Ora le piccole imprese passano al cloud

Da tempo si sa che il ricorso al cloud offre innumerevoli vantaggi alle aziende, ma fino al 2019 solo il 20,3% delle piccole e medie imprese italiane avevano adottato una soluzione di cloud computing per la propria organizzazione. La pandemia, però, ha obbligato in tanti a convertirsi alle nuove tecnologie e, complici il deciso incremento dello smart working, un più inteso uso dei servizi digitali (come le videoconferenze) e del digitale per la diversificazione dei canali di vendita e dell’e-commerce, ha velocizzato una rivoluzione che stentava a decollare.
Risultato? Come rilevato dall’Istat, a fine 2020 ben il 58% delle piccole e medie imprese ora utilizzano servizi cloud e la percentuale sale al 64,9% se si guarda alle sole Pmi della Lombardia. In un anno, dunque, è triplicato l’uso del cloud e il report dell’Istat evidenzia che sull’aumento ha influito sia la necessità di utilizzare il cloud per condividere dati o software da luoghi diversi dal posto lavoro, sia l’effetto del piano Industria 4.0 previsto dalla legge di bilancio 2019 che, per la prima volta, ha reso possibile detrarre dalle imposte il 140% dei canoni annuali pagati per utilizzare software per Impresa 4.0 su piattaforme cloud.
Va detto che il maggiore utilizzo del cloud ha contribuito all’intensificazione del traffico dati che, tra marzo e novembre 2020, su rete fissa è salita mediamente del 28% e su rete mobile del 26%: fatto, questo, che ha messo in evidenza le criticità relative alla disponibilità della banda larga e della fibra ottica. Ma questa è un’altra storia.
Tornando ai servizi di cloud computing, tanti sono i vantaggi che garantisce alle imprese. Innanzitutto la flessibilità, dal momento che la potenza della macchina, sia essa fisica o virtuale, aumenta in base alle esigenze senza che l’utente se ne accorga ma garantendo sempre le prestazioni migliori. Poi l’assenza di costi relativi all’hardware, sia perché le infrastrutture IT restano interamente a carico di chi offre il servizio sia perché nella maggioranza dei casi i servizi cloud non richiedono computer potenti, e si potrà usare anche una vecchia macchina avendo comunque prestazioni elevate. Infine, la protezione e la sicurezza dei dati: la maggior parte delle aziende, infatti, non ha a disposizione un piano di disaster recovery a causa dei suoi costi, ma con il cloud non ne ha più bisogno, perché tutti i dati e i documenti aziendali vengono salvati grazie a backup programmati e perché, se anche si dovesse rompere o perdere il proprio computer, l’accesso ai propri dati rimane sempre possibile. Di più: i file sul cloud possono essere condivisi con altri, modificati in tempo reale e se ne ha l’accesso in ogni momento e in ogni parte nel mondo.