Allenatori, maestri di salute in campo per la prevenzione

Parte dall’Italia il primo progetto al mondo per rendere i mister “educatori” non solo nelle tecniche di gioco, ma anche nella lotta al fumo, al consumo di alcol, alla corretta alimentazione

Gli allenatori come alleati di salute a fianco dei pediatri, degli oncologi, del CONI e del Ministero della Salute. Obiettivo: coinvolgerli nel favorire corretti stili di vita fra gli adolescenti. Parte dall’Italia il primo progetto al mondo per rendere i mister “educatori” non solo nelle tecniche di gioco, ma anche nella lotta al fumo, al consumo di alcol, alla corretta alimentazione. E inizia con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che affida il ruolo di ambasciatore di questo progetto a Massimiliano Allegri, allenatore campione d’Italia. “Abbiamo il dovere di coinvolgere tutti gli attori che possono determinare scelte consapevoli dei nostri ragazzi perché possano crescere sani – ha spiegato la Lorenzin nel corso di un convegno all’Auditorium del Ministero -. Purtroppo oggi le cifre ci dicono il contrario: il 13% dei teenager fuma regolarmente, più del 10% beve troppi alcolici e il 20% dei 15enni è in sovrappeso, con il 3,7% addirittura obesi. Dobbiamo fare di più: spero che molti coach seguano l’esempio di Max Allegri”.

La campagna “Allenatore, Alleato di Salute” è promossa dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) e dalla Fondazione “Insieme contro il cancro”. “Evidenze scientifiche documentano che la prevenzione deve cominciare nell’età evolutiva, nei primi anni di vita e poi proseguire durante l’adolescenza – sottolinea ilprof. Giovanni Corsello, presidente SIP -. Come pediatri siamo impegnati su più fronti, nell’interazione con le famiglie, la scuola e le istituzioni. Dobbiamo promuovere tutti insieme stili di vita che siano indirizzati verso la salute. In questo senso è necessario che bambini e ragazzi abbiano dei punti di riferimento autorevoli: gli allenatori sono tra questi. Lo confermano i dati di un sondaggio on line condotto nei mesi scorsi su poco meno di 25mila under 19 sui siti di SKY SPORT e ‘Il Ritratto della Salute’. Il 36% chiede al proprio coach consigli su benessere e prevenzione. Seguono nella speciale classifica i genitori (32%), l’insegnante (12%), i parenti più stretti (11%). Le domande più ricorrenti sono come smettere di fumare (34%), raccomandazioni per la dieta (35%), informazioni generali sul benessere (20%) e consigli per smaltire chili di troppo (12%)”.

“Ma un dato molto interessante – afferma Francesco Cognetti, presidente della Fondazione “Insieme contro il cancro” – è la ragione per cui i ragazzi si rivolgono al mister: nel 66% ‘perché ho fiducia in lui’ e in un altro 32% ‘perché mi imbarazza meno rispetto ad altre persone. In campo oncologico sono ormai centinaia gli studi che confermano lo strettissimo legame fra stili di vita e insorgenza dei tumori. Poter contare su figure come l’allenatore che hanno forte presa sui giovanissimi può permetterci di realizzare un percorso nuovo e più efficace di prevenzione”.

“Dati molto rilevanti – spiega anche il presidente del CONI Giovanni Malagò – che confermano il ruolo fondamentale svolto nei confronti dei ragazzi. Dobbiamo sfruttare questa fiducia e spingere gli allenatori ad occuparsi anche dei corretti stili di vita”. “Siamo pronti a fare la nostra parte – aggiunge Massimiliano Allegri -. Dobbiamo prendere coscienza del ruolo che ci viene attribuito dai giovani: dobbiamo rispondere a queste nuove esigenze documentandoci su temi quali il benessere e i corretti stili di vita. Non possiamo e non vogliamo assolutamente sostituirci ai medici ma è nostro dovere aiutare i ragazzi anche in queste aree. Sono orgoglioso ed entusiasta di essere ambasciatore del ministro, del CONI e delle società scientifiche in questo progetto”.

“Il nostro obiettivo – aggiungono Corsello e Cognetti – è che oltre agli schemi di gioco e alle tattiche, l’allenatore possa spiegare al ragazzo che se fuma non è più cosi veloce nel raggiungere la palla, che se consuma alcolici il suo organismo ne risente anche dal punto di vita della performance sportiva, che se segue la dieta mediterranea, il suo corpo è più pronto e reattivo allo scatto. E se il ragazzo lo seguirà, avremo come risultato, fra l’altro, un calo del 40% di tumori in età adulta. Per far questo, dall’estate partirà un vero e proprio tour che porterà pediatri e oncologi ad incontrare gli allenatori delle squadre dilettantistiche del Paese per fare formazione, accompagnati anche da corsi a distanza diffusi via web. Stiamo per preparare materiali (booklet, video, brochure). Forniremo le nozioni base perché possano a loro volta fornire indicazioni corrette ai ragazzi e quindi alle loro famiglie. Nascerà un forte link fra medici e mister utilizzando anche i social media, con comunità chiuse per lo scambio di quesiti, richieste, approfondimenti”. “In Italia ci sono oltre 61 mila persone che hanno il patentino di allenatori di calcio –sottolinea Malagò – un vero e proprio esercito che va sensibilizzato. E si parte dal calcio, ma sarà importante anche rivolgerci ad altri sport. Come CONI siamo pronti a giocare questa partita”.