La sostenibilità entra nel quotidiano

Lo stile di vita è cambiato: i comportamenti green stanno diventando un valore condiviso Le scelte sostenibili sono l’unica via che porta alla crescita economica e occupazionale

Se dovessimo individuare il momento in cui il campanello d’allarme è suonato per la grande maggioranza degli italiani, potremmo indicare l’inizio di novembre 2018. In quei giorni i boschi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono stati investiti da venti di una forza mai registrata prima in quelle zone, che hanno lasciato sul terreno milioni di alberi. Mentre cominciavano a circolare le immagini del disastro, una cosa diventava evidente: quella tempesta, dalle caratteristiche quasi tropicali, non aveva nulla di usuale. Era la prova definitiva che il clima è cambiato, anche nel nostro Paese. Una percezione confermata dai numeri: secondo uno studio di Legambiente, nel 2018 sono state 32 le vittime in 148 eventi estremi che si sono succeduti lungo tutta la penisola. Mentre l’ISPRA, nel suo annuario dei dati ambientali in Italia, certifica un’anomalia della temperatura media di +1,3°C nel 2017 e un preoccupante aumento della siccità, on il -22% di precipitazioni. Dunque la minaccia del cambiamento climatico, di cui si parla ormai da tanti anni ma che perlopiù era sempre stata percepita dalla maggioranza delle persone come lontana nel tempo (“tanto, quando si innalzerà il livello dei mari, io non ci sarò più”), oggi si sta manifestando con modalità e velocità inaspettate, e a farci i conti non saranno i nostri pronipoti, ma soprattutto i giovani che si stanno affacciando alla vita. Che ora, rispecchiandosi nel volto della sedicenne Greta Thunberg, chiedono a gran voce di agire.
Gli italiani ne sono sempre più consapevoli e i sondaggi fotografano questa realtà. Secondo lo speciale sul tema curato da SWG e diffuso a marzo 2019 da PoliticApp, il 78% dei nostri connazionali dichiara di essere preoccupato per la situazione ambientale del luogo in cui vive. Questo non sorprende; la cosa interessante da notare è invece che, di pari passo con il crescere della paura, si è fatta strada anche un’idea importante: che la tutela dell’ambiente sia una questione inscindibile dal nostro futuro economico e occupazionale. È ciò che fa la differenza tra gli ambientalisti “freddi”, che si fermano alla generica preoccupazione per il nostro ecosistema, e gli ambientalisti “caldi”, che fanno dell’ambiente una questione inscindibile dalla qualità della vita, e appoggiano una svolta a livello economico e politico. Ebbene, sempre secondo PoliticApp, dal 2007 al 2018 la quota di italiani “ambientalisti caldi” è passata dal 57% all’80%. Un enorme cambiamento. «È diventato chiaro che dobbiamo ripensare il modo in cui produciamo, lavoriamo, consumiamo, insomma l’intero nostro stile di vita, orientandolo in una direzione sostenbile – commenta il presidente della nostra Bcc Roberto Scazzosi –. E ognuno deve fare la sua parte. La politica ha il compito di indirizzare, creando un contesto in cui le persone siano spinte a fare scelte green e le aziende che investono nella transizione verde siano favorite. I soggetti del mondo economico, nei loro processi decisionali, devono mettere la considerazione per l’impatto ambientale fra le priorità. I cittadini, infine, devono premiare chi opera nel rispetto dell’ambiente e delle persone e devono, loro stessi, mettere in atto comportamenti virtuosi nella vita quotidiana. Se si vogliono raggiungere dei risultati nessuno può chiamarsi fuori, la logica dev’essere, per così dire, cooperativa. E proprio i “piccoli”, come Greta Thunberg, se sono determinati a far sentire la propria voce possono innescare una trasformazione globale».

NOTA INFORMATIVA: valori espressi in %. Dati archivio SWG. Metodo di rilevazione: sondaggio CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 1.500 soggetti maggiorenni. Date di rilevazione: dicembre 2018

Già, i gesti concreti per la sostenibilità: gli italiani che si dichiarano così attenti all’ambiente, sono poi disposti a mettersi in gioco? Sempre secondo il sondaggio di PoliticApp-SWG, sembra di sì. I nostri connazionali dichiarano infatti di impegnarsi per non sprecare cibo (92%), nel fare la raccolta differenziata in modo meticoloso (88%) e nel ridurre le ore di accensione del riscaldamento o del condizionatore (83%). Molti dicono anche di rinunciare almeno tre volte alla settimana all’automobile per gli spostamenti (62%), di comprare prodotti solo da aziende attente all’ambiente (60%), e di acquistare prodotti senza packaging (54%) e bio (52%). Molti meno sottoscrivono contratti per l’energia con fornitori che utilizzano fonti rinnovabili (37%). Tutte scelte che possono essere frenate da diversi fattori: su tutti il costo che adottare certe misure comporta, e che rappresenta un problema per il 34% degli italiani. Pesano anche i dubbi che possono sorgere sull’utilità dell’impegno quotidiano delle singole persone (29% delle risposte), mentre la mancanza di tempo non sembra essere un freno all’adozione di comportamenti green (17% delle risposte). Solo il 4% degli intervistati ha invece dichiarato, fra le motivazioni per i comportamenti poco sostenibili, lo scarso interesse per l’argomento. Infine, una domanda di PoliticApp riguardava le fonti di energia rinnovabile su cui, a parere degli intervistati, l’Italia dovrebbe investire per assicurarsi l’indipendenza dal punto di vista energetico (più risposte possibili). Emerge che gli italiani guardano con grandissimo interesse all’energia solare (l’87% ritiene che si debba investire in questo ambito), all’energia ottenuta dai rifiuti (82%), all’energia eolica (81%) e all’energia idroelettrica (79%). Leggermente minore l’interesse per l’energia generata dalle biomasse (64%) e fanalino di coda l’energia nucleare, comunque considerata una possibilità interessante dal 27% degli intervistati.

La fotografia di un’Italia sempre più virtuosa emerge anche dal quinto Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, l’indagine effettuata da LifeGate con Eumetra MR e patrocinata da Commissione Europea, Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia, Comune di Milano, Assolombarda e Confcommercio. I risultati sono stati presentati il 27 marzo a Milano. In questo caso si indaga più approfonditamente l’ambientalismo “caldo”, attraverso il concetto di sostenibilità. Un termine che chiama in causa il nostro modo di produrre e consumare, e che ha cominciato a entrare nel discorso pubblico solo dal 1992, anno della Conferenza di Rio. Allora si identificava con uno stile di vita “alternativo”; oggi, secondo l’Osservatorio, appassiona 34 milioni di italiani. Alcune delle domande della ricerca si concentrano su temi e comportamenti specifici. Per esempio, il nemico numero uno per i cittadini italiani risulta la plastica: il 97% degli intervistati ritiene fondamentale ridurne l’utilizzo e per questo auspica campagne di sensibilizzazione e leggi mirate. E qui si può trovare un motivo per rallegrarsi: il Parlamento Europeo, infatti, ha recentemente approvato il divieto di consumo di prodotti usa e getta nell’UE a partire dal 2021, con 571 voti favorevoli e solo 53 contrari e 34 astensioni. Segno che, sul tema della riduzione della plastica e dello spreco, istituzioni e cittadini sono sulla stessa lunghezza d’onda.

NOTA INFORMATIVA: valori espressi in %. Somma delle risposte consentite. Dati archivio SWG. Metodo di
rilevazione: sondaggio CATI-CAMI-CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 1.000 soggetti maggiorenni.
Date di rilevazione: febbraio 2019

Sempre l’Osservatorio sugli stili di vita sostenibili rileva che nel 2019 il 77% degli italiani utilizza elettrodomestici a basso consumo energetico (+7 punti percentuali rispetto all’anno scorso), il 24% consuma prodotti bio a casa propria (l’anno scorso era il 19%) e 3,5 milioni di italiani organizzeranno quest’anno vacanze sostenibili: un milione in più rispetto a un anno fa. Da sottolineare che, oltre ad adottare comportamenti individuali volti ad alleviare l’impatto ambientale, gli italiani sono diventati molto attenti anche a come si comportano le aziende e i brand. Da questi i cittadini si aspettano responsabilità nell’uso delle risorse (valore importante per il 91% degli italiani) e addirittura il 75% dichiara che l’attenzione di un’azienda alla sostenibilità sia un elemento importante nella scelta di un’occupazione. Per ispirare fiducia nei cittadini, dunque, le imprese devono dare prova di adottare comportamenti attenti all’ambiente e alle persone. E questo a prescindere dalla congiuntura economica: per il 49% degli italiani (contro il 42% dello scorso anno) è importante occuparsi di sostenibilità anche nei momenti di crisi. La buona notizia è che c’è un’Italia che sa fare proprio questo, venendo poi premiata dai risultati.
È l’Italia raccontata da nove anni a questa parte dal rapporto GreenItaly, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere.
I dati 2018 rilevano che sono oltre 345mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi (più di 61.600 solo in Lombardia) che negli ultimi cinque anni hanno investito in prodotti e tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. Si tratta di un’azienda italiana su quattro, il 24,9% dell’intera imprenditoria extraagricola. Percentuale che sale al 30,7% per il manifatturiero. Solo nel 2018 circa 207 mila aziende hanno investito sulla sostenibilità e sull’efficienza. E i risultati sono tangibili. Queste aziende hanno un dinamismo sui mercati esteri nettamente superiore alla media italiana: fra le imprese manifatturiere (5-499 addetti), quelle che hanno visto un aumento dell’export nel 2017 sono il 34% fra chi ha investito nel green contro il 27% tra chi non ha investito. Inoltre le imprese

NOTA INFORMATIVA: valori espressi in %. Somma delle risposte consentite. Dati archivio SWG. Metodo
di rilevazione: sondaggio CATI-CAMI-CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 1.000 soggetti
maggiorenni. Date di rilevazione: febbraio 2019

“green” innovano più delle altre, quasi il doppio: il 79% ha sviluppato attività di innovazione, contro il 43% delle non investitrici. Innovazione che guarda anche a Impresa 4.0: mentre tra le imprese investitrici nel green il 26% adotta tecnologie 4.0, tra quelle non investitrici tale quota si ferma all’11%. Sospinto da export e innovazione, anche il fatturato cresce: un aumento del fatturato nel 2017 ha coinvolto il 32% delle imprese che investono green (sempre con riferimento al manifatturiero tra 5 e 499 addetti) contro il 24% nel caso di quelle non investitrici. Questo, inoltre, si traduce in una ricaduta occupazionale più che positiva: sempre secondo il rapporto GreenItaly, abbiamo già 2 milioni 998 mila “green jobs”, il 13% dell’occupazione complessiva nazionale. Un valore destinato a salire ancora, con la Lombardia e Milano a fare da capofila nella richiesta di nuove professionalità “green” (rispettivamente oltre 123 mila e oltre 62mila nuove posizioni stimate per il 2018).

«È una rivoluzione verde che stiamo osservando anche sul nostro territorio, e che la nostra Banca si impegna a sostenere – chiosa il direttore generale della nostra Bcc Carlo Crugnola –. Da tempo abbiamo messo in campo iniziative concrete [approfondite nei box di queste pagine, N.d.R:] per dare una mano a chi investe in misure che hanno effetti positivi sull’impatto ambientale. Abbiamo innanzitutto un prodotto, il pacchetto Mutuo Verde & Energy, destinato alle aziende e ai privati che realizzano una riqualificazione energetica degli immobili. Siamo partner di una realtà di Brunello (VA), la Elmec Solar, nel progetto “400mila Tetti” che promuove un gruppo d’acquisto privato per gli impianti fotovoltaici, e che in quattro anni ha già portato a oltre 150 installazioni nell’Altomilanese e nel Varesotto. E diffondiamo la cultura del rispetto dell’ambiente attraverso uno strumento come la Voce della Buona Notizia, che raccoglie le esperienze positive che arrivano dal territorio per farle conoscere e creare sempre più consapevolezza». Non solo, la nostra Banca si impegna in prima persona e dà il buon esempio: per una gestione virtuosa dei propri consumi energetici, il Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate aderisce infatti al Consorzio Bcc Energia, che promuove l’acquisto di energia proveniente da fonti rinnovabili. “Aiutiamoci a crescere”, in modo sempre più sostenibile.


Insieme con BCC Energia

La mutualità ha anche un risvolto green: la rete del Credito Cooperativo ha ottenuto più di 21 milioni di euro a beneficio della sostenibilità ambientale. Questo il bilancio di Bcc Energia, il consorzio di cui la nostra Bcc fa parte e che, nato nel 2009 su iniziativa di Federcasse, si pone l’obiettivo di applicare la logica mutualistica anche nel campo dell’energia. Grazie a Bcc Energia, insieme con altre 122 Banche di Credito Cooperativo, la nostra Bcc ha ottenuto anche per il 2019 il certificato “green” per l’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili. Il consorzio ha gestito l’anno scorso oltre 115 GWh elettrici interamente green con garanzia di origine e più di 3,5 milioni di metri cubi di gas. Un’azione che, dall’inizio delle attività, ha permesso un risparmio – a favore dei consorziati – di oltre 21 milioni di euro. In particolare, nel solo 2018 le Bcc e le società del Credito Cooperativo hanno consumato 103,1 GWh di energia verde, evitando l’immissione in atmosfera di 32.800 tonnellate di CO2. A queste si aggiungono le 3.950 tonnellate di CO2 risparmiate con le forniture di energia elettrica che il Consorzio ha erogato a 68 aziende clienti Bcc. Il principio mutualistico di Bcc Energia è quello dei gruppi di acquisto: riunire le Bcc e le Società del Gruppo in un’unica grande forza di acquisto sul libero mercato per ottenere una leva negoziale importante. Accanto a questo, il Consorzio dà un apporto sul fronte dell’efficienza energetica alle aziende consorziate. Il progetto per il monitoraggio dei consumi permette infatti arrivare ad una gestione intelligente della filiale bancaria, in modo da ottimizzare i consumi energetici, garantendo il comfort per clienti e dipendenti. I primi riscontri sono assolutamente positivi, con un risparmio medio tra il 12 ed il 14%.

Il progetto: 400mila tetti

Più 150 impianti fotovoltaici installati in quattro edizioni. E il 15 aprile parte la quinta. Il progetto “400mila Tetti” lanciato da Elmec Solar ha trovato nella nostra Bcc un valido partner. Con l’obiettivo di diffondere una cultura sempre più green in ambito energetico, la nostra banca si è posta al fianco dell’azienda di Brunello (VA) per creare una “rete fotovoltaica” sul territorio partendo da due elementi: la creazione di un GAP, ovvero di un gruppo di acquisto privato in modo tale da assicurare il miglior prezzo finale; mettere a disposizione la tecnologia più avanzata disponibile sul mercato. All’interno di questa formula, la nostra Bcc ha proposto degli appositi finanziamenti per aiutare le famiglie nell’investimento, nella consapevolezza che il risparmio ottenuto in bolletta già rappresenta un importante sostegno economico. Nella sola edizione 2018, il GAP “400mila Tetti” ha portato all’installazione di 42 nuovi impianti, corrispondenti a circa 180 kWp di potenza, confermando la presenza sul territorio di un interesse per l’acquisto in gruppo di impianti fotovoltaici. Con il risultato ottenuto nel 2018, considerando la diversa proposta rispetto agli anni passati, le quattro edizioni hanno visto complessivamente: 400 richieste di preventivo ricevute, 344 sopralluoghi effettuati, 154 impianti installati, 593 kWp di potenza installata cumulata, con un risparmio complessivo di 51mila euro. È possibile partecipare alla nuova edizione del GAP fino al 31 maggio. L’8 maggio alle 18.30 è previsto il consueto Open-Day conoscitivo presso la sede Elmec Solar di via Pret a Brunello.

Sosteniamo gli investimenti green

Sostenere imprese e famiglie nella riqualificazione energetica. Questo lo scopo del pacchetto Mutuo Verde & Energy che la nostra Bcc mette a disposizione di aziende e privati. Una serie di soluzioni che non solamente permettono di intercettare le agevolazioni fiscali previste dalla normativa di Bilancio 2019 (con detrazioni che possono arrivare fino al 65% e salire al 75% per le coibentazioni nei condomini), ma anche di affrontare con serenità un impegno economico che fa bene all’ambiente. Tra gli interventi di riqualificazione energetica ci sono oltre all’installazione di pannelli solari, anche il rinnovo dei sistemi di riscaldamento, l’adozione di infissi isolanti e persino la sistemazione delle aree verdi. Nella famiglia dei mutui Verde & Energy, alle imprese viene riservato un mutuo ipotecario o chirografario a tassi agevolati per rendere l’azienda più sostenibile sotto il profilo energetico. I privati possono invece approfittare dell’agevolazione data dal Mutuo My home che prevede per i primi tre anni un tasso fisso al 2%. Per informazioni le filiali della nostra Bcc sono a disposizione.

La buona notizia è l’ambiente

Che si parli di biologico, stili di vita sostenibili, filiere a km zero, incentivi per la piantumazione di alberi, risparmio energetico, iniziative per la balneazione del lago di Varese, cammini, creazione di orti urbani e nuovi parchi, fondi per imprese sostenibili, tutela della biodiversità del territorio, nuove piste ciclabili e impianti di illuminazione più efficienti, il filo conduttore è sempre uno solo: l’ambiente. Sono molte e molto differenti tra loro le notizie “green” che, solamente nei primi tre mesi di quest’anno, hanno trovato spazio su La Voce della buona notizia. È così che la nostra Bcc dà voce alle esperienze positive che arrivano dal nostro territorio ponendo un accento particolare su quelle che fanno bene all’ambiente. Del resto, per quanto fortemente urbanizzati, in particolare nella provincia di Milano e nel sud di quella di Varese, l’Altomilanese e il Varesotto dimostrano una straordinaria sensibilità ai temi ecologici. Da una parte ci sono le istituzioni: Comuni e Regione Lombardia dedicano grande spazio alle iniziative verdi nel tentativo non solamente di migliorare la qualità della vita, ma anche di stimolare l’attenzione dei cittadini ad adottare comportamenti sempre più rispettosi dell’ambiente; dall’altra sono gli stessi cittadini, attraverso le associazioni, a dare testimonianza di una vitalità e un’attenzione del tutto particolari. Sono tutte notizie che, se prese singolarmente, probabilmente non desterebbero molto interesse, ma se guardate nell’insieme testimoniano una grande e trasversale voglia di prendersi concretamente cura dell’ambiente. E per La Voce della nostra Bcc è già questa una buona notizia.

 

Hanno detto

Mauro Colombo Vice Preseidente vicario Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Un dato mi ha particolarmente colpito della ricerca SWG citata nelle pagine precedenti: quasi otto italiani su dieci si dicono preoccupati per la situazione ambientale del posto in cui vivono. Il tema ecologico ha quindi raggiunto una consapevolezza elevata e richiede di passare alla cosiddetta “fase due”, ovvero all’operatività. Al di là delle scelte personali che ciascuno di noi è chiamato a fare – perché ci crede o perché è obbligato -, ritengo che il nodo stia nel creare le condizioni affinché questa nuova sensibilità “green” possa trovare concretizzazione. In altri termini, si tratta di sostenere lo sviluppo sostenibile. Non è un gioco di parole, ma è oggi una necessità. Una crescita finalizzata a se stessa non ha senso; deve essere inserita in un contesto di sviluppo armonico e rispettoso dell’ambiente. Quindi, proiettato verso il futuro. Chi, come la nostra Bcc, fa della vicinanza al territorio uno dei valori fondanti, deve tenere conto di questo aspetto. Del resto, il voler bene ai propri luoghi è rispettarli e fare in modo che possano crescere in modo sostenibile.

 

 

Diego Trogher Vice Presidente Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

È una questione di visione. Non rimanere con gli occhi bassi sul proprio orticello, ma guardare in prospettiva nella consapevolezza che, quando si parla di ambiente, l’impegno di tutti non è una mera sommatoria, ma ha un valore aggiunto. Si parla tanto di sviluppo sostenibile e di economia circolare, ma quello che è necessario oggi è iniziare ad agire; a fare delle scelte di campo che siano nella direzione della sostenibilità; a dare testimonianza che nel migliorare la nostra qualità della vita possiamo migliorare anche la qualità dell’ambiente che ci circonda e preservarlo per i nostri figli. L’impegno parte da ciascuno di noi: da imprenditore ho adottato soluzioni green, dotando l’azienda di due auto elettriche, predisponendo due colonnine di ricarica e avviando un impianto di lavaggio auto che recupera e riutilizza il 90% dell’acqua. Un impegno che condivido con la nostra Bcc in prima linea nello scegliere energia rinnovabile e nel sostenere progetti ecologici. Dal piccolo al grande, tutti dobbiamo essere coinvolti.

 

 

Giuseppe Barni Presidente Comitato esecutivo Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Quando si parla di ambiente, va molto di moda parlare di economia circolare; un sistema che non solamente ha un richiamo immediato al recupero e riciclo per ridurre il consumo delle risorse, ma introduce anche il concetto di rete. Un percorso circolare implica infatti il coinvolgimento di più soggetti dove, ciascuno per la propria parte, tutti sono impegnati nel raggiungimento di uno scopo condiviso. Tornano quindi i valori che sono propri del Credito Cooperativo: la cooperazione, ovvero il lavorare insieme; la mutualità cioè la capacità di mettersi assieme per attivare delle formule di aiuto-aiuto e il territorio perché è il luogo fisico da tutelare, lo spazio cui dedicare attenzione. A questi, aggiungo un quarto elemento: il gruppo. In questo 2019 ci troviamo più forti e più consapevoli, anche nella battaglia ambientale. Da soli possiamo fare tanto, ma insieme è possibile fare ancora di più. Perché è facendo rete che l’impegno di ciascuno acquisisce più forza.