9 dicembre 2018: l’assemblea dice “sì” al Gruppo bancario cooperativo Iccrea

Per ogni persona, ente o istituzione ci sono date destinate a restare nella storia. Che assumono la stessa importanza dell’anno di nascita o di fondazione, perché segnano una tappa, una svolta, un nuovo inizio. Sul calendario della nostra Bcc questa data è il 9 dicembre 2018, giorno in cui abbiamo celebrato l’assemblea ordinaria e straordinaria, dove oltre 800 soci hanno dato il via libera alle modifiche dello statuto e del regolamento elettorale ed assembleare sancendo il nostro ingresso in quello che diventerà il quarto gruppo bancario a livello nazionale, il primo ad avere un capitale interamente italiano. «Col voto del 9 dicembre siamo stati chiamati a omogeneizzare i nostri vecchi documenti ai nuovi testi che sono stati predisposti da Iccrea Banca con un confronto con Banca d’Italia e che hanno ottenuto la validazione da parte della Banca Centrale Europea. Ma, nel farlo, abbiamo salvaguardato il percorso storico che ha portato alla costituzione della nostra banca così come la conosciamo oggi e abbiamo mantenuto tutti i capisaldi della nostra Bcc: dalla natura cooperativa della banca, al rapporto con i soci, dal mantenimento della sede distaccata di Buguggiate alla rappresentanza dei territori nel consiglio di amministrazione, nell’ottica della valorizzazione delle aree storiche territoriali fondanti», spiega il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. E prima di vedere, seppur sommariamente, le novità introdotte dal nuovo statuto e dal nuovo regolamento elettorale ed assembleare, facciamo un passo indietro, perché l’assemblea di dicembre è stato il culmine di un processo iniziato quasi quattro anni fa, per l’esattezza il 20 gennaio 2015, quando il movimento del credito cooperativo riesce ad evitare che nella stessa riunione del consiglio dei ministri che riforma le banche popolari, il Governo adotti un analogo (e non annunciato) provvedimento sulle Bcc.
«Perché quel decreto, se fosse stato approvato, avrebbe cambiato il volto alla cooperazione mutualistica del credito -ricorda Scazzosi-, relegando le nostre banche in una nicchia, obbligandoci a partecipare ad un gruppo bancario senza poterne detenere il controllo e sottraendoci il potere di eleggere i nostri organi sociali». Cinque mesi più tardi, cioè a giugno 2015, viene presentato il progetto di autoriforma del Credito Cooperativo, che viene discusso a ottobre 2015 dal parlamento. Sono mesi caldi, in cui le Bcc vengono messe sotto attacco da più parti, creando una confusione ad arte con i problemi delle 4 banche fallite. «Così, a fine 2015, il nostro movimento lancia l’hasthtag «io sto con le Bcc» -prosegue Scazzosi-, avviando una campagna di comunicazione a tutti i livelli. E noi, nel nostro piccolo, giochiamo un ruolo da protagonisti». A febbraio 2016 il governo Renzi vara il decreto legge della riforma che, dopo una serie di audizioni che permettono di ottenere alcuni correttivi, diventa legge nell’aprile 2016. «Nei due anni successivi si sono scritte, tutti assieme, le regole della nuova casa comune. Che per noi è stata, sin dall’inizio, Iccrea -sottolinea il presidente Scazzosi-. E se c’è un rimpianto è il fatto che quello che doveva essere un gruppo unico nazionale ha invece vissuto una divisione interna. Così, oggi, ci ritroviamo con due gruppi nazionali e una terza realtà territoriale, quella dell’Alto Adige».
Tornando al percorso seguito dalla nostra Bcc, a maggio 2017 l’assemblea dei soci vota all’unanimità la pre adesione al gruppo bancario cooperativo Iccrea. «Del resto -ricorda Scazzosi- era un obbligo per il nostro istituto entrare in un gruppo nazionale, in quanto l’eventuale scelta di restarne fuori era riservata, per decreto legge, esclusivamente alle Bcc con un patrimonio superiore ai 200 milioni di euro. E il nostro patrimonio è di poco più della metà di tale soglia. Insomma, non avevamo altra scelta che entrare in un gruppo nazionale e la nostra preferenza è ovviamente andata a quello costituito da Iccrea, con cui da sempre abbiamo rapporti che ci legano». Infatti, da anni Iccrea Banca è un partner a supporto di tantissime Bcc presenti su tutto il territorio nazionale, alle quali veicola le migliori opportunità in termini di prodotti, servizi e competenze in vari ambiti -dalla finanza ai crediti, dai sistemi di pagamento alla pianificazione e all’organizzazione- in una logica di sussidiarietà e rispetto dell’autonomia di ogni singola Bcc. «E dopo la scelta di maggio 2017, abbiamo avuto modo di conoscere meglio il costituendo gruppo bancario cooperativo Iccrea, approfondendone tratti, contenuti ed obiettivi nel corso delle celebrazioni dei nostri 120 anni di fondazione -continua Scazzosi-. E proprio in occasione del 120° ribadiamo che per noi il gruppo Iccrea è il naturale punto di approdo del viaggio attraverso tre secoli della nostra Bcc. Convinzione che abbiamo tutt’ora, che abbiamo sempre ribadito con forza e che mi fa dire di essere orgoglioso di aver guidato la nostra Bcc ad entrare a far parte del più grande gruppo bancario a capitale italiano che è, per davvero, vicino al territorio. Perché dal territorio è nato. Inoltre, quello che si sta per formare è un gruppo del tutto peculiare e innovativo, mai sinora costituito nel nostro Paese, e caratterizzato dall’essere la capogruppo Iccrea, per previsione di legge, di proprietà delle Bcc che sono, a loro volta, dalla stessa Iccrea controllate per contratto».
Nel corso del 2018 sono stati messi a punto tutti i piloni portanti del nuovo gruppo, che sono riassunti nel cosiddetto «contratto di coesione », cioè l’accordo che sarà siglato in questi giorni dalle Bcc aderenti e in base al quale sono disciplinati i rapporti tra le singole Bcc e la capogruppo, che avrà poteri di direzione e controllo sulle banche associate. Inoltre, sono stati definiti gli schemi di garanzia incrociata che entreranno in funzione nel caso di difficoltà di liquidità o di patrimonializzazione di una singola Bcc; il sistema dei cosiddetti «early warning», cioè le regole per capire che stanno insorgendo problemi nel gruppo con i collegati meccanismi per intervenire tempestivamente e scongiurare crisi in singole Bcc. «Non meno importante -chiosa Scazzosi- è stata la definizione della struttura di governance del nuovo gruppo bancario, che recentemente è stata modificata per decreto dall’attuale governo, che ha stabilito che la metà più due dei componenti del CdA del gruppo “dovranno essere espressione delle banche di credito cooperativo aderenti al gruppo” e che la quota minima del capitale della capogruppo che deve essere detenuta dalle banche del gruppo bancario cooperativo sale al 60%.
Inoltre, è stato confermato il presidio del carattere mutualistico e localistico del gruppo». E se questa è stata la storia dell’intenso percorso iniziato il 20 gennaio 2015, adesso vediamo velocemente le novità di statuto e regolamento di questa nuova fase della centenaria vita della nostra Bcc. Partendo dallo statuto, l’articolo 1 afferma l’appartenenza della nostra banca al Gruppo bancario cooperativo e sintetizza il ruolo ed i poteri della capogruppo Iccrea Banca, i cui doveri vengono poi descritti nell’articolo 5-bis, dove si rimanda anche al contratto di coesione, che disciplinerà in dettaglio i poteri della capogruppo rispetto alle banche: poteri che saranno più o meno stringenti a seconda del grado di rischiosità della singola banca misurato sulla base di parametri oggettivi. Uno dei mezzi previsti per il sostegno del Gruppo ad una Bcc, ovviamente solo e soltanto se ne abbia la necessità, è l’emissione da parte di quest’ultima, e la sottoscrizione da parte della capogruppo, delle azioni di finanziamento ora previste all’art. 22-bis. «Questa nuova norma statutaria -spiega Scazzosi- dà concreta attuazione alla esigenza stabilita dalle norme della Banca d’Italia di disporre di uno strumento che consenta un tempestivo sostegno finanziario da parte della capogruppo. Sostegno che si esplica, appunto, sotto forma di sottoscrizione delle azioni di finanziamento».
Con riferimento al consiglio di amministrazione, ora l’articolo 32 dello statuto fissa il numero degli amministratori a 9, e l’articolo 35 stabilisce un raccordo ed un coordinamento tra le competenze esclusive e proprie del consiglio di amministrazione della nostra banca con quelle attribuite alla capogruppo: queste ultime ordinariamente riferite a decisioni di rilievo strategico, attraverso la formula dell’approvazione preventiva. «Nel merito degli articoli che riguardano più da vicino la vita ordinaria della nostra banca -chiosa il presidente, Roberto Scazzosi-, all’articolo 24 abbiamo mantenuto la storica e consolidata metodologia in tema di convocazione assemblea (cioè i quotidiani locali) perché più consono ed aderente agli interessi del territorio; all’articolo 25 abbiamo voluto consentire un maggiore coinvolgimento della base sociale, prevedendo la possibilità di attuare nuove metodologie di partecipazione, ovvero sedi decentrate collegate in audio oppure in video; e all’articolo 28 abbiamo confermato la rappresentatività territoriale delle aree storiche all’interno del consiglio di amministrazione». Passando al regolamento elettorale ed assembleare, da segnalare che all’articolo 6 si norma la presenza in assemblea, senza diritto di voto, dei rappresentanti del Gruppo bancario cooperativo Iccrea. L’articolo 12 norma la discussione assembleare con la possibilità per ogni socio di intervenire una volta sola per ogni argomento messo in discussione.
L’articolo 14 norma le votazioni, chiarendo, come peraltro è sempre stato, che il socio astenuto o che abbia espresso un voto risultato contrario alla delibera assunta deve comunicare la propria identità al segretario durante o subito dopo la votazione.
L’articolo 17 elenca i requisiti per candidarsi come amministratore o sindaco e chiarisce anche le procedure per la presentazione delle candidature. In questo stesso articolo, vengono anche confermati i limiti che storicamente caratterizzano la nostra Bcc, ovvero l’impossibilità di candidarsi per i soci che abbiano compiuto il 73° anno di età al 31 dicembre dell’anno precedente lo svolgimento dell’assemblea elettiva e per coloro che ricoprano, o abbiano ricoperto negli ultimi 6 mesi, incarichi di carattere politico in enti pubblici di qualsiasi genere e specie. In generale, le procedure e la necessaria documentazione per i soci che si candidano alle cariche sociali sono contenuti negli articoli 19, 20 e 21, mentre l’articolo 18 chiarisce ruoli e compiti della commissione elettorale e il fatto che i membri della Commissione elettorale non possono candidarsi né sostenere alcuna candidatura. Gli articoli 23 e 24 trattano le modalità di votazione e di scrutinio, che continueranno ad avvenire nei modi usuali per la nostra Bcc.
Con statuto e regolamento approvato dalla nostra Bcc, come del resto da tutte le Bcc aderenti al Gruppo bancario cooperativo Iccrea, in queste ore si sta scrivendo la parola fine al percorso iniziato nel gennaio 2015 e, contestualmente, si sta per accendere il disco verde al nuovo cammino comune. Martedì 8 gennaio si è infatti tenuta l’assemblea di Iccrea che ha provveduto alle necessarie modifiche statutarie per permettere definitivamente la nascita del nuovo Gruppo bancario Cooperativo e entro il prossimo 20 gennaio ci sarà l’ultimo passaggio formale, con l’istanza alla Banca d’Italia di iscrizione del Gruppo bancario cooperativo Iccrea all’Albo dei gruppi bancari. Un atto tanto necessario quanto dall’esito scontato, dal momento che il 24 luglio 2018 la Banca Centrale Europea ha rilasciato a Iccrea Banca il via libera per la costituzione del Gruppo bancario cooperativo Iccrea, accertando l’idoneità del contratto di coesione a garantire la sana e prudente gestione del Gruppo, nonché la conformità delle clausole statutarie alle previsioni delle disposizioni di vigilanza e l’idoneità degli schemi statutari ad assicurare la sana e prudente gestione delle singole Banche e del Gruppo nel suo complesso.

HANNO DETTO

Mauro Colombo – Vice Presidente vicario BCC di Busto Garolfo e Buguggiate

La forza di un gruppo è nel suo saper essere squadra. Non si corre più da soli, ma all’interno di un progetto più grande, del quale si condividono finalità e strategie. Credo che il valore maggiore che ci deriva dall’essere parte del gruppo bancario cooperativo Iccrea stia nel poter fare la nostra partita. Nel far emergere tutte le qualità che ci hanno reso una banca – per quanto piccola – solida e affidabile. È questo l’elemento sul quale la nostra Bcc insiste e al quale non vuole rinunciare: fare la propria parte in quel processo di vicinanza e di sostegno al territorio che ha sempre contraddistinto il nostro istituto in oltre 120 anni di storia. Lo spirito di gruppo diventa più concreto se diventa spirito di squadra. Non si chiede ad un attaccante di fare il difensore, ma di essere il miglior realizzatore possibile. Non si snatura l’identità, ma si opera in un processo più ampio dove la forza data dal gruppo è di stimolo a mantenere ben salde le proprie radici sul nostro territorio.

 

Diego Trogher – Vice Presidente BCC di Busto Garolfo e Buguggiate

La mia azienda si chiama TD Group. E non è un caso. Ci credo, credo profondamente nello spirito di gruppo, in quel “plus” che si crea quando due o più realtà si mettono insieme per operare insieme, ovvero co-operare. È così che si ottiene quel valore aggiunto che va oltre la semplice somma degli elementi in campo. Sono profondamente convinto che “da soli non si va da alcuna parte” e proprio in questa direzione credo che il passo compiuto dalla nostra Bcc nell’ultima assemblea dei soci rappresenti un punto nodale di crescita e di sviluppo. Un momento fondamentale; una grande opportunità. Insieme si possono mettere in campo molti più progetti; insieme si è più forti e capaci di resistere alle “tempeste” del mercato; insieme è meglio. A un patto: che non si tradiscano le proprie radici. Le banche di credito cooperativo rappresentano un elemento fondamentale e indispensabile per la crescita dell’economia reale e il sostegno alle famiglie. È in questa direzione che il CdA della nostra Bcc ha lavorato e sta lavorando: perché non si venga mai meno allo spirito di co-operazione e alla capacità di stare vicini al territorio.

 

Giuseppe Barni – Presidente comitato esecutivo BCC Busto Garolfo e Buguggiate

C’è un elemento che ritengo sia fondamentale nel processo che ci ha portato ad entrare nel nuovo gruppo bancario cooperativo Iccrea. Ed è la spinta ad essere virtuosi. Ovvero, il fare banca per bene. Questo per la nostra Bcc significa non solamente continuare sulla strada fin qui percorsa, dove i risultati positivi sono sotto gli occhi di tutti, ma accelerare dove e quando serve al fine di migliorarsi ulteriormente. Nell’ottica del gruppo bancario cooperativo Iccrea, di cui dopo l’assemblea di dicembre facciamo parte, l’essere virtuosi significa anche assicurarsi margini di autonomia maggiore. Quindi, poter continuare ad essere la banca del territorio, il punto di riferimento per imprese e famiglie; essere quel volano di crescita e di sostegno cui non abbiamo mai rinunciato, nemmeno nei periodi più bui durante la recente crisi economica. Lo saremo ancora, ma con una particolarità in più: l’avere alle spalle una realtà solida e sicura quale è il gruppo cooperativo Iccrea.