Univa e Bcc uniti per la ripresa

«Imprenditorialià, finanza e territorio»: un progetto comune, innovativo e solidale. Presentato a Varese il prestito obbligazionario che tende la mano agli industriali

«Si sa che i quattrini si prestano a coloro che non ne hanno biso gno, è una vecchia re gola delle banche. E io a v e v o ben poco al sole che potesse “ garantire”. Trovai però a Modena una banca che la pensa va in modo di verso». È nelle parole di Enzo Ferrari, riprese in un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore, il vero si gnificato dell’operazione che la nostra Bcc ha costruito insieme all’Unione de gli industriali di Varese. “Imprenditorialità, finanza e territorio” questo il nome del pro getto che porta la firma di Uni va e Bcc; un progetto inno vativo nella sua concezione, ma assodato nei suoi principi, che però potrebbe fare scuola in tutto il mondo del Credito Cooperativo. Probabilmente senza quel necessario supporto per dare concretezza alla sua idea originale, Enzo Ferrari non avrebbe potuto costruire l’impero del Cavallino Rampante. La scommessa del Drake fu sostenuta da un piccolo istituto di credito della provincia modenese; nello specifico si trattò di una banca di credito cooperativo che, nel rispetto dei suoi principi fondanti e dei valori che ne hanno fatto un modo “differente” di pensare al credito alle imprese, diede all’imprenditorialità e, soprattutto, all’economia reale il supporto necessario.

Nell’immagine di apertura, un momento della conferenza stampa di presentazione del prestito obbligazionario messo a punto dall’Unione degli industriali della provincia di Varese (Univa) e la nostra Bcc. In questa pagina, sotto, la foto di gruppo dei presidenti e direttori dei due enti che hanno contribuito alla realizzazione dell’importante progetto comune. Da sinistra, Vittorio Gandini e Michele Graglia, rispettivamente direttore e presidente di Univa, Lidio Clementi e Luca Barni, presidente e direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate. La conferenza si è svolta il 22 marzo scorso e il prestito obbligazionario è stato aperto il giorno successivo. Nei prossimi mesi, Univa e Bcc faranno il punto della situazione per verificare l’andamento delle richieste e dei finanziamenti da erogare alle aziende del Varesotto
Nell’immagine di apertura, un momento della conferenza stampa di presentazione del prestito obbligazionario messo a punto dall’Unione degli industriali della provincia di Varese (Univa) e la nostra Bcc. Sopra, la foto di gruppo dei presidenti e direttori dei due enti che hanno contribuito alla realizzazione dell’importante progetto comune. Da sinistra, Vittorio Gandini e Michele Graglia, rispettivamente direttore e presidente di Univa, Lidio Clementi e Luca Barni, presidente e direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate.

Questo è «solo un piccolo esempio», come si legge ancora nell ’articolo de Il Sole 24 Ore. Un esempio «che però rende l ’ i – dea dell ’apporto che gli istituti di credito locali hanno fornito alla crescita del Mede in Italy e dei distretti industriali. Un ’iniziati va analoga è stata presentata dall’Unione industriali di Varese e dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate». Si tratta, riassume il giornalista de Il Sole, di «un ’idea che mira, in sostanza, a raccogliere tra le imprese (e anche tra i manager e i soci privati) del Varesotto i fondi necessari per finanziare altri imprenditori della stessa zona. Una rete imprese – banche contro la crisi e per la crescita». In attesa di capire -ma anche nella speranzase questa operazione possa dare adito ad un nuovo Drake, la nostra Bcc si conferma così partner affida bile e ben radicato sul territorio. Si dice che il termine “radicamento” sia abusato: utilizzato troppo spesso anche in riferimento a situazioni non del tutto coerenti.
Non è però questo il caso. Come ha commentato il presidente dell ’Unione Industriali di Varese, Michele Graglia, nella conferenza stampa di presentazione dell ’ iniziati va: «Le nostre sollecitazioni di questi ultimi mesi per creare nuo vi e inno vati vi strumenti finanziari a soste gno del sistema delle imprese varesine sono state raccolte dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate con l’ideazione di un’iniziati va che rappresenta un esempio di coinvolgimento del sistema bancario e imprenditoriale del territorio unico nel suo genere». Ancora: «Un progetto che può generare importanti benefici alle imprese, oltre che ritorni di immagine sia locale, sia nazionale. Dopo la sperimentazione varesina, infatti, l ’inter vento potrebbe essere potenzialmente replicato nell’intero Paese dalle oltre 400 Banche di Credito Cooperativo presenti in Italia. Facendo ancora una volta di Varese un laboratorio capace di trainare lo s viluppo del sistema economico italiano, anche dal punto di vista dell ’innovazione di una finanza al servizio del sistema produttivo». Concretamente, l ’operazione è semplice: la nostra Bcc ha emesso un prestito obbligazionario della durata di 24 mesi, con un rendimento fisso annuo al 2,25 per cento e un taglio minimo sottoscrivibile pari a 1.000 euro. Essendo riservato, a sottoscriverlo possono essere tutte le imprese e gli imprenditori associati all’Unione de gli Industriali della Provincia di Varese, oltre che i soci e i manager delle aziende stesse. Con un obiettivo ben chiaro e preciso: creare, attraverso la raccolta, un plafond il cui ammontare viene messo a disposizione per il finanziamento del sistema produttivo del territorio. 06E il progetto “Imprenditorialità, finanza e territorio”, mira infatti a raccogliere tra gli imprenditori del Varesotto i fondi necessari per finanziare altri imprenditori. L ’importo complessivo del plafond è pari a quanto raccolto tramite la sottoscrizione del prestito obbligazionario, più una quota del 50 per cento che la nostra Bcc mette a disposizione. Con un target minimo iniziale individuato a 3 milioni di euro, la prospettiva è quindi di arrivare ad attivare un plafond di 4,5 milioni; fondi che vengono messi a disposizione del sistema manifatturiero locale. Questo, senza alcun rapporto diretto tra chi sottoscrive l’obbligazione e i destinatari dei finanziamenti. Infatti chi acquisterà quote del prestito obbligazionario non sarà tenuto a richiedere il finanziamento, così come chi richiederà il finanziamento potrà essere un soggetto diverso dai sottoscrittori dell’obbligazione. Due binari diversi che portano verso una sola stazione; due strade dirette verso un unico e condiviso fine: «Quanto viene raccolto sul territorio viene ridistribuito sul territorio affinché questo possa crescere», ha infatti detto il presidente della nostra Bcc, Lidio Clementi ai giornalisti riuniti nella sede varesina di piazza Montegrappa di Univa.
Per quanto straordinario, nulla è di nuovo per la nostra Banca. Ha ricordato infatti Clementi: «È questa la precisa mission che la nostra Bcc porta avanti da ben 113 anni: sostenere l’economia reale, sostenere le famiglie attraverso quello che il territorio dà». L’elemento in più arriva dalla sinergia messa in campo in sostegno al territorio stesso. Ha proseguito Clementi: «Questa iniziativa rafforza la collaborazione tra la nostra Bcc e l’Unione degli Industriali della provincia di Varese; una collaborazione già avviata tempo fa, cresciuta in questi ultimi mesi e maturata in questo strumento nuovo che, mettendo a disposizione del territorio una volta e mezzo di quanto raccolto, punta al rilancio dell’economia». E ha aggiunto il direttore generale della nostra Bcc, Luca Barni: «Ci troviamo di fronte non a uno strumento finanziario innovativo, ma ad un innovativo utilizzo del prestito obbligazionario». Il claim dell’essere differenti che ha fatto da filo conduttore all’ultima campagna pubblicitaria dell’intero sistema del Credito Cooperativo, trova in questo progetto una concreta quanto tangibile dimostrazione. Ha proseguito Barni: «Questo passaggio è la risposta concreta alla richiesta di liquidità che ci arriva dalle imprese. Il nostro “essere differenti” ci ha portato ad elaborare un intervento mirato per andare incontro alle esigenze delle aziende. In questo, abbiamo proposto una soluzione che rispecchia il nostro essere “banca locale”: non solo raccogliere delle risorse per impiegarle sul territorio. Ma rilanciare la possibilità di investimento».

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Nelle immagini, alcuni momenti prima, durante e dopo la conferenza stampa di presentazione del prestito obbligazionario, che si è svolta nella sede di Univa a Varese. Sopra, il nostro presidente Lidio Clementi intervistato dai microfoni della RAI

Il tutto «nella profonda convinzione -ha sottolineato Barni- che il modo migliore per far crescere la propria impresa non sia quello di difendere la ricchezza, ma di diffonderla all’interno e all’esterno delle mura della propria stessa impresa. E, in un periodo di crisi di fiducia, questa si pone come una grande operazione valoriale che mira a creare un circolo virtuoso dove gli imprenditori fanno finanza per il territorio». I soldi raccolti saranno utilizzati per l’acquisto di scorte per il magazzino, acconti di imposta, pagamento di tredicesime e quattordicesime ai dipendenti, ovvero serviranno per il sostegno della liquidità delle imprese. Ma, non solo. Lo scopo del progetto è anche quello di incentivare la patrimonializzazione aziendale. L’importo massimo concesso è pari a 200mila euro, con l’eccezione degli interventi per ricapitalizzare l’impresa, per i quali è prevista una valutazione caso per caso, e con la possibilità di finanziare un valore sino a 2 volte quello dell’ammontare dell’aumento deliberato o effettuato dall’azienda. Il finanziamento scade dopo 24 mesi e prevede rimborsi mensili. Il tasso è fisso e pari al 3,25 per cento annuo. È prevista anche la possibilità, se necessario, di richiedere la garanzia alla sede varesina del Confidi Lombardia. I finanziamenti possono essere richiesti e concessi in relazione a quanto, sulla base di una verifica settimanale, viene raccolto attraverso il prestito obbligazionario, il cui collocamento è già stato autorizzato dalla Consob e le cui quote, dunque, sono già sottoscrivibili.

Nelle immagini, alcuni momenti prima, durante e dopo la conferenza stampa di presentazione del prestito obbligazionario, che si è svolta nella sede di Univa a Varese. Nelle seconda fotografia qui sopra, il nostro presidente Lidio Clementi intervistato dai microfoni della RAI.

I finanziamenti, di norma chirografari, vengono messi a disposizione delle imprese associate all’Unione degli industriali di Varese con sede legale o operativa nei Comuni dove la nostra Bcc opera. Si tratta, in totale, di 46 Comuni della provincia di Varese dove hanno sede 1.022 imprese della compagine associativa di Univa, ossia i due terzi del totale. Il prestito obbligazionario, invece, può essere sottoscritto da qualsiasi impresa, senza vincoli territoriali all’interno del Varesotto.

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