Una convention strategica

A Villa Buttafava, il secondo meeting dei dipendenti della nostra Bcc Presentato dal nostro direttore generale Luca Barni il piano 2010/2012 Un “salottino televisivo” per discutere le strategie e riflettere sul futuro

Una formula “televisiva” quella scelta dalla nostra Bcc per la seconda convention dei dipendenti, che si è tenuta giovedì 29 aprile nelle sale di Villa Buttafava, a Cassano Magnago (Va). Tema del giorno, il Piano strategico 2010-2012. Presente e futuro della banca condensati in novanta minuti di chiacchierata, leggera quanto densa di argomenti. Un palco, tre poltrone e uno sgabello, quello del moderatore, a creare un “salottino” che ha dato vita a un interessante talk show. Interventi brevi, botta e risposta serrati, qualche battuta calcistica per alleggerire il clima, comunque sereno e informale. A dare il via al pomeriggio il saluto del presidente del Consiglio di amministrazione Lidio Clementi, seguito da Roberto Scazzosi, alla sua prima uscita in veste di presidente del Comitato esecutivo. La parola poi al direttore generale Luca Barni, che ha tenuto le redini della discussione, commentando e incalzando gli interventi dei colleghi. Tutti i rami del grande albero della nostra Bcc si sono avvicendati sul palco per entrare nel merito dei rispettivi ruoli e funzioni, spiegando ai propri diretti collaboratori, e al corpo dipendenti in generale, le novità e gli obiettivi che ciascun comparto si prefigge di raggiungere da qui ai prossimi tre anni. Allargamento della base sociale e attenzione al cliente le due direttive principali su cui si costruirà il futuro della banca. Dopo l’unione delle aree, Alto Milanese e Varesotto, la nostra Bcc vuole rafforzare le proprie radici, i soci. Ampliare la base sociale per arrivare a circa 4mila iscritti è infatti l’obiettivo che la banca si è data per il prossimo triennio. «La nostra mission individua nell’ampliamento della base sociale uno degli strumenti per poter sempre più entrare in contatto con il maggior numero di attori e operatori impegnati allo sviluppo delle comunità di appartenenza», ha spiegato Luca Barni. «Per il prossimo triennio puntiamo ad avere un forte aumento, pari a 1.200 soci, un numero in linea con le dimensioni che la nostra banca ha raggiunto».La linea indicata dal Consiglio di amministrazione punta a rafforzare l’identità di una banca di famiglia, «la banca dei padri che passa ai figli», ha proseguito Barni, per assicurare un ricambio generazionale all’interno della stessa composizione sociale. Ma anche quello della banca di comunità. «I valori del Credito Cooperativo ci spingono a essere una realtà “not for profit”, dove non è il profitto in sé l’obiettivo finale, ma il creare le basi per far crescer il territorio di riferimento, sostenendo le famiglie e aiutando le imprese. Quindi creare un volano per sostenere l’economia reale e il territorio. L’obiettivo strategico che ci siamo posti è quello di lavorare maggiormente sull’intensità coi soci e coi clienti attuali -ha richiamato il direttore generale-. La logica del “customer oriented” diventa la stella polare di riferimento nell’azione quotidiana della banca». Per questo la Bcc investirà nel Crm (Customer relationship management) per acquisire e sviluppare la conoscenza relativa ad ogni cliente. Un cambio che è principalmente culturale e che pone al centro il cliente e sempre più, in prospettiva, il socio. Il Crm è il progetto più importante dell’area Mercato, come ha spiegato il responsabile Adalberto Tomasello: «L’accennavo nel video proiettato durante l’incontro di Natale in sala don Besana a Busto Garolfo, ora è il momento di andare in profondità. Costruire e conservare la storia di tutti coloro che hanno un rapporto con la nostra banca è la chiave per costruire un pacchetto di prodotti tagliato su misura». Ma la Bcc ha bisogno anche di un cambio di mentalità al suo interno, a partire dagli aspetti gestionali. Angelo Canton, vice direttore generale, ha prospettato un’imminente ridefinizione delle deleghe poteri e dei flussi organizzativi, legata anche alle iniziative che riguardano il personale: «Come fa osservare Barni, il futuro della banca è in questa sala -ha detto Canton. La nomina dei prossimi vice responsabili di area, prevista dal Piano strategico, passa per una strategia di formazione delle risorse interne». Parlare di flussi organizzati vi ha senso se al contempo si fanno i conti con la razionalizzazione dei processi. Compito affidato ad Alberto Pastori, in Bcc da gennaio, responsabile organizzazione e sistemi della direzione Servizi: « È tendenza comune quanto pericolosa -ha spiegato – quella di vivere ciascuno nel proprio mondo. Uniformare l ’attività permetterà di coordinare le funzioni ed evitare intoppi nell’attività». Il tutto non al fine di appesantire le procedure, ma di «dare un servizio sempre migliore a soci e clienti -è intervenuto Barni – , in linea col cambio di mentalità che ci porterà a essere consulenti al ser vizio del cliente». Per la direzione Affari sono inter venuti i responsa bili delle tre aree che la compongono: Finanza, Mercato e Crediti: «Fare qualche sacrificio nella remunerazione della raccolta in fa v o – re di una maggiore sta bilit à» la sintesi di Crugnola per quanto riguarda la prima.«Strumenti semplici da pro – porre ai clienti -è stato il commento di Barni -, ossia la strategia che ci ha con – notato finora come banca solida e sicura». Il moderatore ha incalzato: «Cosa si aspetta l ’area Finanza dall’area Mercato?». Lapidaria la replica di Crugnola: «Che trovino impieghi di qualità per smaltire la raccolta», cui è seguita quella del diretto interessato Adalberto Tomasello: «Come area Mercato stiamo cercando operazioni istituzionali e ipotecarie. Che, notoriamente, spuntano come funghi a ogni angolo della strada. Scherzi a parte, capisco Crugnola. Ma, come ben sa, la con giuntura economica non aiuta». Il tema ha chiamato in causa anche Tiziano Schiera, area Crediti, che ha sottolineato quanto sia «necessaria un’elevata so glia di attenzione nella gestione del credito, una rigorosa analisi dei dati storici e prospettici. Non possiamo dare aiuti a pioggia, è necessario fare una selezione. E nella fase operati va sarà determinante approfondire l ’analisi andamentale con l ’introduzione di ulteriori ausili informatici, appoggiandoci allo strumento della Crif, la Centrale rischi di intermediazione finanziaria». In coda alla convention è stato presentato il nuovo responsabile dell’area Controlli interni, nominato il 27 aprile, due giorni prima dell ’incontro. Si tratta di Roberto Solbiati, dal 2001 nella nostra Bcc, in cui è cresciuto e si è formato: «Roberto è la dimostrazione della nostra volontà di far crescere “in casa” i dirigenti della struttura», ha commentato Luca Barni. Nel corso del suo intervento, Solbiati ha illustrato il nuovo processo dell ’attività di controllo andamentale del credito, soffermandosi poi sul concetto di compliance, la funzione che uniforma i processi a re gole e norme sta bilite in maniera puntuale. Alla convention è seguito un breve rinfresco nel cortile della villa. Un pomeriggio lontano da gli spazi delle filiali, ma dentro al futuro della nostra Bcc, che inizia proprio dal Piano strategico 2010 -2012.

0 replies on “Una convention strategica”