Dal dire al fare il passo può essere breve. Così le nostre scelte fanno la differenza

Di buoni propositi è lastricato l’inferno. Parafrasando un vecchio adagio, è fin troppo facile parlare di ambiente senza però fare nulla in concreto. Denunciare un eccessivo inquinamento senza differenziare la nostra spazzatura o addirittura prepararsi a protestare per il clima senza essere disposti a rinunciare all’auto anche per fare un piccolo tragitto, non serve a molto. Non basta l’intenzione per ottenere un buon risultato: occorre superare quel famoso “mare” che separa il dire dal fare. Le occasioni non mancano nella vita quotidiana: piccoli gesti che possono dare un grande contributo alla causa ambientale. Una recente indagine SWG ha evidenziato che nove intervistati su dieci sarebbe propensi a non sprecare il cibo, otto invece si dicono disposti a fare un’attenta raccolta differenziata e a ridurre il ricorso a riscaldamento e condizionatore. Sono propositi che è necessario trasformare in azioni concrete. Vivere un po’ più in armonia con l’ambiente e, perché no, dare anche testimonianza di uno stile di vita più “green” è possibile. Dipende solo dalle nostre scelte.

Non sprecare cibo

Un’applicazione per non sprecare cibo? L’ultima si chiama Too Good To Go. Nata nel 2015 in Danimarca, in poco tempo si è diffusa in 9 Paesi europei con oltre 8 milioni di utenti per approdare recentemente anche in Italia. L’applicazione permette a ristoranti, negozi, supermercati di vendere online – a prezzi ribassati – il cibo invenduto “troppo buono per essere buttato” come recita il nome dell’app. Il mondo delle applicazioni attive per ridurre lo spreco alimentare è molto ampio: in Italia, dove ogni anno finisce nella spazzatura cibo per un valore di 8 milioni di euro, sono attive anche My Foody, Recup, Last Minute Sotto casa, Ratatouille e Food for Good. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Addio plastica usa e getta

In vista dell’estate pensiamo alla plastica. Ridurre il suo consumo è un piccolo accorgimento possibile, anche senza aspettare che siano gli altri a dircelo. Perché tra meno di due anni sarà vietata la plastica monouso e tra dieci quasi tutte le bottiglie in plastica dovranno essere riciclate. È stata approvata dal Parlamento Europeo in via definitiva alla fine del marzo scorso la nuova legge che vieta dal 2021 l’uso di articoli in plastica monouso quali ad esempio piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati. Entro il 2029, il 90% delle bottiglie di plastica dovrà essere riciclato, inoltre le stesse bottiglie dovranno avere almeno il 25% di contenuto riciclato entro il 2025. Del resto il problema plastica è noto: secondo la Commissione europea, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica e, venendo ingerito dalle specie marine, arriva fino alla catena alimentare umana.

 

I rifiuti elettronici, dove metterli?

Lo stringiamo tra le mani ogni giorno, più volte al giorno. Viene consultato spesso come un oracolo o visto come una fastidio, ma ormai è diventato parte della nostra quotidianità. Lo smartphone è un oggetto di uso comune, ma dove buttarlo quando non funziona più? La risposta è semplice: non nella plastica, non nell’indifferenziato. È un rifiuto speciale, nello specifico un RAEE (rifiuto da apparecchiatura elettrica ed elettronica) e deve essere differenziato. Quindi, portato alla piazzola ecologica del proprio Comune oppure lasciato gratuitamente in negozio al momento della sua sostituzione. A Solbiate Arno e Milano è però possibile trovare anche le EcoIsole RAEE: Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, ha sviluppato dei cassonetti automatici dove poter conferire i rifiuti elettronici di piccole dimensioni.