La nostra identità: uguali, ma differenti

Il direttore Luca Barni

Da una parte l’Europa. Dall’altra il nostro campanile. Tra avere uno sguardo troppo ampio e una visione estremamente limitata, il rischio è doppio: fare la fine dell’asino di Buridano, ridotto a stenti nell’indecisione di dove rifocillarsi, oppure perdere la propria identità, quindi smarrirsi. Ecco, credo che il punto sia proprio questo: mantenere la nostra identità. E su questo non abbiamo dubbi. Identità è una parola piuttosto complessa che può avere due significati apparentemente contrapposti. La sua radice etimologica ci riporta al termine latino “idem” che, con la sua derivazione “identitas”, significa medesimo, quindi uguale. Il concetto di identità invece nel linguaggio psicologico e nelle scienze sociali riguarda la concezione che un individuo ha di se stesso nella sua sfera personale e nella società. Identità è la sommatoria delle caratteristiche che rendono una persona unica e inconfondibile; ciò che la rende diversa da tutte le altre. Quindi, in una sola parola sono riassunti i concetti di differenza e uguaglianza. In un sistema economico che tende ad omologarsi sotto il profilo delle offerte e ad omologarci sotto il profilo dei comportamenti e delle scelte, il Credito Cooperativo gioca la carta dell’identità. Oggi per una Bcc la vera sfida è comprendere quale il ruolo da svolgere per non cadere nel rischio omologazione e per non omologare la propria clientela.
La riforma del Credito Cooperativo, della quale ormai parliamo da un paio di anni e che in questo 2018 dovrebbe entrare nel vivo per diventare operativa nel prossimo gennaio, ci indica la direzione da seguire e ci dà un’interessante chiave di lettura. All’interno del Gruppo bancario cooperativo di Iccrea le Bcc sono tutte uguali, hanno gli stessi doveri e le medesime regole da rispettare. Partendo tutti dalla stessa base, come ci ha ricordato il presidente di Iccrea Giulio Magagni al convegno organizzato per i 120 anni della nostra banca, il merito diventerà un elemento premiante. Ma le Bcc sono tutte diverse. Per storia, tradizioni, legami, per il loro semplice essere espressioni di un dato territorio sono diverse tra loro: le relazioni tessute, i rapporti con le comunità locali diventano elementi identitari profondi. Siamo quindi uguali ma anche profondamente diversi. Diversi anche dal resto del sistema bancario. Differenze che mettiamo in rilievo in questo numero de La Voce guardando al capitolo “credito alle imprese”. I nostri dati, oltre ad evidenziare il nostro essere in controtendenza, pongono tutta la distanza che c’è tra l’essere banca di una Bcc e il fare banca degli “altri”. Per noi il sostegno alle imprese non significa dare credito ai grandi gruppi (non sempre affidabili), ma essere al fianco dei piccoli creando una relazione con le persone. Il rapporto banca-impresa per una Bcc è sostegno all’economia reale, quell’economia non finalizzata a se stessa ma capace di far crescere un territorio. Questa è per noi l’identità. Il nostro essere banca è sia caratteristica unica che ci accomuna a tutto il movimento della cooperazione del credito, sia elemento di profonda distinzione. Una linea netta di demarcazione di cui andiamo orgogliosi e di cui non possiamo fare a meno.

Twitter.it/@lucabarni5

0 replies on “La nostra identità: uguali, ma differenti”