La ricetta: consulenza e gestione del rischio

La crisi, i rischi, i capitali da investire e un mercato da tenere sempre sotto controllo. Questi i paletti del servizio consulenza titoli messo in opera dalla nostra Bcc. Nato tre anni fa, operativo da due, ha già riscosso l’adesione (e la soddisfazione) di oltre 500 clienti, tanto che, con orgoglio, il vicedirettore e responsabile Area titoli della nostra Banca, Carlo Crugnola, rivendica «un ottimo lavoro da parte di tutta l’equipe». Cinque persone, delle quali tre dedicate esclusivamente alla consulenza, formano la squadra che, prima ancora di consigliare, si prepara professionalmente grazie ai corsi di formazione e specializzazione a cui, mediamente ogni anno, prende parte. Professionalità che, a cascata, ricadono poi sui responsabili titoli delle filiali della banca, per un proficuo servizio che tende, come precisa il vicedirettore, «più a gestire i rischi che a pensare alla redditività». Perché se è vero che bisogna guardare al rendimento dei propri capitali, è altrettanto vero, e forse più importante, che «prima di tutto si salvaguardi il proprio patrimonio». Soprattutto in un periodo non proprio felice per l’economia. Ecco, dunque, che entra in gioco il team dell’Area finanza con le sue specializzazioni: «Ogni mese, assieme al nostro advisor Aureo Gestioni e ai responsabili titoli di altre sei Bcc lombarde, organizziamo un comitato che analizza il mercato e stipula i cosiddetti “portafogli consigliati”, che successivamente proponiamo ai nostri clienti. I portafogli che mettiamo a disposizione dei clienti hanno differenti gradi di rischiosità. Naturalmente, più è alta la rischiosità più elevato è il rendimento che se ne può avere. D’altro canto, minore rischiosità, significa minore redditività, ma maggiore sicurezza. I portafogli consigliati sono realizzati in maniera differenziata, senza puntare troppo su alcuni titoli piuttosto che altri. Questo proprio per evitare che vi siano delle ripercussioni negative in caso di andamento negativo di un titolo troppo presente nei pacchetti piuttosto che di un altro». Per essere efficiente, un investimento deve essere almeno superiore ai 150mila euro. Ma, conclude Crugnola, «i nostri esperti sono in grado di consigliare anche persone con somme da investire più esigue».

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