Essere gruppo per poter crescere ancora. La nostra Bcc riparte da soci e territorio

Doppio appuntamento per i dipendenti della nostra banca chiamati ad affrontare le nuove sfide della modernità all'interno del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea

Due momenti, un solo tema: il gruppo. Gruppo non solamente perché è stato costituito a inizio anno il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea di cui la nostra Bcc ormai è parte integrante, ma anche e soprattutto perché la nostra banca vuole essere gruppo. Una squadra, un insieme di professionisti che, mantenendo ben salde le radici di un istituto che ha da poco compiuto i suoi primi 120 anni, è capace di cambiare marcia senza perdere identità. Il gruppo. Questo il tema centrale del doppio appuntamento che i dipendenti della nostra banca hanno vissuto tra marzo e aprile; in poco più di un mese sono passati dalla teoria alla pratica per rafforzare quello spirito di coinvolgimento che è alla base del fare e fare bene.
Punto di partenza: le novità che il 2019 ha portato con sé. Oltre all’ingresso nel gruppo bancario Iccrea, l’anno nuovo ha visto il cambio ai vertici della nostra Bcc: se dell’ormai ex direttore generale Luca Barni era già stata data notizia nel corso dell’ultima assemblea di dicembre, anche per l’ex responsabile dell’Area mercato Massimo Tufano si sono aperte le porte di Iccrea. Quindi, il management ha visto accanto alla nomina del nuovo direttore generale Carlo Crugnola e del suo vice Roberto Solbiati, anche l’entrata nel comitato di direzione di Roberto Gentilomo, chiamato ad assumere la responsabilità dell’Area Mercato. «Le novità possono rivelarsi non una grande sfida», ha esordito il presidente della nostra Bcc, Roberto Scazzosi, nella prima parte della convention che si è tenuta il 4 marzo nell’auditorium Don Besana e che ha visto l’intervento di Germano Lanzoni, meglio conosciuto come il volto del Milanese Imbruttito. «Ribadisco l’importanza della scelta che abbiamo fatto: il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea è davvero la scelta migliore che potevamo fare per avere una banca sempre in grado di vincere le sfide che la contemporaneità ci richiede. In questo cambiamento ci troviamo con una classe dirigente che è cresciuta e che costituisce una squadra pronta ad affrontare ogni situazione. Una squadra che è figlia non solo di scelte che ci sono piovute addosso, ma di una precisa volontà di rinnovamento messa in atto dalla governance, prima decidendo di ridurre il numero dei membri del consiglio di amministrazione e poi procedendo al ringiovanimento dei suoi componenti.
Tutte scelte che, assieme al buon andamento dell’azienda, hanno ben posizionato la nostra banca all’interno del movimento e del gruppo». Un posizionamento più che buono che recentemente è messo nero su bianco. Ai primi di aprile infatti la Capogruppo ha comunicato gli indicatori di rischio delle singole Bcc: con 17 indicatori completamente verdi, la nostra banca è risultata in classe A1. In questo nuovo inizio, i paletti posti sono ben chiari: i soci e il territorio. «Sono questi i primi due obiettivi», ha rimarcato il direttore generale Carlo Crugnola. «I soci perché rappresentano la vera unicità del Credito Cooperativo; un patrimonio che deve essere allargato; il territorio perché tra l’Altomilanese e Varese, siamo la sola e unica Bcc ad operare.
Terzo punto di forza: la nostra squadra. Fare gruppo significa diventare parte di un progetto che va oltre la singola persona, ma assume valore e maggiore forza solo se inserito in un contesto d’insieme ». Del resto la vision è ben chiara: «Svolgere al meglio il nostro ruolo di banca locale, mantenendo un rapporto saldo e florido col territorio e con le sue associazioni, i suoi enti e le sue comunità economiche e sociali», ha proseguito il vicedirettore generale Roberto Solbiati. «Pur essendo un’azienda e quindi avendo l’obbligo di guardare alla sostenibilità dei nostri bilanci, il nostro primo impegno è per il sostegno della crescita delle nostre comunità di riferimento. Come raggiungere tutto questo? Una sola parola: coinvolgimento. Ascoltare e dare risposte». E se squadra deve essere, sul palco del Don Besana sono stati chiamati i responsabili delle varie aree della nostra banca: Andrea Colombo per l’area Crediti, Alberto Pastori, per Organizzazione e sistemi, Roberto Gentilomo per l’area Mercato e Annibale Bernasconi per i Controlli. Non solo.
Anche tutti i direttori delle filiali: Alberto Parotti, Arluno; Alberto Croci, Villa Cortese; Daniela Cazzaniga, Buguggiate; Alessandro Busti, San Giorgio su Legnano; Alberto Cardani, Dairago; Massimiliano Germani, Castellanza; Luca Giardini, Busto Garolfo; Massimo Mustoni, Samarate; Giuseppe Mercandelli, Parabiago; Mauro Follini, Somma Lombardo; Andrea Arnaudo, Legnano; Walter Plebani, Cassano Magnago; Adalberto Tomasello, Busto Arsizio; Enrico Malacarne, Bodio Lomnago; Enzo Petrillo Varese e, ultima solo perché appena arrivata nella nostra Bcc, Paola Ferrazzi, Gallarate. E prima di congedarsi, a Germano Lanzoni il presidente Scazzosi ha voluto consegnare la spilla con la doppia C in oro, simbolo del Credito Cooperativo. Un gesto di gratitudine, ma anche la condivisione di un simbolo che raccoglie tutti i valori di una Bcc.

Dalla teoria alla pratica, si diceva. E così è stato. Alla convention in Don Besana, ha fatto eco l’esperienza di Parma. Una due giorni nella città emiliana dove il concetto di gruppo è diventato esperienza concreta. Non parole, ma la volontà di collaborare, mettersi a disposizione e dare il meglio, non per sé stessi, ma per la vittoria finale della squadra. Focus centrale della convention residenziale è stato il team building proposto nella suggestiva cornice del castello di Varano: una caccia al tesoro un po’ particolare dove accanto agli enigmi, i partecipanti sono stati chiamati ad affrontare prove di abilità e combattimenti, condividere informazioni fino a mettersi in gioco in situazioni fino a pochi minuti prima impensabili. L’obiettivo per la nostra Bcc è quello di continuare a crescere, ma in modo diverso. Quella che è stata definita “crescita consapevole” non mette da parte i numeri, ma punta sulla qualità. Secondo uno spirito che il nostro presidente Scazzosi ha ben sintetizzato: «Tutti possono correre a perdifiato, ma pochi sono in grado di correre senza lasciare nessuno per strada e, anzi, mettendo un’intera squadra nelle condizioni di correre assieme, allo stesso ritmo, per lungo tempo».