La Tessitura Enrico Sironi di Gallarate: oltre 120 anni di passione per il lino

Nella storia dell'azienda tessile la vita imprenditoriale di una famiglia che ha fatto della fibra "ecologicamente pura" un marchio conosciuto in tutto il mondo

Una passione che affonda le radici nella storia dell’industria tessile non solo di Gallarate, ma in quella nazionale; una passione che da oltre un secolo (per restare stretti) ha sempre avuto un comun denominatore: il lino. È attorno alle rocche e alle mille tipologie di tessuto che si possono ottenere da questa fibra che la Tessitura Enrico Sironi ha costruito la sua storia. Dall’inizio dell’attività nel 1892, ai primi telai del 1920 fino ai mercati americani e di mezza Europa, il lino di Enrico Sironi ha segnato la storia. Perché «il lino è vita», afferma Clemente Sironi, erede della tradizione tessile di famiglia e quarta generazione, in linea diretta, alla guida della tessitura che porta il nome del bisnonno. «Il lino è una filosofia di vita», ribatte. «Perché quando una persona inizia a vivere il lino non ne può più fare a meno». Il suo è un amore incondizionato verso una fibra «ecologicamente pura» che può trovare “mille più una” applicazioni nella vita quotidiana come nei molteplici settori industriale. Si fanno vestiti, tessuti d’arredo, biancheria intima e biancheria per la casa, ma anche tele per pittori, tessuti per il rifodero di affreschi e dipinti, tele filtro per i formaggi, tessuti per la panificazione e persino vele per le barche. Il lino può essere spesso e rigido, ma anche sottilissimo e morbidissimo, è resistente e dura nel tempo. Difficile riuscire a stendere un elenco completo ed esaustivo di tutte le tipologie di lino che escono dallo stabilimento di via Cappuccini 50 a Gallarate. Di certo, da qui sono uscite le vele della nave scuola Amerigo Vespucci, il maestoso veliero della Marina militare italiana. «A capitolato parliamo di sei pesi di tessuto diversi che vanno a comporre tutta la velatura», ricorda Clemente Sironi. Le 24 vele complessive raggiungono una superficie che supera abbondantemente i 2.500 metri quadrati, tutti coperti rigorosamente da tela olona “made in Gallarate”. «Il lino può avere moltissime applicazioni e moltissime declinazioni», aggiunge il titolare della Tessitura Enrico Sironi. «Punto fermo però resta la qualità della materia prima. La scelta di mio padre Franco, che ha guidato la parte commerciale dell’azienda dagli anni Cinquanta fino alla soglia del nuovo millennio è stata quella di ampliare l’ambito di applicazione del tessuto lavorato, ma soprattutto puntare ad avere un lino di grande qualità. La pianta da cui deriva viene definita come “ecologicamente pura” perché cresce spontaneamente nella zona delle Fiandre: non necessita di essere bagnata e non richiede l’uso di anticrittogamici. Inoltre, viene intervallata con altre colture poiché la pianta del lino contribuisce ad arricchire il terreno. Dalla materia prima che arriva da queste zone e dalle zone della Manica è possibile ottenere un fibra molto fine, con poche “fiammature”, ovvero permette di avere un filo cilindrico che dà adito a moltissime lavorazioni con tessuti di elevata qualità».
Del resto, la Tessitura Enrico Sironi è oggi tra le prime quattro società italiane a essere certificata dal sistema di tracciabilità delle Camere di Commercio, potendo così garantire seriamente il “Made in Italy” dei suoi prodotti. Inoltre, fin dagli anni Cinquanta l’azienda aderisce tramite la sezione Lino di Sistema Moda Italia, alla Confederazione Europea Lino e Canapa ed al Club Masters of Linen, che gli permette di applicare ai tessuti realizzati il marchio internazionale che garantisce l’utilizzo di lino di filiera 100% europea. Ulteriori elementi che confermano la necessità di non scendere a patti sul tema qualità. «Il mercato è diventato particolarmente complesso, anche per l’arrivo di player asiatici: la nostra scelta è stata quella di non porre come elemento principale il prezzo, ma la qualità e il servizio. Di fatto, possiamo vantare un magazzino importante per rispondere tempestivamente alle richieste che arrivano». Una decisione coraggiosa, dettata soprattutto dall’amore per il lino che ha contraddistinto l’azienda fin dagli esordi.
Nel 1892, quando Enrico – uno dei 17 figli di Giuseppe fu Gaspare – decise di intraprendere una nuova avventura (anche perché in casa non c’erano molti spazi per proseguire l’attività paterna sempre in ambito tessile), si era concentrato su “fibre naturali per eccellenza”, quali il lino, ma anche la canapa e il cotone. Una scelta portata avanti innanzitutto dalla moglie Angioletta, quindi dai figli Luigi e Carlo, dai nipoti Franco con il fratello Carlo ed i cugini Luigi e Felice, per arrivare al pronipote Clemente. L’azienda, che dalla casa di piazza Grande oggi piazza della Libertà, e dall’opificio di via Borghi, passando poi in via Magenta come magazzini e finissaggio si è trasferita negli anni Sessanta nella tessitura di via Cappuccini 50 costruita nel 1923. Lo stabilimento, gli uffici, il magazzino trasmettono la storia di una realtà che è stata e continua ad essere protagonista del tessile. Avendo sempre come unico filo conduttore il lino. «La quota di produzione nel tempo è sempre aumentata, anche se manteniamo una produzione di cotone e altri tessuti», ricorda Clemente. Di fatto il lino è molto più di una fibra. «Mi sono avvicinato al mondo del tessile nel 1984 dalla porta commerciale, perché mi piace il contatto umano, il contatto con il cliente. Per necessità però mi sono dovuto occupare di produzione. Questo mi ha fatto innamorare del lino». Fibra che rappresenta nel mercato delle fibre tessili meno dell’1% della produzione complessiva, il lino «è oggi da me utilizzato come anima principalmente nella produzione di tessuti per arredamento, quali tendaggi rivestimenti per poltrone e divani, oltre che per realizzare i tessuti destinati alla tradizionale produzione di biancheria per la casa quali lenzuola e tovaglie», spiega. «I nostri tessuti vengono oggi proposti con colori e finissaggio più trendy rispetto al passato e sono presenti nei migliori negozi e show-room in Italia e all’estero oltre che nei cataloghi dei migliori editori tessili. La stessa fibra continua ad essere utilizzata sia nei nostri tessuti storici, che in quelli più innovativi come i rinforzi in edilizia o per gli usi tecnici, oltre che in alcune collezioni di abbigliamento di altissima moda. Purtroppo oggi non è molto diffusa la sensibilità di utilizzare il lino per le lenzuola e l’altra biancheria per la casa. Parliamo di beni che nessuno vede e che, solitamente, fanno l’ingresso in casa solamente se consigliati dall’architetto che si occupa dell’arredo. Eppure chi usa il lino non ne può più fare una meno. Ecco perché il lino è una filosofia di vita, non una moda ma un modo di vivere la propria casa e di prenderci cura di noi stessi e dei nostri cari». E la tecnologia di lavorazione ha fatto il resto, rendendolo morbido, piacevole al tatto ed estremamente confortevole, oltre che duraturo nel tempo. «Un lenzuolo di cotone può arrivare a 25 anni di vita? Quello in lino sì», sottolinea con orgoglio Clemente.
La passione, l’attenzione alla qualità, la memoria come valore e l’esperienza sono gli elementi che distinguono la tessitura Enrico Sironi a Gallarate, in Italia e sui mercati internazionali. Ma sono anche gli elementi che l’hanno portata ad avviare un rapporto con la nostra Bcc fin da quando la nostra banca è approdata, più di 10 anni fa, sulla piazza di Gallarate. «Un rapporto che è maturato e ci ha portato a diventare soci della Bcc», dice Clemente Sironi. «È sempre una questione di persone: come in ogni rapporto, anche quello bancario è basato sulla relazione, sul comprendere le rispettive esigenze e individuare le corrette risposte». Del resto, non è solo la territorialità che unisce la nostra banca alla Tessitura Enrico Sironi. Ci sono anche gli oltre 120 anni di storia e una attenzione che è sartoriale, a tutti gli effetti.