Nuovo look per la filiale di Dairago dove siamo l’unica banca del paese

L'intervento ha preso il via all'inizio del mese di novembre. Carlo Crugnola, direttore generale: «un investimento che conferma la nostra precisa scelta di restare ancorati al territorio»

Non si lascia e si raddoppia. Giochiamo col titolo della trasmissione dello storico quiz televisivo di Mike Bongiorno per presentare l’operazione restyling messa in atto nella filiale di Dairago della nostra Bcc, che cela la precisa scelta di campo che la nostra banca ha fatto: quella di restare ancorata ai propri territori e di mantenere la propria presenza fisica, in special modo laddove gli altri istituti bancari chiudono i battenti, come è appunto successo a Dairago e a Villa Cortese nello scorso settembre.
«Il restyling era un intervento già in programma, che si è reso ancor più necessario in previsione di potenziare i servizi offerti al territorio di Dairago -spiega il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Carlo Crugnola-. La precisa scelta di essere banca di riferimento per la comunità dairaghese, rafforzata dal fatto di essere rimasti l’unico istituto presente in paese, ci ha portati a investire sul territorio, mettendo mano agli spazi della filiale. Come spesso è avvenuto, è una decisione in controtendenza: a fronte di istituiti bancari che lasciano i territori e accentrano i servizi, la nostra Bcc ha invece voluto rafforzare la presenza locale per dare nuova linfa al circuito conoscenza-relazione-fiducia, che è l’unico capace di sostenere realmente le famiglie e le imprese che compongono una
comunità locale».
E, così, ai primi di novembre sulle vetrine della filiale di via XXV Aprile sono comparsi i cartelli dei lavori di ammodernamento in corso, per spiegare che «Ci facciamo belli per essere ancora più vicini a Dairago». Ovviamente, l’intervento di ristrutturazione degli spazi non ha fermato l’operatività dei servizi: il bancomat è rimasto pienamente attivo per prelievi, ricariche telefoniche, ricariche carta tasca e lista dei movimenti (le altre operazioni si potevano naturalmente effettuare con l’app Relax banking) e il personale di Dairago è rimasto a disposizione dei clienti dislocandosi presso il vicino sportello di via Dei Mille 4 a Olcella.
I lavori a Dairago, nel rispetto del family styling che la Bcc sta adottando per tutte le sue filiali, hanno permesso di avere spazi più moderni e fruibili, per rispondere meglio a quelle che sono le esigenze dei clienti e al ruolo di una banca locale. «L’ascolto è al primo posto, perché è solamente mettendosi in ascolto del territorio che è possibile individuare la soluzione più corretta -spiega il presidente della nostra Bcc, Roberto Scazzosi-. Le banche di credito cooperativo continuano a conservare, infatti, una dimensione a misura d’uomo, capaci di dare valore alle persone e a mettere al centro la persona. In un mercato bancario sempre più caratterizzato da colossi del credito e da servizi standardizzati, le Bcc si muovono nuovamente in controtendenza, prestando attenzione alla famiglia e alla piccola e media impresa. Un ruolo che è fondamentale sempre, ancora di più in un momento così complesso come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria».
Dairago e la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate hanno già superato le nozze d’argento, dal momento che la filiale è stata aperta nel 1994. In questi 26 anni il rapporto con la comunità locale è andato via via crescendo e la nostra banca è arrivata a servire il 35,3% delle famiglie residenti e conta 107 soci. «Una quota che contiamo di incrementare ulteriormente, perché per essere davvero banca del territorio non basta la presenza fisica di una filiale, ma serve anche la partecipazione e il coinvolgimento delle stesse comunità -ribadisce Scazzosi-. Come tutte le Bcc, inoltre, anche la nostra destina ogni anno circa il 20% dell’utile netto a interventi di solidarietà sui territori in cui opera ed è presente, e questi contributi sono più efficaci quando vengono inseriti all’interno di un piano concordato con i nostri soci che rappresentano la comunità locale».