Il nostro sostegno ai medici di famiglia impegnati in prima linea e nei vaccini

Il contributo è stato devoluto alla cooperativa medica Gst, che raggruppa 200 tra medici e pediatri di base operanti nei nostri territori. Lanciata anche la campagna saturimetri, indispensabili per la diagnosi precoce di complicanze causate dal Covid-19

«Già durante il primo lockdown avevamo fatto donazioni agli ospedali del territorio, ai medici e ai pediatri di base e alle associazioni impegnate a risolvere le urgenze delle famiglie più bisognose. E ora che la seconda ondata del Covid-19 ci sta nuovamente mettendo a dura prova dal punto di vista sanitario, della tenuta sociale e sotto il profilo economico, abbiamo deciso di scendere nuovamente in campo». Così il nostro presidente, Roberto Scazzosi, spiega la donazione di 5 mila euro che la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha fatto alla cooperativa medica Gst per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuali necessari per la campagna vaccinale che ha preso il via nel mese di novembre, nel pieno della seconda ondata della pandemia che ha colpito anche i nostri territori.
«Al di là di ciò che stiamo facendo sul fronte del credito alle imprese e alle famiglie, che è la nostra missione principale, siamo convinti che sia ancora il momento di stare vicini e di sostenere lo sforzo di chi combatte in prima linea per la nostra salute. Agli ospedali, strutture e strumenti sono arrivati. Chi, invece, continua ad avere una profonda carenza di risorse sono i medici e i pediatri di base, che rappresentano il primo punto di riferimento, la prima linea di difesa delle nostre famiglie. Sono i nostri dottori, quelli a cui ci rivolgiamo con fiducia e speranza quando abbiamo un qualunque sintomo di malessere, e che, come tutto il personale sanitario, stanno combattendo da marzo una quotidiana battaglia e stanno pagando un prezzo altissimo all’impegno per contenere l’epidemia».
«Le risorse che ci sono state messe a disposizione permetteranno di dotarci dei dispositivi di protezione individuale necessari alla tutela nostra e dei pazienti per la somministrazione della campagna vaccinale e che, purtroppo, dalle istituzioni arrivano in quantità del tutto insufficiente -spiega Leonardo Vegetti, medico di base e presidente della cooperativa Gst-. Creare a livello locale una rete di reale collaborazione con i comuni, gli ospedali e gli enti più sensibili alle necessità della popolazione, è l’unico modo, in questa situazione, per mettere in atto un’efficace medicina del territorio. E per farlo è anche determinante proteggere noi stessi e i nostri ambulatori da possibili fonti di contagio. Per garantire la sicurezza dei nostri pazienti, in alcuni casi gli enti locali e la Asst Milano Ovest ci hanno messo a disposizione appositi locali in cui eseguire la campagna vaccinale, mentre, al momento, dobbiamo provvedere autonomamente al reperimento in quantità sufficiente dei dispositivi di protezione individuale per noi medici. Grazie alla Bcc, quindi, sia per questo sostegno utile e benvenuto sia per essere tornata a farci sentire fattivamente la vicinanza del territorio, come già aveva fatto la scorsa primavera».
La cooperativa Gst raggruppa circa 200 tra medici di famiglia e pediatri di libera scelta che operano tra l’Altomilanese e la provincia di Varese, organizzati su centri medici polifunzionali, dove ai fianco dei medici e dei pediatri di base operano anche degli specialisti, o di sola medicina generale. Molti i comuni serviti e, tra gli altri, quelli di Legnano, Varese, Busto Garolfo, Vedano Olona, Venegono, Canegrate, Rescaldina, Fagnano Olona, San Vittore Olona e San Giorgio su Legnano. Il primo contributo dato alla cooperativa Gst per la lotta alla pandemia risale ad aprile 2020, contestualmente all’apertura di un conto corrente per raccogliere le donazioni di soci e clienti a favore dei nosocomi del territorio e alle donazioni finalizzate ad acquistare apparecchiature per gli ospedali identificati come hub Covid. E, per la precisione: un ecografo con sonda lineare vascolare e una sonda cardiologica per la terapia intensiva di Busto Arsizio; un ecografo con sonde lineare vascolare, cardiologica e convex per general imaging, completo di stampante e accessori, per la medicina d’urgenza di Legnano e cinque stazioni di monitoraggio carrellate da triage e 300 kit di broncoscopi monouso da 10 con tablet per il “Circolo” di Varese.
Tornando all’oggi, oltre al contributo alla cooperativa Gst, la nostra Bcc ha acquistato anche dei saturimetri destinati a soci iscritti alla mutua della banca. «È determinante fornire alle famiglie strumenti per aiutare i medici nel loro lavoro -spiega ancora il presidente della Bcc, Roberto Scazzosi-: in ogni casa ci dovrebbe essere un saturimetro, perché la mancanza di questo semplice, ma efficace e necessario strumento diagnostico, spesso non permette ai medici di base di effettuare un’anamnesi completa e di diagnosticare per tempo importanti complicanze, come la
polmonite». Il saturimetro, infatti, serve a misurare l’ossigenazione del sangue ed è utile per sapere se i polmoni riescono ad assumerne in quantità sufficiente dall’aria che si respira. La misurazione è semplice e si effettua appoggiando un dito all’interno del dispositivo. I valori normali di ossigenazione (riportati come SpO2) vanno dal 97% in su, ma non sono preoccupanti valori fino a 94%. Di contro, se l’ossigenazione scende al disotto del 90% in soggetti con febbre elevata, tosse e mancanza di respiro, bisogna contattare il numero unico regionale 800894545 o il proprio medico. «È ben più che apprezzabile la distribuzione di saturimetri alle famiglie -chiosa Leonardo Vegetti-, perché, per dirla con le parole del Comitato tecnico scientifico e dello stesso presidente del Consiglio superiore della Sanità, i saturimetri sono straordinariamente utili e, a fianco del termometro, in ogni casa ce ne dovrebbe
essere uno».