un giudizio di sintesi qualificato come “soddisfacente” sulle politiche di remunerazione ed incentivazione e che la funzione risk Management di capogruppo ha espresso un giudizio di condivisione del perimetro identificato per il personale più rilevante della banca, avallando la documentazione sinora esaminata in materia e propedeutica alla approvazione delle Politiche di remunerazione e incentivazione 2021».
L’assemblea del 30 aprile ha quindi fotografato una situazione decisamente positiva per la nostra banca, che ha tutte le carte in regola per affrontare il futuro e proseguire nella sua opera di sostegno alle comunità dell’Altomilanese e della provincia di Varese, anche dal punto di vista della struttura organizzativa e dell’operatività quotidiana. «Nel corso del 2020, non solamente ci siamo riorganizzati con smartworking e servizi a distanza per rispettare le prescrizioni di sicurezza, ma abbiamo anche rivisitato il nostro modo di fare banca, introducendo novità che diverranno operative nel 2021: è previsto un nuovo modello distributivo che renderà più efficiente la nostra rete -ha annunciato all’assemblea il direttore generale, Carlo Crugnola-. Le preoccupazioni per come il mondo economico uscirà dall’attuale crisi non mancano. Certo è che più tardi supereremo la situazione emergenziale e più pensanti saranno i riflessi sulle imprese e sulle famiglie. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate è però pronta a fare la sua parte: siamo solidi e pronti ad affrontare la situazione che ci si presenterà per rafforzare il nostro essere banca del territorio».

Hanno detto

Mauro Colombo
Vice Presidente vicario
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Viviamo momenti difficili, con la precarietà e la preoccupazione che hanno invaso le vite di molte persone e inaridito le speranze di troppe famiglie e aziende. Dobbiamo tutti lavorare per rasserenare il futuro e non far sentire nessuno solo: con questa convinzione ho assunto nuovamente l’incarico di vice presidente vicario della nostra Bcc, con l’obiettivo di dare il mio contributo a rendere la nostra banca sempre più solida e in grado di aiutare al meglio il nostro territorio. Una comunità, quella che dall’Altomilanese sale fino a Varese, di cui condividiamo successi e preoccupazioni, della quale abbiamo una conoscenza approfondita e in cui instauriamo relazioni basate sulla reciprocità, stando al fianco delle sue componenti sane, quelle in grado di creare ricchezza e valore, e dei nostri soci, grazie ai quali possiamo offrire supporto alle imprese e alle famiglie, perché tutti i risparmi che raccogliamo diventano credito per l’economia reale delle nostre comunità.

 

Diego Trogher
Vice Presidente
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Affronto questo nuovo mandato come amministratore e vice presidente della banca in continuità con tutto il lavoro che è stato fatto in questi anni, che significa operare primariamente per essere vicini al territorio, sostenendo le famiglie, le comunità e il nostro tessuto economico e produttivo. Un altro punto focale per me e per tutto il gruppo degli amministratori con cui da sempre collaboriamo benissimo e con grande sintonia, è quello di preservare il patrimonio costruito in oltre 120 anni con l’impegno e il lavoro di tutti i soci della nostra Bcc. Per farlo, è necessario avere sempre la massima attenzione tanto alla redditività quanto al contenimento dei cosiddetti “non performing loans”, ovvero i crediti deteriorati, che stiamo riuscendo a tenere sotto controllo senza far mancare il credito al territorio. Per il futuro: continuare a lavorare uniti, guardando a eventuali aggregazioni con le realtà vicine, per sostenere sempre al meglio il territorio.

 

Giuseppe Barni
Presidente Comitato esecutivo
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Ho accettato la riconferma a presidente del comitato esecutivo perché, ancora più che negli ultimi anni, questo è il momento di mettersi a disposizione della nostra bella realtà della cooperazione del credito per dare un forte segnale di vicinanza e di sostegno a tutto il tessuto economico e sociale. Siamo nella fase forse più critica da quando è scoppiata la pandemia: tutti vediamo la luce in fondo al tunnel, ma questo tunnel sembra non finire mai. E dopo i mesi durissimi a causa delle misure dell’emergenza sanitaria e gli anni precedenti che sono stati difficili e complicati dal punto di vista economico, è fin troppo serpeggiante la tentazione di darsi per vinti. Ma così non deve e non può essere. È necessario reagire, credendo nella ripartenza e nella capacità di fare sistema, attorno ai valori di solidarietà, mutuo soccorso e cooperazione che caratterizzano, ora come in tutti i passaggi critici dei secoli scorsi, l’operato della nostra banca.